Doveroso chiarimento all’Ing. Luciano Caddemi


Ricordo che a bordo del catamarano erano presenti mia madre (Verdichizzi Rosa) sofferente che necessitava di un trasporto urgente al pronto soccorso per un malore accusato durante il viaggio e il Signor Giuffria Giampiero (invalido non vedente). Subito dopo l’attracco, dopo aver constatato l’ imbarazzante struttura di gazebi che occupa gran parte della banchina che impediva l’accesso a qualsiasi mezzo, abbiamo chiesto aiuto al comandante del catamarano che prontamente ha contattato la capitaneria di porto chiedendo assistenza addirittura come favore personale! Non avendo avuto risposta per almeno mezzora e ripeto MEZZORA mia madre si è fatta forza e sofferente con non poche fatiche ( malore, valigie, una persona non vedente, bagagli) è riuscita a raggiungere il taxi che ci aspettava al di la di questa struttura. Non abbiamo ricevuto risposta ne dalla capitaneria di porto ne tantomeno dai dipendenti che erano efficienti ad impedire l’accesso nella zona vicino al catamarano a chiunque, meno nel trovare una soluzione ad una urgenza come questa. Dopo esser riusciti a raggiungere il taxi e a metterci in movimento per raggiungere con urgenza l’ospedale, quasi vicino all’uscita del porto siamo stati fermati da un addetto alla sicurezza portuale a bordo di un auto della capitaneria di porto che di certo non era un mezzo “che ha tutte le caratteristiche idonee anche per far salire disabili” che ci ha chiesto dov’era la signora che stava male. Parole che hanno suscitato nervosismo per il ritardo con le quali sono arrivate e indignazione per il mezzo che dopo forse anche più di mezzora stava venendo ma per fare che? Stiamo parlando di un auto (panda fiat) che non era assolutamente ripetendo le sue parole un mezzo “che ha tutte le caratteristiche idonee anche per far salire disabili”

Antonino Tranchina

 

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