Le isole della Sicilia tra Covid e solitudine

L’impatto della pandemia si è aggiunto a tante criticità croniche che da sempre preoccupano le varie Amministrazioni. Se la stagione estiva 2020 può essere giudicata in ogni caso positiva, restano le preoccupazioni per l’anno in corso.

Ognuna è un microcosmo da cui cogliere la specialità, con sfumature che seguono il ritmo delle stagioni. Ci sono i colori dell’estate, che accompagnano le navi piene di turisti, e quelli dell’inverno, che portano mareggiate e l’isolamento dalla terraferma, che poi è comunque un’altra Isola. Dal mare vengono la forza, ma anche le limitazioni e le isole minori della Sicilia, conosciute in tutto il mondo, adesso sono alle prese con un’altra stagione e altri colori, quelli del Covid, che hanno reso ancora più insopportabili le criticità che da tempo le comunità isolane denunciano e che esigono ormai interventi strutturali.

Gli otto sindaci che amministrano le Eolie, (Lipari, Stromboli, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Panarea, Salina) le Egadi, (Favignana, Levanzo, Marettimo) le Pelagie (Lampedusa, Linosa, Lampione), Ustica e Pantelleria, vogliono un altro approccio nei confronti dei loro territori, che da poche migliaia di abitanti in inverno passano a cinquanta/sessantamila presenze in estate, mentre la struttura organizzativa rimane quella dei piccoli Comuni.

Dopo il primo smarrimento, i sindaci hanno retto il contraccolpo dell’emergenza sanitaria prima e di quella economica dopo. Alcune isole il virus non lo hanno proprio conosciuto, in altri casi i focolai esplosi sono stati circoscritti pur con i limiti della sanità locale. Favignana quest’inverno ha anche aumentato la sua popolazione, perché in molti dal Nord l’hanno scelta per sfuggire al virus.

 

Le ripercussioni economiche della pandemia, invece, non hanno risparmiato nessuna località, anche perché esse vivono essenzialmente di turismo, anche se non si è mai spenta la passione verso le coltivazioni tipiche di prodotti d’eccellenza. A maggio i sindaci avevano scritto alle istituzioni nazionali e regionali chiedendo sostegni. “L’incertezza – hanno sottolineato – sta portando molti operatori turistici a decidere di non aprire le loro strutture e quindi non avviare le manutenzioni e non assumere di conseguenza il personale”. Sono arrivati i ristori a compensare qualche perdita, cui si sono aggiunti i contributi messi a disposizione dai Comuni che hanno attinto dalle risorse messe da parte per eventi e manifestazioni che non si sono potute tenere. Soprattutto, però, è arrivata l’estate e una stagione turistica, certo breve e senza gli stranieri – i quali consentono di tenere le strutture ricettive aperte da aprile a ottobre – ma che nessuno si aspettava.

Abbiamo avuto un afflusso di turisti – dice Salvatore Militello, sindaco di Ustica, isola del Tirreno che è riuscita a rimanere Covid free – che non si registrava dagli anni Ottanta. Di solito le strutture lavorano sette mesi, quest’anno tutto si è concentrato in poche settimane. A giugno abbiamo fatto una convenzione con la Croce rossa italiana, quando le compagnie di navigazione non erano ancora pronte, per effettuare il controllo della temperatura su tutti i passeggeri in transito. Abbiamo anche ottenuto un presidio Usca e promosso diverse campagne di screening sulla popolazione e lavoratori”.

L’Area marina protetta in cui è immersa l’isola attrae migliaia di appassionati per le immersioni e dall’anno scorso l’isola è anche attrezzata di camera iperbarica.

 

Collegamenti penalizzanti e inadeguati, così è impossibile rilanciare l’economia

Corse limitate e molto spesso effettuate da mezzi obsoleti e ai limiti della sicurezza senza certezze nel campo della mobilità attirare investimenti sembra molto difficile

Traghetti con corse limitate, navi obsolete – che non partono per guasti o per avverse condizioni meteo – tariffe penalizzanti e strutture portuali non sempre agibili. Per Pantelleria e Lampedusa ci sono gli aerei, ma i costi sono spesso proibitivi. La continuità territoriale e i collegamenti da e per le isole minori restano il problema più grave da affrontare. …

 

Ustica, come Pantelleria, non consente il pendolarismo quindi chi lavora su queste isole deve mettere in conto i costi aggiuntivi di un pernottamento o di una casa in affitto. “La Liberty Lines – afferma il sindaco di Ustica, Salvatore Militello – ha cambiato sistema di agevolazioni. Ho avuto interlocuzione con la compagnia e ho suggerito nei periodi di minore traffico di prevedere un abbonamento famiglia e uno per i dipendenti delle ditte che effettuano lavori sull’isola. Tutto ciò agevolerebbe l’accesso movimentando anche l’economia. Caronte & Tourist, ex Siremar, e Liberty Lines, che hanno il servizio in forza di un bando fatto in malo modo nel 2015, non prevedono agevolazioni e quindi tutto quello che è stato fatto in questi anni è grazie alla vecchia compagnia, che aveva previsto una sorta di card che faceva accedere a tariffe agevolate per residenti”.

 

fonte quotidiano di sicilia

2 thoughts on “Le isole della Sicilia tra Covid e solitudine

  1. Egr. Sig. Sindaco e suoi collaboratori,
    leggendo quanto da Lei affermato, fa’ riferimento o quantomeno lascia intendere che di solito le strutture(?) lavorano sette mesi e che l’AMP, rappresenta ancora un’attrazione!!!
    Una domanda mi sorge spontanea…..ma di quale Isola sta’ parlando!?
    Le ricordo che neanche negli ’80, anche quando la tratta Napoli/Ustica, garantiva un notevole flusso tursitico, Ustica, la nostra Isola, la stessa che Lei Amministra, ha permesso e garantito alle Strutture di lavorare 7 mesi l’anno. Cosi come l’AMP; gli ultimi ricordi di “attrazione” risalgono a circa 20 Anni fa’, quando le prime gite scolastiche iniziavano ad arrivare ad Ustica.
    Quindi, o sono io a “ricordare” in modo errato, oppure Lei si e’ fatto mal consigliare dai suoi collaboratori.
    Confido in una sua risposta di chiarimento in merito, Le sarei grato.
    Cordiali Saluti,
    Jose’ Zagame, Usticese non residente

    P.S. da Usticese non residente, Le ricordo il disagio a Noi arrecato da parte della Compagnia Liberty Lines, per aver dismesso la Liberty Card.

  2. Leggendo questo articolo riscontro inesattezze dette dal sindaco di Ustica.
    Dice il sindaco: “Abbiamo avuto un afflusso di turisti – dice Salvatore Militello, sindaco di Ustica, isola del Tirreno che è riuscita a rimanere Covid free – che non si registrava dagli anni Ottanta”, sarebbe opportuno leggere i dati, i numeri e la fonte che hanno fatto dire al sindaco che questa è stata una stagione paragonable a quelladegli anni 80. Secondo i dati in mio possesso su arrivi ad Ustica (luglio e Agosto) si registra un calo di arrivi pari al 12% ca, i peggiori dati degli ultimi 5 anni.
    Dice ancora: “Caronte & Tourist, ex Siremar, e Liberty Lines, che hanno il servizio in forza di un bando fatto in malo modo nel 2015, non prevedono agevolazioni e quindi tutto quello che è stato fatto in questi anni è grazie alla vecchia compagnia…” è opportuno ricordare che fino al 2019 (anno in cui la “vecchia compagnia” era gia da tempo stata indagata e sottoposta gia ad amministtrazione controllata), grazie ad un accordo stipulatao nel 2016 e rinnovato ogni anno tra compagnia e comune esisteva una offerta “Ustica l’estate non finisce” riconoscendo uno sconto del 30% sui biglietti mezzi veloci con minimun stay 2 notti presso le strutture ricettive convenzionate, che fino al 2020 esisteva la Lyberty Card che garantiva tariffe agevolate a Nativi di Ustica ma non residenti, Proprietari seconde case, Professori e per tutti coloro che dimostravano di avere un contratto di lavoro ad Ustica. C’erano tempi in cui i sindaci chiedevano con forza in tutte le sedi e ottenevano agevolazioni per i fruitori dell’isola, oggi non si chiede piu.
    E per finire caro Sindaco non si puo leggere il tuo “grazie alla vecchia compagnia” che come tutti sappiamo è stata messa sotto amministrazione controllata leggasi indagine intotolata “Mare Mostrum”.

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