Deserta la gara per i collegamenti con le isole minori: la Regione decide per la proroga


di Daniele Ditta

Nessun armatore ha presentato offerte per i servizi integrativi di trasporto marittimo tramite navi e aliscafi, che continueranno per il momento a essere svolti da Liberty Lines e Caronte & Tourist (che ha avviato le procedure di licenziamento collettivo). L’assessore Falcone: “Un’occasione persa, faremo un nuovo bando”

Vanno deserte le gare bandite dalla Regione per i collegamenti con navi e aliscafi tra la Sicilia e le isole minori. Nessun armatore ha presentato offerte per i servizi integrativi di trasporto marittimo.

Questo l’esito della procedura ad evidenza pubblica che si è chiusa oggi e che ha spinto la Regione a decidere per una proroga degli attuali servizi, che continueranno quindi ad essere svolti da Caronte & Tourist e da Liberty Lines. A meno che gli armatori non dovessero rifiutare la proroga.

“Un’occasione persa – commenta a caldo l’assessore regionale alla Mobilità, Marco Falcone – perché tali trasporti, realizzati con il sostegno economico della Regione, avrebbero trovato stabilità per i prossimi cinque anni, razionalizzando l’offerta dei collegamenti ed evitando sprechi. In ogni caso, nulla cambierà nell’erogazione dei servizi e anzi, con il mantenimento dell’attuale regime, vengono superate anche le ventilate perplessità di qualcuno fra i portatori di interesse delle isole. Procederemo a una proroga degli attuali affidamenti, nelle more di un nuovo bando che predisporremo anche interpellando il mercato, non necessariamente siciliano, attraverso nuove modalità”.

Intanto, Caronte & Tourist ha avviato “le procedure di licenziamento collettivo del personale fino a oggi impiegato sulle tratte oggetto di gara”. Così si legge in una nota della società, che spiega i motivi per cui non ha presentato offerte al nuovo bando emanato dalla Regione: “La nostra decisione – dice Tiziano Minuti,  responsabile del personale e della comunicazione – ha origine da valutazioni oggettive sui contenuti tecnici ed economico-finanziari dei bandi. Ci riferiamo in particolare ai vincoli per l’età massima del naviglio, evidentemente escludenti per i noti requisiti anagrafici della nostra flotta; alla generalizzata riduzione della base d’asta; ai maggiori oneri legati alla previsione dei costi operativi indeducibili; all’inasprimento delle penali per mancata sostituzione del naviglio fuori servizio entro le 96 ore – tali da vanificare in questi casi, tutt’altro che infrequenti e/o improbabili, la redditività prevista – al margine di remunerazione contrattuale massimo cui l’esercente può aspirare, che lo rende del tutto inadeguato rispetto al rischio d’impresa”.

“In altre parole, non si garantisce un margine di profitto ma si preannuncia una perdita quasi certa” rimarca Caronte & Tourist, definendo i bandi “perfino irragionevoli in alcuni passaggi”. Il gruppo armatoriale ha per questo motivo promosso un ricorso al Tar, anche se poi ha rinunciato all’istanza cautelare. Non al giudizio di merito della causa, però, che i giudici amministrativi hanno fissato il 14 gennaio 2022.

Fonte: PALERMOTODAY

 

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