Ustica sape

Lettera aperta ai giovani di Ustica


Aldo Cannella 1La mancanza di lavoro nel nostro Paese è una piaga che genera angoscia e preoccupazione ma in modo particolare nei giovani che vedono svanire qualunque possibilità di futuro. Purtroppo abbiamo avuto da molti anni una classe politica, di destra, di centro e di sinistra che non ha mai risolto il problema giovanile. Persino eminenti professori ordinari di economia politica come la Fornero hanno travisato il problema attribuendo ai giovani una poca voglia di lavorare. Mentre i nostri politici chiacchierano, le braccia e le menti della migliore gioventù fuggono dal nostro Paese ed altri già si preparano a farlo. Proprio a loro vorrei fare alcune domande:

Dove appenderete le vostre reti? Dove poserete il vostro aratro? E voi studenti dove riporrete i vostri libri per seguire un destino che già fu dei vostri antenati? So che li riporrete nel vostro cuore e durante il vostro viaggio il loro ricordo vi accompagnerà sempre insieme all’amore nutrito per questa nostra Isola perché non è possibile dimenticare la propria terra e il proprio mare. Di questo mi sono testimoni coloro che, amici e parenti, vi hanno preceduto. Ma se voi partite, chi potrà far risorgere Ustica dal mare ( di guai ) in cui si trova? E proprio a voi giovani che oggi è affidato questo arduo compito e per questo è necessario rimanere e partecipare ogni giorno alla vita pubblica del paese e non solo nel periodo elettorale come purtroppo avviene ancora oggi. Fatelo con consapevolezza, con tenacia e preparazione, fatelo con idee sane e senza grilli per la testa.

Per evitare inutili equivoci non mi riferisco ai grillini che in verità oggi rappresentano una nuova espressione democratica nell’Isola. Abbiamo molte idee in comune ed è per questo che li ho sostenuti alle nazionali. Però un conto è Roma e un conto è Ustica. E’ importante che anche voi possiate scegliere un usticese come guida nelle prossime amministrative per il solo fatto che nel nostro territorio gli usticesi, come in una grande famiglia, sono i soli che vogliono lavorare e fare bella la propria casa: L’Isola.

Le vostre idee se compatibili e sostenibili nella realtà in cui viviamo saranno le idee di tutti ma non lasciamoci incantare dai soliti discorsi belli e appassionati che non hanno un effettivo riscontro pratico. Ne incontriamo tanti che dicono di sapere tutto di Ustica e di poter risolvere i nostri problemi facilmente. Questi signori mi ricordano certi orologiai che conoscono tutto dell’orologio, della precisione con cui sono fatti gli ingranaggi, ma non sanno nulla di cosa sia il tempo. Allo stesso modo ci propongono come dobbiamo vivere e non sanno nulla di come vogliamo vivere.

Con le prossime amministrative di Maggio si presenta una nuova opportunità, non restate indifferenti, coglietela al volo. Carpe Diem.

Aldo Cannella

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Da Palermo Francesco Menallo

Ricordo di aver letto che la condizione di chi è giovane ( e quindi, solo per una questione di tempo, con meno esperienza di vita di un anziano) non comporti necessariamente l’incapacità di capire il mondo e ciò che gli accade intorno.
Io credo che chi è giovane tenda a fare le cose perché lo convincono, perché vi si identifica idealmente, perché gli piacciono a pelle.
Non credo che il messaggio gattopardesco “cambiamo tutto per non cambiare niente”, condito con il trito ed oscurantista messaggio dell’insularita’ “bene supremo”possa essere un messaggio “giovane”.
I ragazzi che vanno via dall’isola lo fanno per studiare e lavorare.In tanti, e vivono su un’isola più grande, fanno altrettanto.Se nel tempo ciò non fosse accaduto, se non ci fossero state- dovunque- contaminazioni, il mondo, ed Ustica, non sarebbero cresciuti.
Credo che anche gli usticesi-come tutte le comunità – debbano rendersi conto che le differenze( di esperienze, di mentalità, di weltanschauung ) siano un’ opportunità di crescita, non un attentato alle loro tradizioni ed ai loro usi.

 

Una risposta

  1. Ricordo di aver letto che la condizione di chi è giovane ( e quindi, solo per una questione di tempo, con meno esperienza di vita di un anziano) non comporti necessariamente l’incapacita di capire il mondo e ciò che gli accade intorno.
    Io credo che chi è giovane tenda a fare le cose perché lo convincono, perché vi si identifica idealmente, perché gli piacciono a pelle.
    Non credo che il messaggio gattopardesco “cambiamo tutto per non cambiare niente”, condito con il trito ed oscurantista messaggio dell’insularita’ “bene supremo”possa essere un messaggio “giovane”.
    I ragazzi che vanno via dall’isola lo fanno per studiare e lavorare.In tanti, e vivono su un’isola più grande, fanno altrettanto.Se nel tempo ciò non fosse accaduto, se non ci fossero state- dovunque- contaminazioni, il mondo, ed Ustica, non sarebbero cresciuti.
    Credo che anche gli usticesi-come tutte le comunità – debbano rendersi conto che le differenze( di esperienze, di mentalità, di weltanschauung ) siano un’ opportunità di crescita, non un attentato alle loro tradizioni ed ai loro usi.

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