Da Frosinone a Ustica, scuole chiuse per mancanza di bidelli


Per un «problema informatico» non si riesce ad assumere il personale Ata mancante. Il sindacalista: «Se si ritarda ancora, si rischia che l’anno non sia valido». il preside ha avviato personalmente le selezioni. Forse la riapertura giovedì

di Antonella De Gregorio

Ultime ore di attesa, per gli alunni di Ustica. Oggi si avrà la conferma che la scuola inizierà. Probabilmente giovedì 26 settembre. Fine della vacanza forzatamente prolungata, insomma, per i 115 alunni dell’Istituto omnicomprensivo Saverio Profeta: unica scuola dell’isola che accorpa scuola dell’infanzia, primaria, media e superiore. Da calendario, avrebbero dovuto tornare tra i banchi il 12 settembre (e i docenti e il personale della scuola il primo del mese, per le attività preparatorie). Invece sono tutti a casa perché mancano (o almeno mancavano fino ad oggi) personale Ata e alcuni insegnanti. Non sono stati nominati i tre assistenti amministrativi mentre dei previsti sette collaboratori scolastici ce ne sono solo due. Con questi numeri, la scuola non può essere aperta.

Diritto allo studio negato

Sono quattro anni che aUstica si fatica a far partire l’anno: per un problema tecnico non si riesce ad accedere alle liste dei precari con le quali la scuola potrebbe riempire le caselle vuote. «E c’è un continuo rimpallo di responsabilità tra ufficio scolastico provinciale, quello regionale e il ministero», dice Luigi Del Prete, dell’esecutivo nazionale Usb Scuola». Finora si è fatto ricorso alle graduatorie delle scuole più vicine, che sono quelle sulla terra ferma. Ma quest’anno non sono bastate. Ci sono stati diversi incontri in provveditorato, ma non sono serviti a sbloccare la situazione. Pare che non ci sia personale Ata disposto a trasferirsi nell’isola. Protestano i genitori degli alunni che vedono negato il diritto allo studio per i propri figli.

I posti vacanti

Finalmente, però, il dirigente (reggente) ha avuto il via libera dall’ufficio scolastico regionale, ha aperto un bando e da lunedì ha avviato le selezioni per le figure mancanti. Chi ha fatto richiesta entro oggi, martedì, potrà dunque vedersi assegnare uno dei posti vacanti. Se il dirigente riuscirà a trovare personale disposto a lavorare sull’isola – sede disagiata, per trasporti, spese più alte che sulla terra ferma e senza incentivi economici – l’appuntamento per l’apertura dei cancelli sarà giovedì 26, alle 8.30. «Ma la vicenda non finirà qui, ci saranno sicuramente dei ricorsi da parte di chi ha fatto domanda di inserimento nella graduatoria e si vede scavalcato», continua Del Prete. «Ci sono poi i tempi burocratici da tenere in considerazione, perché se è vero che già da oggi potrebbero partire le prime chiamate è anche vero che ciò di solito si traduce in almeno un’altra settimana. Quindi gli studenti e le studentesse usticesi potrebbero andare a scuola solo dal 30 settembre. Ciò metterebbe in difficoltà il raggiungimento dell’anno scolastico, perché il rischio è di non accumulare i giorni necessari affinché venga resa valido l’anno scolastico». E si aprirà un nuovo fronte, con la richiesta al Miur di accordare una deroga alla legge perché gli alunni possano concludere il loro anno anche con un frequenza ridotta «per causa di forza maggiore».

L’emergenza

Lancia l’allarme anche Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: «La mancanza di lavoratori Ata a scuola è uno dei problemi cronici del comparto, creato a partire dal dimensionamento imposto da dieci anni. Di anno in anno si è trasformata in emergenza, sono in 40 mila ad essere nominati come supplenti con forti ritardi, mentre l’anno scolastico inizia in alcune scuole manca quasi la metà del personale in organico. L’alto numero di posti scoperti sta producendo disagi importanti agli alunni». Oltre al record di supplenze di insegnanti, alto anche il numero di posti di personale Ata senza titolare: Anief ha calcolato che in tutta Italia sono quasi 40 mila i posti da coprire tra i ruoli di assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari. E anche oggi ad Aquino, in provincia di frosinone, in un istituto comprensivo le famiglie hanno trovato i cancelli chiusi per la mancanza di collaboratori scolastici.

Fonte: Corriere della Sera

 

One thought on “Da Frosinone a Ustica, scuole chiuse per mancanza di bidelli

  1. Scusate, ma come mai se la scuola di Ustica ha problemi a reperire il personale scrive sul sito che non accetta più domande di Messa a Disposizione? Sul sito viene indicata una sadenza perentoria al 23 settembre quando invece le domande di Messa a Disposizione, per loro natura, non hanno scadenza e si possono presentare in ogni provincia d’Italia durante tutto l’anno scolastico.
    Qui c’è qualcosa che non va…

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