La nostra Italia, di vergogna ostello


Giovanni Martucci  (4)

“ Nave senza nocchiere in gran tempesta – non donna di provincie ma bordello “ Queste sono i versi con i quali Dante Alighieri, nel VI° canto del Purgatorio della Divina Commedia descriveva e definiva l’Italia, nel periodo storico tra il ‘200 e il ‘300. Frasi che ritornano attuali nel definire alla perfezione la situazione odierna della nostra Italia. Negli ultimi vent’anni siamo andati incontro ad una progressiva e graduale disgregazione del nostro paese alla quale, i governi che si sono succeduti, formati da persone inconcludenti e assolutamente prive di attributi intellettuali, non hanno saputo seriamente porre un freno.
E’ andata avanti la teoria e lo slogan “finché la barca va lasciala andare “ e così non si è pensato, responsabilmente, di correggere la rotta che ci ha portato a rovinare sugli scogli. Si avvicina il giorno delle elezioni, per la formazione del nuovo governo ed in questo lungo periodo di propaganda elettorale, abbiamo assistito vergognosamente a tutto e di più: interviste, dibattiti, comizi di piazza in seno ai quali, come al solito, non sono mancate le numerose, continue e meschine accuse vicendevoli, paragonabili a bisticci e schermaglie tra bambini capricciosi. Per accattivarsi la simpatia e quindi i voti hanno promesso di tutto e non sanno più cosa promettere. Se, dopo le elezioni riuscissero a mantenere ciò che hanno promesso, l’Italia uscirebbe subito dalla crisi e addirittura diverrebbe la nazione più ricca del mondo.
La democrazia è, in assoluto, la migliore forma di governo alla quale tutti i popoli aspirano e lottano per conquistarla, anche a costo della vita, e noi che l’abbiamo da oltre sessant’anni, cosa abbiamo fatto e facciamo per rispettarla, salvaguardarla e tenercela cara? Niente. Anzi facciamo di tutto per distruggerla.
Secondo il mio parere siamo andati oltre la democrazia, abusando di essa e della libertà che da essa ci è stata concessa, non rispettando più le leggi che regolano la società civile. In sostanza, questa non è più democrazia ma anarchia. Del resto il buon esempio ci è stato trasmesso, sia dai componenti il nostro governo centrale, sia dai componenti delle istituzioni periferiche che sono andati a ruota libera nel fare i loro porci comodi, fregandosene delle condizioni in cui versano il paese ed i cittadini. Cittadini che in tutti questi anni sono stati ciechi e sordi e continuano ad esserlo nel dare ancora loro il voto, rendendosi così complici di questo disastro. Siamo andati avanti senza alcun freno, senza alcun controllo e senza alcun rispetto delle leggi. Basta ascoltare giornalmente gli organi di informazione per rendersi conto della cruda realtà che sta vivendo il nostro paese. Chi ruba, chi spreca denaro pubblico, chi stupra, chi uccide, chi fa stragi, chi va in fallimento, chi prende mazzette, chi entra nel nostro paese senza alcun controllo e garanzie; non vengono mai identificati i responsabili della realizzazione di grandi opere pubbliche finite (vedi ospedali, carceri, grosse strutture sportive ecc. ), mai andate in funzione e abbandonate all’opera dei vandali; chi si serve della sovvenzione ai partiti per soddisfare i propri bisogni personali; grandi disgrazie naturali o causate per le quali non è dato sapere a chi attribuire le responsabilità; navi sugli scogli ed affondate i cui comandanti, arbitrariamente ed irresponsabilmente si arrogano il diritto di cambiare le rotte ufficiali per stupidi piaceri ecc. ecc. Quest’ultimo caso è sintomatico di come vanno le cose in Italia. Insomma un vero bordello. Chi è che, in questo nostro paese, deve vigilare e fare rispettare le leggi ? Questo non si sa ed è il vero ed il più grande problema.
Per quanto riguarda ciò che più da vicino ci interessa, come vengono trattate le piccole isole che in Italia sono molte? In tutti questi anni nessuno dei politici si è mai posto questo problema. Chi legifera non può pretendere di applicare alle isole, nella sua totalità, le stesse leggi rivolte a tutto il territorio nazionale. Le isole fanno storia a parte, essendo lembi di terra totalmente isolati e zone disagiate, con innumerevoli esigenze e problemi logistici di diversa natura. Dovrebbero avere trattamenti particolari ed adeguati. Secondo il mio modesto parere occorrerebbe, sia l’istituzione di un ministero a livello nazionale, sia di un assessorato a livello regionale che curerebbero le problematiche delle isole e degli isolani che, oltre a pagare regolarmente le tasse, vanno soggette a molte altre spese (trasporti, carovita, esigenze sanitarie ed ospedaliere ecc.) senza ricevere alcun vantaggio o beneficio dallo stato.
Nel nostro caso, i cittadini di Ustica vengono trattati peggio di come, a suo tempo, venivano trattati i confinati ai quali dal governo di allora, per conoscenza diretta,veniva dato individualmente un contributo giornaliero sotto forma di denaro la cosiddetta “mazzetta”. In piccolo, nella nostra isola avvengono le stesse cose, che avvengono a livello nazionale. Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative tutto si fa per disperdere le forze, perdendo di vista il fine comune che dovrebbe essere raggiunto.
Personalmente riconosco la mia ignoranza in materia di politica, e in special modo, di questa nostra politica ridicola e dispersiva ma, riconosco, senza alcun dubbio e con grande convinzione che i valori da mettere al servizio della politica dovrebbero essere volontà, sacrificio, responsabilità, e soprattutto, massima SERIETA’. Vorrei illustrare tante altre cose, ma, arrivato a questo punto, più vado avanti più aumenta la mia rabbia nei confronti di tutte quelle cose che vorrei andassero meglio. Concludo, nella speranza, e solo questa ci rimane, che le cose possano andare meglio per le nuove generazioni.

Giovanni Martucci

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COMMENTO

Dalla California Marlene Robershaw Manfrè

John, you speak as truly a wise man, but what is so sad is this, our world is containing less and less of wise people. Like you say, everyone is out for their own desires, to fill their pockets with other people’s money.
We see this everywhere, even in America. The people at the top are rolling in money, and they extract it from the man at the bottom, trying to make a lliving, trying to take care of his family.
Italy is now in a financial crisis, like we are in America, but where do they get more money to pay for their misuse of tax money ?? They raise the taxes on the farmers, fishermen, people who already are paying too much taxes and not getting any benefits for it.
You are sure right that Italy needs some representation at the top of the government for the protection and needs of the multitude of ISLANDS.
They have kept the Islands in hostage, living at a below poverty level, and going about their own business using your money.
Until our God reigns someday in the future, I don’t think there will be true justice and democracy. As it says in the Lord’s Prayer, “Thy Kingdom come, They will be done.”

God Bless you with continued Wisdom and His Peace.

Marlene Robershaw, Manfre

 

 

3 thoughts on “La nostra Italia, di vergogna ostello

  1. John, you speak as truly a wise man, but what is so sad is this, our world is containing less and less of wise people. Like you say, everyone is out for their own desires, to fill their pockets with other people’s money.
    We see this everywhere, even in America. The people at the top are rolling in money, and they extract it from the man at the bottom, trying to make a lliving, trying to take care of his family.
    Italy is now in a financial crisis, like we are in America, but where do they get more money to pay for their misuse of tax money ?? They raise the taxes on the farmers, fishermen, people who already are paying too much taxes and not getting any benefits for it.
    You are sure right that Italy needs some representation at the top of the government for the protection and needs of the multitude of ISLANDS.
    They have kept the Islands in hostage, living at a below poverty level, and going about their own business using your money.
    Until our God reigns someday in the future, I don’t think there will be true justice and democracy. As it says in the Lord’s Prayer, “Thy Kingdom come, They will be done.”
    God Bless you with continued Wisdom and His Peace.
    Marlene Robershaw, Manfre

  2. Cara Marlene, ho letto la risposta che subito hai dato al mio articolo e ti ringrazio tanto. Io, ritengo di avere fotografato, purtroppo, la situazione che si é venuta a creare, in questi ultimi tempi, in Italia. Speriamo che le cose possano cambiare in futuro. Quando ci vedremo a Ustica? Un forte abbraccio. G. nni Martucci

  3. Giovanni, condivisibili le tue parole dalla prima all’ultima ed altrettanto condivisibile la speranza che le cose in futuro possano migliorare a livello nazionale; ma proprio per la incredibile frammentazione di partitoni e partitini temo che fra quattro giorni l’esito delle urne elettorali sarà tale che dovremo inevitabilmente richiamarci ancora una volta al dantesco “bordello”. Bene che vada prevarrà il meno peggio ! Quanto al tuo appello a non disperdere le forze alle prossime elezioni amministrative ad Ustica qualcuno responsabilmente ci ha provato attraverso il tentativo di creare “un’orchestra” con elementi liberi da condizionamenti di(s)partito per un fine comune ma un altro “qualcuno” ha preferito fare il “solista”. Tanto per la precisione. Ma ritengo che gli usticesi col passare degli anni, delle esperienze in materia e con l’ingresso di nuove generazioni molto attente alle problematiche dell’Isola abbiano nel frattempo affinato il loro orecchio e sapranno premiare la musica di casa, quella “made in Ustica”.

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