Molti sono le richieste fatte all’amministrazione di Ustica (non le elenchiamo perché sarebbe molto lungo) ma nessuna presa in considerazione, nemmeno come punto da inserire nell’OdG.
Scrivi pure, tanto il Comune non risponde. I consiglieri lo sanno, ma nessuno agisce se ne fregano di qualsiasi richiesta o proposta che non provenga dal loro interno.
La minoranza è a conoscenza ma non agisce – è inesistente…
Così i richiedenti, i cittadini si sentono presi in giro e questo sentimento spesso si trasforma in astio…
















Una risposta
Se non fosse per la evidente indifferenza ai suggerimenti o alle richieste di interventi amministrativi che non provengano integralmente dall’agenda dell’Amministrazione comunale si potrebbe anche tollerare la presenza di un evidente muro di gomma che il Consiglio comunale di Ustica nella sua interezza ha eretto davanti a tutte le numerose questioni disattese che l’articolo cui indirizzo il mio commento ha definito “non di origine interna”. Intervengo sul merito della questione per aver io in prima persona e, come si suol dire, “mettendoci la faccia”, con animo sempre sorretto da positivo atteggiamento di collaborazione, sottoposto alla Amministrazione comunale argomenti da me ma, evidentemente soltanto da me, ritenuti utili alla comunità. Ne cito uno per tutti: lo stato di pericoloso abbandono di Piazza Armeria il cui livello di degrado e di rischio per la pubblica incolumità è sotto gli occhi di tutti e da tutti oggettivamente verificabile. Non a seguito di una mia segnalazione ma per semplice e utile “ferru d’arreri ‘a porta” – mi si perdoni la licenza linguistica -, mi sarei aspettato un immediato intervento di messa in sicurezza che non c’è stato e un preciso punto all’O.d.G. della prossima assemblea consiliare per discutere di come e, soprattutto, quando risolvere il problema. Problema di sicurezza pubblica in primo luogo e di estetica poi che non avrebbe tolto importanza e spazio alcuno alle doverose variazioni di bilancio o all’urgente regolamento della Biblioteca comunale.
Come ho già citato per altra circostanza ma non esito a ripetermi: “de minimis non curat Praetor”.