In Ricordo di un Amico: Pino Salerno


01-BasileChi volete che sia liberato, Gesù Cristo o Barabba ?.  Barabba !!! gridò  il popolo. Il caro Pino Salerno urlava quel nome  cosi forte che gli rimase lo nciurio di ” Barabba “. Non siamo a Gerusalemme o guardando un film ma siamo ad Ustica, nel terrazzino adiacente la chiesa negli anni 50-60, dove ogni anno, con “attori” e “comparse” usticesi, si rappresentava la Passione  di Nostro Signore Gesù.

02-BasileIl Venerdì Santo in processione su una “lettiga”, veniva portato Gesù per la crocifissione, che avveniva al Calvario, a mezzogiorno in punto. Di pomeriggio (intorno alle 16,00), prima di scendere  Gesù dalla Croce per depositarlo nella “vara”  e far seguire una lunga processione per le strade del paese, si esibiva un predicatore  venuto di proposito  da fuori che con i suoi accorati e intensi sermoni teneva i fedeli tutti inchiodati nella scalinata del Calvario sottostante e con il fiato sospeso.

03-BasileDalla Crocifissione alla Resurrezione le campane della Chiesa di Ustica, per lutto, erano inoperanti;  i battagli   venivano  legati e resi immobili con una corda e…. per avvisare i fedeli delle funzioni religiose venivano usate le vecchie “troccole”, che noi ragazzini  eravamo molto orgogliosi di agitare andando in giro per il paese ad intervalli di  quindici minuti, annunciando a voce alta:  “a prima, a sicunna o a terza   campaaaaana”… Durante la Settimana Santa le stazioni radio nazionali  trasmettevano pochissima musica e  non era insolito, camminando per le strade di Ustica,  ascoltare  da qualche casa donne che intonavano:   “…Sono stato cuore ingratoooo…. Gesu mio, perdon pietà..!!”

04-BasileAnche le miriadi di passeri, che avevano il loro habitat sugli alberi di ficus del palchetto antistante la chiesa, sembravano assecondare questa atmosfera…  Al passare della processione con la “lettiga” che conteneva Gesù  diretta al calvario, anche loro osservavano un  “religioso” silenzio…

05-BasileNelle vicinanze del Calvario c’era un stanzetta dove molte donne del paese, vestite in nero, sostavano in veglia al Cristo in Croce facendo “la Nottata”. Per tutta la notte c’era sempre un via vai di parenti e amici che fornivano compagnia, caffè, qualche panino e ” pupi cu l’ova” ( le uova Pasquali di cioccolata si vedevano  solamente stampate nei libri di scuola ).

Il giorno di Pasqua, avveniva una delle più belle e gioiose manifestazioni religiose “u scuntru ” in Piazza . Due gruppi di fedeli partivano dalla Chiesa, andando in processione in direzioni opposte, una con la statua di Gesù e l’altra della Madonna ancora coperta con il manto nero del lutto, e convergevano nella Piazza con in testa i  due portabandiera che,  per tradizione, rappresentavano la classe dei Pescatori e degli Agricoltori . 06-BasileNon appena i portabandiera e le statue della Madonna e di Gesù risorto giungevano in prossimità dalla piazza cominciavano il rito del riconoscimento e del saluto, abbassando lentamente i vessilli per tre volte  (quasi a toccare terra) e alzandoli e poi di corsa sino ad incontrarsi nel centro della piazza. Il manto nero della Madonna veniva repentinamente tirato giù e appariva un bel luccicante manto azzurro. Le campane suonavano e lungo a festa con applausi di tutta la gente presente. A seguire una lunga processione per le strade del paese.

Duarante la Settimana Santa nella Chiesa San Ferdinando Re ogni fermata  della Via Crucis era addobbata con piccoli altarini con fiori e il pavimento cosparso con vasi contenenti  piantine di grano tenero.

07-BasileOggi per suonare le campane si preme solo un bottone e basta ma a quei tempi era diverso, la notte della Resurrezione, per noi ragazzi era speciale perché aiutava a stabilire certe gerarchie, non tutti potevano salire sul Campanile e  prendere parte alla ” campaniata ”  della Resurrezione, che per i ragazzi, era un segno di maturità… La concorrenza era dura … Quel diritto bisognava guadagnarselo… In quella notte  nella chiesa, che odorava  di incenso, c’era un grande velo nero che scendeva come un sipario dal tetto sino al pavimento nascondendo tutta l’area dell’Altare; sipario che veniva 08-Basilefatto cadere  al suolo con un atto di sorprendente scenografia, simultaneamente all’atto della  Resurrezione e al suono delle campane in festa, venivano liberate tante rondini e appariva la statua di Gesù Risorto tutta illuminata e splendente .

“U Pasquni ” (la pasquetta)  veniva fuori quasi  sempre  con una giornata di sole e tradizionalmente era il giorno della  “scampagnata” con parenti o amici nelle loro case di campagna che, a quei tempi, erano usate solamente  per essere “arricugghiuti” (trasferirsi in campagna) o occasioni speciali. 09-basileIl giorno  del  ” Pascuni” il  paese rimaneva completamente vuoto, come per S. Bartolicchio . Il primo piatto, mi ricordo era sempre “pasta al forno all’usticese ” con maccheroni o anellini ben cotti  e croccanti  , hmmm..  eccellente !  …., il pane era fatto in casa e il vino  locale non mancava mai……

Buona Pasqua a tutti

Agostino Caserta dalla California.

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