Caro Direttore Pietro Bertucci,
ti ringrazio per il titolo ridondante, che hai attribuito al mio evento presentato giorno 20 agosto: “Grande successo al Centro Studi e Documentazione di Ustica per la proiezione di “IL MARE IN POESIA di Domenico Mimmo Drago”, ma non mi è pervenuto il riscontro da parte di chi ne abbia preso visione (constatando anzi prevedibili non risposte, per diversi motivi, che non mi sembra il caso di menzionare) all’aggettivo ampolloso ed enfatico di un articolo emotivamente scritto dal poeta Pietro Fiorito.
Con tutto l’impegno profuso dal Presidente del Centro che ha voluto l’incontro, e dai suoi collaboratori, che ringrazio ancora, per svolgere al meglio l’evento, constato che è stato per me un vero e proprio “flop”, in altre parole un insuccesso, un fallimento partecipativo, come avevo del resto previsto e di cui mi onoro esserne stato protagonista.
In altre parole sono io e soltanto io il responsabile del mio insuccesso ma soltanto qui nell’isola, malgrado avessi presentato con il medesimo impegno, lo stesso spettacolo realizzato e presentato nei più importanti incontri di comunicazione audiovisiva del mondo e negli eventi culturali più prestigiosi.
A volte, bisogna offrire la propria disponibilità, malgrado si possano prevedere amare conclusioni, e lo si fa per rispetto a chi inoltra certe richieste e per l’armonia del vivere in serenità.
Era già accaduto e si è ripetuto ma in altro modo!
La poesia, ancor più se è visiva, come affermava Leonardo da Vinci, alimenta la sensibilità, perché permette di esprimere e comprendere le emozioni e il mondo interiore di un autore in modo profondo ed intenso.
L’esposizione della poesia può affinare questa sensibilità nello spettatore, offrendo una nuova prospettiva sulla vita e promuovendo la riflessione e l’empatia, così da connettersi a un livello superiore perché più profondo.
La lirica poetica, ancor più se è supportata da sonorità e trasparenze, pertanto più facilmente apprezzabile, comprensibile e digeribile, è uno strumento per l’autore che la presenta, che esprime sentimenti, pensieri ed esperienze intime, che valgono per la moltitudine, offrendo un mezzo per dare forma al proprio mondo interiore, che in questo caso era rappresentato anche dal mare di Ustica.
Finisce pertanto così questo mio viaggio, forse per la gioia di molti, ma soprattutto della mia serenità, e adesso non mi resta che salutarvi e condividere, il pensiero di Pablo Neruda che faccio mio: “ … lasciatemi solo col mare, sono nato per pochi pesci”. Domenico Mimmo Drago















2 risposte
Gentilissimo Mimmo Drago, non so se si ricorda che diversi anni orsono io mi occupavo della parte audio delle serate organizzate con lo SPETTACOLO sensoriale che le SUE opere hanno sempre rappresentato. I grandi riconoscimenti internazionali ne sono una dimostrazione. Difatti in tutti questi anni mi chiedevo perché non venivano riproposte. Se Lei ritiene che sia stato un “insuccesso”, non credo che lo si possa imputare alla sua arte, di cui mi sono appassionato durante quelle serate che ricordavo prima, ma al fatto che molto probabilmente doveva essere proposta nella piazza centrale, dove le sue opere avrebbero portato lustro alla prima riserva d’Italia, negli occhi e nei cuori di tutti i presenti. Il mio è solo un garbato suggerimento
Carissimo Pasquale Palmisano, ti ringrazio
del tuo garbato e prezioso suggerimento, la prossima volta spero suggerirai a chi di competenza la scelta della location più idonea. Ti abbraccio! Mimmo