Dal 31 agosto al 6 settembre 2025, l’isola di Ustica, prima Area Marina Protetta d’Italia, ha ospitato la tappa conclusiva dell’ICCAR Youth Bootcamp 2025 – “Inclusive by Design, Global by Impact”, prestigioso programma internazionale promosso dall’UNESCO per formare giovani leader impegnati nella sostenibilità e nell’inclusione sociale.
Dopo le tappe di Castelbuono e Palermo, Ustica ha trasformato i suoi spazi naturali in un laboratorio a cielo aperto, dove i partecipanti hanno approfondito temi di equità, resilienza e tutela ambientale. Grazie a workshop, laboratori e incontri con esperti internazionali, i giovani hanno elaborato un Piano d’Azione in dieci punti, strumento operativo da applicare nelle comunità di provenienza, all’insegna dei valori di equità e partecipazione.
ARPA Sicilia, in collaborazione con l’Area Marina Protetta Isola di Ustica, guidata dal Presidente Davide Bruno, ha curato uno spazio dedicato a dimostrazioni scientifiche e attività divulgative sul mare, con particolare attenzione alla Posidonia oceanica e al monitoraggio dei fondali. Questa collaborazione ha evidenziato come tutela della biodiversità e inclusione sociale possano procedere di pari passo.
Durante l’ultima giornata, il Direttore Generale di ARPA Sicilia, Vincenzo Infantino, ha dialogato con il Direttore del Bootcamp Benedetto Zacchiroli sul tema “Biodiversità e inclusione – dall’equità umana all’ecologia integrale”, sottolineando come la perdita di biodiversità e di multiculturalità impoverisca il nostro mondo. “La protezione dell’ambiente è un impegno globale – ha affermato Infantino – Tutti facciamo parte di questa rete: un’unica Terra, una salute condivisa, una responsabilità comune.”
L’evento ha confermato il ruolo di Ustica non solo come tesoro naturalistico del Mediterraneo, ma anche come luogo di formazione internazionale, dove giovani di tutto il mondo possono confrontarsi su temi quali scienza, inclusione e sostenibilità. La collaborazione consolidata tra ARPA Sicilia e l’AMP Ustica, grazie all’impegno del Presidente Davide Bruno, dimostra che la protezione ambientale può essere integrata con l’educazione e l’innovazione sociale, offrendo un modello concreto di impegno e responsabilità condivisa.
Giovanna Gioffrè






















