In Memoria di Ada Mangiapane…


[ id=13174 w=320 h=240 float=left]Giovanni, Thomas, Marco ho già pronunciato queste parole ieri a Palermo durante la messa funebre; le ripeto perchè desidero che risuonino anche in quella che è stata anche la Chiesa di Ada nella sua amata Ustica.

Sono stato testimone per Ada alle sue nozze con Giovanni. Da quel giorno né io ero Mario per lei né lei era Ada per me; come nella migliore tradizione unicamente commare e compare. Entrambi risaltavamo ed esaltavamo le nostre origini Lei di Cammarata, io, anche se casualmente, di Bivona; orgogliosi di essere entrambi nati nell’agrigentino culla della civiltà, come ci vantavamo spesso scherzandoci sopra ma non troppo.

Tanta premessa per dirvi del mio costo emotivo nel prendere la parola e parlare al passato di una Persona alla quale ero affettivamente molto legato, l’ultima cosa che oggi mi sarei aspettato di fare; tuttavia ritengo questo mio intervento istintivamente doveroso anche se faccio fatica, facciamo fatica, a convincere noi stessi che quanto è sotto i nostri occhi è una tristissima realtà e non piuttosto frutto di un bruttissimo sogno. Così ha voluto un destino crudele e impietoso ; crudele perchè Le ha impedito di dedicarsi ad un ruolo tanto atteso e desiderato, quello di nonna; impietoso perchè per sette mesi nei vari ospedali l’ha sottoposta, e i segni sul suo corpo ne sono la più evidente testimonianza, ad un calvario sopportato peraltro sempre in silenzio, senza un lamento, un segno di insofferenza, paziente di nome e di fatto che definire esemplare è persino riduttivo. Ada non meritava di patire tutto questo.[ id=13175 w=320 h=240 float=right]

Giovanni, tutte le belle parole che vi sentite dire in questi frangenti le mie comprese, non hanno certo la pretesa di attenuare il dolore che è in voi ma vi sia di grandissimo conforto che questa partecipazione è espressione del profondo, commosso, sentito, condiviso rimpianto per la cara Ada.

Thomas, Marco, tanti anni or sono in una circostanza analoga che mi riguardava ho coniato una frase; lo riconosco, è banale, retorica, addirittura discriminatoria nei confronti di altre Figure familiari altrettanto grandi, quanto mai surreale ma vedrete che la farete subito vostra: per quello che per loro natura sono capaci di donare in termini di amore, sacrificio, dedizione, premure, protezione, per la grandezza e insostituibilità della loro figura “le Mamme non dovrebbero morire mai” … Ma accade che ci lasciano e lasciano dentro un gran vuoto vita natural durante …

Qualcuno di cui non ricordo il nome ha detto o scritto; “io non ho paura della morte ma di morire nel ricordo di chi resta”. Quella nel ricordo è una morte che Ada con noi che restiamo non conoscerà; al contrario sarà proprio nel ricordo che noi la manterremo viva … riposerà sempre più in pace grazie alle preghiere che non le faremo mancare, anche se, conoscendo la sua grande generosità, stiamone certi: da lassù, felice di precederci, è Lei già sta pregando per noi …

Mario Oddo

 

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