Lui era “Barone”, l’essere vivente più fotografato a Ustica, il campione assoluto della corsa con l’asinello, compagno di vita di Totò “u gnomo” e del fratello Carmelo “ u Barune”
Il giorno dopo la morte di Totò, Barone si è accasciato a terra, e non c’è stato verso di farlo rialzare.
Barone si è lasciato morire, e a noi piace pensarlo insieme al suo padrone, Toto, che anche dopo la malattia, non ha smesso di pensare al suo asino.
Martina Natale















Una risposta
Commovente storia di vita vera, una di quelle che leggi in un piccolo articolo di un “Giornale ” di provincia siciliana.
Condoglianze sentite almeno da parte mia con onore, ovviamente ai familiari del sig. Totò, nonché gentile UOMO di bontà d’animo, proveniente da quel cuore cortese che sicuramente possedeva.
Supportata da enorme ed ovvia educazione, poiché trattava sicuramente il suo “Barone” meglio di un essere umano, è evidente che il quadrupede (e non bestia) aveva riposto con fiducia in Lui, codesto sentimento raro, tanto che lo ha conservato fino alla morte del suo amico Totò.
Pietro Fiorito