Il 2 ottobre alle ore 17:00, alla Casa della Memoria e della Storia di Roma, (via San Francesco di Sales 5) si terrà l’incontro pubblico “Deportare, internare, concentrare. Pratiche coloniali sui corpi dei sudditi”, nell’ambito delle iniziative che accompagnano la mostra fotografica e documentaria “I relegati libici a Ustica dal 1911 al 1934”, promossa da Un Ponte Per e ARCI Roma,La mostra, prodotta dal Centro Studi Isola di Ustica, ricostruisce attraverso fotografie e documenti originali la deportazione coloniale dei cittadini libici nell’isola e il loro successivo incontro con i confinati politici antifascisti e sarà visibile nello stesso luogo fino al 6 novembre.
L’incontro del 2 ottobre vuole allargare lo sguardo oltre il caso di Ustica, mettendo a confronto la deportazione, l’internamento e la creazione di campi di concentramento/internamento come strumenti di necropolitica utilizzati dall’Italia sabauda sia liberale che fascista nei diversi contesti coloniali e di occupazione del Novecento.
Tre studiosi ricostruiranno esperienze diverse ma tra loro connesse: Beatrice Falcucci affronterà le deportazioni e i campi di concentramento coloniali in Libia; Gianmarco Mancosu quelli del Corno d’Africa; Federico Goddi le pratiche di internamento nei Balcani.
Il filo conduttore dell’incontro è quindi il modo in cui il dominio coloniale e l’occupazione hanno agito concretamente sulle popolazioni: attraverso trasferimenti forzati, confinamento, internamento e concentrazione di intere comunità l’Italia coloniale disponeva dei corpi degli uomini e delle donne assoggettate. L’obiettivo non è soltanto ricostruire episodi ancora poco presenti nella memoria pubblica italiana, ma mostrare come queste pratiche abbiano costituito una componente strutturale della storia coloniale italiana.
Fonte: LazioEventi














