Ustica sape

Doverosa risposta al Presidente del Centro Studi Dott. Franco Foresta Martin


Caro Franco,

rispondo in ritardo alla domanda che mi hai posto , col tuo solito garbo, in una lettera del 18 gennaio da Te inviata a USTICA SAPE e titolata ” risposta multipla…”.Solo ieri sono riuscito a recarmi per una rapida visita a Ustica e prelevare copia di una lettera , che allego, indirizzata a Te, alla Soprintendente ai BB.CC.AA, e al Sindaco di USTICA in data 22 Agosto 2000 come da prot. del Comune.
La domanda che mi hai posto e’ la seguente:” Ritieni che la nostra presenza e attività in questi anni abbia rispettato o no lo spirito della vostra petizione che il vecchio Municipio fosse conservato” come luogo depositario della memoria storica della cittadinanza?
La risposta mi pare da me anticipata sin dal 2000 ed espressa nelle ultime due righe della lettera che allego con la cortese richiesta a USTICA SAPE di pubblicazione integrale. Addirittura ritengo di potermi vantare di essere stato il primo ad avanzare la proposta che il Centro Studi venisse ospitato presso il Vecchio Comune al primo piano e gli anziani al piano terra. Unendo idealmente GLI STUDIOSI DEL NOSTRO PASSATO – IL PASSATO ANCORA PRESENTE .
Data risposta, doverosamente, caro Franco, consentimi qualche considerazione: a mia memoria, e gli anni son tanti, non ricordo, neanche negli anni duri del primo dopoguerra, un disagio sociale di divisioni, di rancori, di prevaricazioni cosi forti. Nell’ambito di una crisi che investe il mondo intero, Ustica vive una sua crisi particolare che dovrebbe spingere tutti a fare blocco per tentare un recupero che, pur apparendo molto difficile, tuttavia spero ancora realizzabile.
Ustica, da molti anni ingiustamente associata al famoso DISASTRO AEREO, si e’ ritrovata improvvisamente alla ribalta nazionale come di una comunità che rifiuta la CULTURA! Abbiamo precedenti importanti; gli Usticesi che frequentavano gli insegnamenti dei colti confinati politici, il successo del CENTRO di CULTURA POPOLARE della seconda metà degli anni cinquanta, presso la mitica CASA FAVALORO. Oggi non si può additare Ustica come una comunità incolta che rifiuta la CULTURA. Il gesto sconsiderato (come diversamente definirlo) di un sindaco “forestiero” che dopo essersi pavoneggiato in varie occasioni in manifestazioni del Centro Studi per averne lustro e visibilità ( malattia assai perniciosa della nostra era) un mattino si sveglia e lo “sfratta” salvo qualche mattino dopo supplicare i cittadini di “pregare”, forse per mondarsi di tale colpa?
Di contro non posso fare a meno di rilevare proteste certamente esagerate e forse anche un po’… programmate!
In questo momento Ustica ha bisogno di un momento di riflessione e di percezione del disastro che incombe su di essa. Appare come un prato incolto dove a chiunque è permesso di entrare e pascolare. Fuori da Ustica gli estranei, i furbi e i portatori di odio!…
Facciamo le primarie, diamo ai cittadini la possibilità di scegliere il candidato sindaco che sia semplicemente una persona normale... Nel ricordo di una grande, Anna Notarbartolo, propongo la scelta di una donna, e’ impensabile che anche Ustica non abbia la sua Nicolini, battagliero sindaco di Lampedusa. Attorno si costruisca un gruppo di persone, tante donne, che abbiano voglia, tempo passione e libertà culturale.

Con Stima ed Amicizia
Angelo Longo
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