Dalla California Agostino Caserta

Caro Pietro,

Ho ricevuto diverse richieste per cercare di interpretare il senso degli già pubblicati “nciuri”. Alcuni sono improponibili, altri invece, con l’aiuto della gente del posto e di chi ha buona memoria cercheremo di dare la giusta motivazione del soprannome. Intanto, come autore della lista, sono lieto di  proporne uno ” Ho pensato per voi ” :

Quasi tutti gli “nciuri” degli usticesi hanno una  piccola storia.. Ce n’e’ uno che  non e’ formato da una sola parola ma da una frase , e’  insolito e merita attenzione anche perche’ si riferisce ad un personaggio da non dimenticare.

Baronessa NotabartoloAnna Notarbartolo, Baronessa di Sciara, sposata con Antonino Favaloro, fu Sindaco di Ustica nel  dopoguerra per 2 mandati. Il marito era usticese , lei era cresciuta nell’isola  e si considerava usticese adottiva. La Baronessa  era una donna intraprendente, energica e grande comunicatrice. Erano i tempi quando le richieste scritte alle Autorita’ Regionali, tramite delibere comunali ecc… spesso non erano sufficienti a dimostrare, con stanziamenti di  fondi per i bisogni dell’ Isola, l’urgenza delle richieste di aiuti. Allora ” Ho pensato per voi” andava a Palermo in persona, senza appuntamento, per un incontro/scontro con il Presidente della CPC e tutte le altre Autorita’.

“Donn’ Anna” era una persona  di intuito e di abilità !  Appena notava che le parole dolci non erano sufficienti a raggiungere lo scopo, in un istante cambiava fisionomia e atteggiamento e, alzando  il tono della voce, cominciava a battere i pugni sul tavolo !!   ” Abbiamo bisogno del bacino montano e di una nuova motonave, diceva… e aggiungeva: “gli usticesi non devono pagare nessuna tassa  perché non se lo possono permettere” ….nella concitazione  quei suoi denti bianchi prominenti e cavallini “abbagliavano” gli interlocutori…

Otteneva sempre tutto. Fui presente, per caso, ad uno di questi meeting, quando avevo circa  9 anni ( un evento del genere lo ricorderebbe anche lo smemorato di Collegno ),  perche’ era presente anche mio padre Armando Caserta, impiegato Comunale e braccio destro del Sindaco . Appena fuori dagli uffici della Prefettura  la Baronessa tutta contenta disse a mio padre, nel suo tipico accento Palermo-bene, ” Aimando ci vuonnu l’agghi pi vicini …”!!  Il giorno dopo andammo ad Ustica, il vecchio vaporetto gettò l’ancora a Cala S. Maria  suonando  3 volte, era il rispettoso saluto al Sindaco che si trovava a bordo . La stessa sera, come consuetudine quando tornava  da Palermo , dal balcone del Vecchio Municipio informava, sull’esito degli incontri,  i molti cittadini in attesa nella piazza antistante. Usava cominciare ogni suo intervento con le solite parole : ” Carissimi concittadini  ” a voce bassa , dopo dava un bel “do” di petto ,  alzava la testa come un tenore e scandiva : ” Ho pensato per voi ..!!”…

N.B. A quei tempi, e per moltissimi anni dopo,  chi era al comando aveva al massimo  la licenza elementare, ma in cambio possedevano buon senso, onorabilità e onestà… una promessa con una stretta di mano era un contratto firmato.

Io Agostino, detto Nuccio o Cirasella…, ho cominciato, altri amici credo mi seguiranno per raccontare il perché di alcuni soprannomi.

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