Grande successo al Centro Studi e Documentazione di Ustica per la proiezione di “IL MARE IN POESIA” di Domenico Drago


Alcune volte i proverbi non sono appropriati, mai come in questo caso il detto: “La classe non è Acqua” è il più indovinato di tutti.

E più precisamente il 20 Agosto scorso alle ore 21,30 presso  il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, si è tenuto un VERO SPETTACOLO per anime sensibili, fra l’altro supervisionato dal Presidente della Fondazione il Sig. Vito Ailara.

Intrecci di immagini, poesie, musica e luci hanno dato vita alle Multivisioni del Maestro e Poeta Domenico Mimmo Drago.

In maniera soffusa si sono intrecciate lentamente fra di loro, fino a fondersi in una rappresentazione non tanto per la nostra mente, ma più semplicemente per i nostri cuori.

Si è tenuta una vera rappresentazione per meravigliose anime nobili e delicate, rasentando per un attimo l’incredulità, e che per magia l’impalpabile è diventato quasi tangibile, dove “L’Opera” non si è presentata solo agli occhi e alle orecchie degli attenti osservatori, ma si è  infiltrata lentamente e senza fare danni nei cuori di ognuno di essi.

Il fine del poeta in sostanza è stato proprio questo, e cioè quello di stimolare lo spirito del pubblico, trasformandolo in spettatori attori.

Al termine della Multivisione in parecchi hanno lasciato per iscritto il proprio pensiero, riflessioni che rimarranno custodite nella scatola del tempo del Centro Studi, e saranno per sempre a disposizione di tutti gli amanti dell’isola di Ustica.

Pietro Fiorito

 

 

 

 

5 risposte

  1. Per conto di Sergio Fisco
    Ricorderò a lungo e con emozione una calda sera del 22 agosto 2025.
    La ricorderò per due ragioni, ognuna importante quanto l’altra e l’una intimamente connessa all’altra: essere ospite per la prima volta fisicamente, del Centro Studi e Documentazione e del suo Presidente Vito Ailara ed essere ivi fortunato e rapito spettatore di una “multivisione” di Mimmo Drago.
    Mi ha emozionato la sistemazione logistica del Centro dopo lo “sfratto” subito dai locali del vecchio Municipio avendo ritrovato quel “Settebello” in cui molti anni fa , circa 45, mi misuravo a biliardo con Franco Taormina e mio figlio quattordicenne giocava a ping pong con i suoi coetanei sotto lo sguardo paterno di Mario Caserta che implorava tutti di non schiamazzare.

    Oggi quei locali hanno ben altra destinazione ed una diversa atmosfera; già all’ingresso si sente il sapore austero di una cultura basata sul ricordo di cose passate, sulla testimonianza del valore di quel ricordo, testimonianza forte ma altresì fragile se non impressa su materia, se non affidata alle pagine di una documentazione tramandabile ai posteri. È questo l’incommensurabile merito di Vito, ieri sera gentile padrone di casa e perfetto introduttore del
    programma. La sua opera di storico di Ustica, grazie ad una tenace azione di studio e di approfondimento delle origini e dello sviluppo dell’isola, attraverso particolari sconosciuti ai più per distanza temporale o dimenticati dai pochi testimoni sopravvissuti,

    costituisce un patrimonio culturale di fondamentale importanza per l’isola e per i contemporanei che, così possono e potranno ancora ricordare o conoscere la propria origine.
    C’è da sperare, ma non limitarsi a ciò, che l’opera di Vito Ailara trovi o abbia già trovato uno o più successori in grado di mantenere in vita con altrettanto amore e dedizione questo patrimonio il cui rischio maggiore é insito nella caducità dell’azione umana e nel conseguente oblio. Sarebbe un vero ed irrimediabile errore ed un grave danno alla storia di Ustica in particolare, ma un altrettanto grave danno inferto alla cultura storica in generale di cui Ustica deve farsi carico.
    È, proprio, la cultura il filo logico che ci lega al Centro Studi per la seconda delle

    ragioni che hanno reso indimenticabile la serata: la generosa concessione di un appuntamento con la poesia e con la lirica delle immagini di Mimmo Drago. Si’, perché di lirica si deve parlare quando si cade nel rapimento delle visioni oniriche di questo grande maestro che con gli occhi di una cinepresa, ma ancor più con il proprio cuore, descrive in parole ed immagini un’anima poetica che trova nel mare l’elemento catartico della propria esistenza.
    Ascoltare i suoi versi annegati nello sciabordio della spuma marina o imprigionati nella fantasmagoria di esseri viventi che fluttuano cullati da musiche celestiali è un’esperienza che ripetuta e ripetuta costringe l’anima ad immedesimarsi in ciò che vede e sente

    ed a malinconiche riflessioni sulla infinita grandezza della natura creata cui è pari soltanto un’anima in grado di interpretarla.
    Altre volte avevo assistito, sempre con grande interesse scientifico e estetico, alle proiezioni frutto della sua grande capacità tecnica ma soprattutto della lettura poetica coniugata a quella tecnica. Mai avevo ascoltato Mimmo, dicitore raffinato e appassionato interprete della propria poesia, mettere a nudo la propria anima e condividerla con chi ne ha ascoltato le parole e colto le vibrazioni in uno scambio di forti, irripetibili emozioni.
    Grazie al Presidente Ailara per l’ospitalità, grazie al poeta per averci rapito
    Sergio Fisco

  2. Per conto di Vito Ailara
    Il ritorno a Ustica di Mimmo Drago dopo 22 anni è stato uno spettacolo da non dimenticare. Grazie Mimmo per la tua generosità e per il dono che ci hai fatto. Grazie per aver trasformato la sede del nostro centro Studi in un angolo di poesia. La miscela di musica immagini parole, parole tue e di Pablo Neruda, che vi è esplosa si è fusa ai ricordi, affioranti potenti, di quella notte del 2003 sulla balconata ai piedi dell’Omo Morto che, baciato da fasci di luce, si precipita nel nostro e tuo mare: altre immagini, quelle, e altre musiche condite, come ierisera, -ma allora era la tua prima volta, era un primato mondiale- con la poesia del Premio Nobel Pablo Neruda e con la tua passione per il mare. Altri scenari, quelli! Si festeggiava il gemellaggio di utica con Isla Negra. Nacque allora una nuova multivisione. Avercela donata oggi, ancora una volta, da pluripremiato, da nostro associato e da concittadino ci onora come usticesi. Grazie Mimmo
    Vito Ailara

  3. Per conto di Mimmo Drago
    Caro Sergio,
    grazie per il tuo puntuale ed affettuoso pensiero che mi attraversa.
    La poesia è per me la medicina dell’anima, è la salvezza, la riflessione, il conforto, la resurrezione!
    Forse la lirica poetica non è per tutte le anime, ma accompagnata dalle visioni e dalle sonorità che caratterizzano quella comunicazione visiva definita Multivisione, riesce ad essere più leggibile ed apprezzata anche dai palati meno sensibili.
    Davanti i versi, l’uomo si sveste di ogni dubbio e rancore e dà ampio sfogo ai propri sentimenti mettendo a nudo la propria anima ingiallita dal tempo.
    Non vorrei essere ripetitivo ma visioni, versi e suoni, fusi l’uno con l’altro, come pratico nelle mie opere in multivisione, addolciscono i sentimenti favorendo il trionfo dell’anima, che altro non è che una dolce corrente d’acqua azzurra che ci attraversa.
    Per quel che mi riguarda intendo continuare lungo questa strada carica di tumulti interiori ed al tempo stesso di azzurre serenità ritrovate.
    Un caro saluto,
    Mimmo

  4. Per conto di Mimmo Drago
    Caro Vito,
    occorreva la tua costanza, la tua tenacia, il tuo infinito amore per l’Isola di Ustica, per far si che il mio amorevole canto che interpreta la Poesia di Pablo Neruda, Nobel per la Letteratura, abbinato a melodie sonore e a visioni di sale, tornasse gioioso e prepotente a cantare, dopo 22 anni, le pietre e le scogliere profumate di alghe dell’“Isla Negra” del Mar Tirreno.
    La poesia si coglie più intensamente, quando i luoghi in cui viene narrata sono più intimi e raccolti e la storica sede del Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica, di cui ne sei onorato Presidente, Museo di Storia per chi vuole approfondire o studiare il passato, non poteva essere location migliore e più appropriata per mostrare le mie Multivisioni.
    Scusami se nella ridistribuzione degli arredi del Centro per una più confortevole visione, ti ho fatto “violenza”, ma era una violenza affettuosa perché stavamo sulla stessa barca, tu come padrone di casa ed io come modesto ospite, fu per questo che ti suggerii di spostare il lungo ed ingombrante tavolo posizionato sotto lo schermo, che sarebbe stato un ostacolo visivo.
    Poi l’utilizzo del soppalco su cui venne posizionato il videoproiettore, permise di utilizzare totalmente il piano inferiore con le 54 sedie tutte occupate dagli spettatori, a cui si aggiunsero altri 20 posti in piedi.
    Ancora un grazie rivolgo alla tua gentilissima collaboratrice Valentina Poggi, per la gestione al computer della programmazione multimediale ed un grazie anche al tuo vice Costantino Di Trapani, da me promosso “tecnico del suono”.
    Certamente non posso dimenticare la generosa presenza del Poeta di Mazara del Vallo Pietro Fiorito usticese di origine, che con la sua romantica e delicata parola, ha reso luminose le sue affermazioni.
    E guai a me trascurare il Direttore di Ustica Sape. Pietro Bertucci , in veste di fotografo di scena, che gentilmente mi è venuto a prendere ed a lasciarmi poi in porto.
    Gli unici dispiaceri per me, ma penso anche per te, furono quelli dell’assenza del Signor Sindaco, invitato da te e dal sottoscritto ma impegnato in un Consiglio Comunale, del Direttore della Riserva Marina e degli Assessori tutti e di avere registrato la presenza limitata degli amici usticesi in sala durante il mio canto che era rivolto al Mare della loro trasparente isola e successivamente anche della mancanza di un loro generoso pensiero dell’evento, sulle pagine dei social, che avrebbe arricchito l’incontro e mi avrebbe fatto tanto piacere leggere.
    Ma questo non è avvenuto! Ecco perché allora in uno sfogo amaro sussurrai le parole del Poeta:
    “ … lasciatemi solo col mare, sono nato per pochi pesci …”.
    Ringraziandoti ancora per la tua gentile ospitalità, porgo un caro saluto a te, agli usticesi tutti ed a Ustica, poesia distesa sul Mare!

    Ustica ahora e siempre!
    (Così avrebbe scritto a conclusione il poeta Pablo Neruda)

    Mimmo

  5. Per conto di Pietro Fiorito
    La Poesia? Un Passepartout.
    Mi permetto di riprendere il mio articolo pubblicato il 22 Agosto su questo stesso Blog dal cortese ed affabile Pietro Bertucci, che ringrazio pubblicamente sia per la sua squisita disponibilità, sia per il suo braccio che fisicamente mi ha offerto come sostegno. Personalmente la Poesia è quel particolare “PASSEPARTOUT ” che deliberatamente crea il Poeta, ed ha solo uno scopo quello di aprire dolcemente ogni tipo di serratura, e intrufolarsi piano piano e in silenzio come un ladro dentro i nostri cuori, per poi salire velocemente fino a raggiungere i nostri occhi, e a volte rubare qualche nostra lacrima.
    Non sono tutti che ammirano tale arte, per farlo non è sufficente solamente la “Sensibilità”, la “Predisposizione”, “l’Empatia”, “l’Umiltà……”, ma soprattutto basta prestare soltanto un po’ di attenzione a ciò che ESSA ci dà: “L’EMOZIONE”.
    Solo grazie a questo fenomeno complesso ma sublime, i Suoi versi si adageranno con fermezza a metà strada fra la nostra “Mente” e il nostro “Cuore”, rimanendo così a lungo all’interno della nostra anima, avendo quell’unica finalità: “COINVELGERCI”.
    Pietro Fiorito

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