Ustica sape

Lettera del Consigliere Palmisano Giovanni

Riceviamo e pubblichiamo, così come è pervenuta,  la lettera “spontanea” del Consigliere Giovanni Palmisano letta in consiglio comunale dopo essere stato eletto (all’unanimità) vice presidente del consiglio comunale di Ustica

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Palmisano GiovanniCari Concittadini,
Signor presidente del Consiglio, signori consiglieri, signori assessori, Signor Sindaco

Non era mia smania, ne sete di gloria, ne sete di poltrona, ne sete di guadagni ecc. ecc. che mi spinsero ad una seconda candidatura alle elezioni comunali del Giugno 2008, ma voglia di cambiamento della gestione comunale che il gruppo “oltre il mare” si era prefissato, nel rispetto delle aspettative dei cittadini che Lei stesso Signor Sindaco ci aveva assicurato con tutta la sua volontà. Ma pian piano ho cercato di farle capire molte cose ma lei non è riuscito bene a capirmi. Il dato di fatto è quello che buona parte della macchina comunale funziona malissimo. Siamo arrivati, a mio modesto avviso ad un degrado che personalmente mi fa molta paura. La serenità e la tranquillità in questo nostro paese “Ustica” ultimamente è venuta a mancare sempre più. Chi ci dovrà garantire? Mi chiedo!!! Sono molto deluso. Signor Sindaco il suo operato all’esterno dell’Isola per l’interesse dell’Isola stessa, sembra lodevole. Chi dovrebbe far rispettare le leggi, le regole e i regolamenti del comune? O nel comune? Ma chi veramente non vuole cambiare le cose o le realtà scorrette? Posso dire con chiarezza e senza tanti preamboli che tutto dipende “in un paese o in un comune piccolo come il nostro” dalla forza e volontà del sindaco e della sua maggioranza. Signor sindaco più volte ho cercato di collaborare con gli uffici comunali per aiutare a risolvere problemi e problemini ma forse tutto è stato vano o vanificato. Mi chiedo da chi? Tanti interrogativi mi pongo giorno e notte, ma credo che dia l’ora che debba tirare i remi in barca perché la tempesta è molto furente. Ho giocato a poker senza veramente saperlo fare, ho tirato di mancino pur non essendo mancino, tutto ciò pensavo  che a lei signor sindaco poteva giovare a beneficio della collettività isolana, ma apprendendo le sue volontà che vengono da lontano (le faccio ricordare i discorsi in casa di un noto usticese in contrada passo della Madonna della Croce) subito dopo qualche giorno dopo dalle elezioni comunali del 2008. si ricorda i discorsi fatti in quella terrazza? Esso disse chiaramente quali erano i desideri del gruppo di minoranza consiliare e lei rispose con un colpo di mancino “tutto dipende dal Talebano”. Lei ricorderà la mia risposta che corrispondeva alla verità: le cariche di consiglio non li abbiamo ancora discusse, si decideranno nella prima seduta consiliare. Ma le parole di colui erano di suo gradimento “dai discorsi” signor Sindaco stato di fatto che lei ancora persevera. Ci conosciamo da tempo ma lei sempre vuole scherzare con i pensieri altrui, è  libero di farlo ma è certo che la mia pazienza ha un suo limite. Non vorrei indurmi alla perdita del rispetto umano. Ma sicuramente, personalmente non mi sento più garantito e di conseguenza molti dei miei concittadini. Vorrei citare i diversi motivi che mi spingono a questi pensieri, ma solamente il ricordo lacerano il mio muscolo cardiaco. Per onestà intellettuale, per quella che madre natura mi ha dato vorrei rispettarla. Non condividendo più molte delle sue scelte gestionali comunali non mi ritengo più un suo consiglierei maggioranza e per tale desidero rispetto a riguardo di tale decisione, senza rancori; ogni uomo ha una sua libertà di pensiero per tanto esigo rispetto. Voglio chiedere scusa al mio elettorato e pongo fine a questa triste storia che mi ha travolto personalmente. Forse è meglio che non si prolunghi più di tanto. Del resto molte cose nella vita cambiano, ma è difficile che cambi il mio pensiero di essere. “È meglio vivere un giorno da leone che cento da pecora o da coniglio”. Ricordando molti dei miei educatori ormai scomparsi mi sovvengono alcuni dei loro insegnamenti che provengono da letterati:

1) “volli sempre volli fortissimamente volli”;

2) “il ladro non è solamente chi ruba materialmente, ma anche chi tiene il sacco, chi vede, chi sente, chi sa e non parla”;

3 “sbagliare è umano, perseverare è diabolico”.

Ma visto che i principi sani in me radicati da questi insegnamenti non sono utili alla crescita di questo comune la mia presenza in comune diventa inutile. Di sicuro di non solo pane vive l’uomo ma sicuramente a mio avviso vive e vivo di orgoglio personale di avere agito, per grandi linee, con correttezza, chiarezza e onestà nella difesa degli interessi della collettività usticese. Ringrazio tutti coloro i quali mi hanno sostenuto moralmente in questi mesi. Grazie a tutti coloro che mi avete detto che di Talebano ce ne dovrebbero essere di più. Ma purtroppo vi ho risposto sempre sul vago cercando di giustificare i tempi e gli impegni vari di ogni consigliere del gruppo “oltre il mare” in cui credevo che i discorsi dei cambiamenti veramente li volevamo portare avanti basati sui tre insegnamenti o principi sopra citati. Ma i diversi fatti hanno smentito le aspettative prefissati in campagna elettorale comunale del 2008. volete tacere su tutto dimostrando false paure di trattare argomenti in consiglio comunale attenzionati dai cittadini e consiglieri. Cari concittadini le diverse offese personali del sindaco dott. Aldo Messina, del Vice Sindaco Giuseppe Caminita e del presidente del consiglio Girolamo Tranchina mi hanno fatto indignare offendendo la mia dignità, onestà, correttezza, umiltà e serenità intellettuale di consigliere e forse non di meno di un essere umano. Sono un uomo che andrà in fondo nel rispetto della legge, delle regole e regolamenti fino all’ultima goccia di vita che esisterà in me. Nel protocollo 2623 assunto presso il comune il  6 maggio 2009, come oggetto: “richiesta di commissariamento del comune di Ustica” indirizzato al sindaco, assessori, al presidente del consiglio e al segretario comunale riporto l’essenza del discorso legato molto al ritardo del bilancio di previsione del comune. Visto a mio modesto avviso l’incapacità amministrativa di governare gli uffici a beneficio della comunità usticese, ritengo opportuno rivolgere alle signorie vostre un accorato mio consiglio, di far richiesta con la massima urgenza alla residenza della Regione e agli assessorati regionali la formale richiesta del commissariamento del comune di Ustica per evitare ulteriori danni che possono arrecarsi alla comunità isolana non di meno all’ente comunale. Non per essere istigatore ma visto il fallimento amministrativo per una mia personale convinzione ritengo sia la sorte migliore andare “oltre il mare” con dignità, umiltà e serenità. Signor presidente la sua arroganza, la sua presunzione, e la sua scarsissima umiltà umana nei miei confronti hanno portato oltretutto alle mie dimissioni da vice presidente del consiglio comunale di Usticanel protocollo 3455 assunto dall’ente il 08 – 06 – 2009. Oltretutto quello dichiarato in quel protocollo posso con intelletto dichiararlo ancora una volta “la vergogna che ho nell’aver partecipato alla campagna elettorale del 2008 insieme ai menzionati signori e a tutti coloro che non hanno voluto cambiare lo stato dell’arte della macchina comunale con gli annessi provvedimenti, così facendo hanno portato la comunità usticese e il comune di ustica in una confusione totale che porterà il tutto a mio modesto avviso ad un disastro economico dell’ente e a rottura di rapporti sociali ed umani che in parte di già sono esistenti ed evidenti sul nostro territorio isolano che probabilmente si accentueranno che probabilmente scaturiranno in deliri. Concittadini non deludetevi se vi ho di già deluso, ma fatevi forti come una fascina di grano, cominciamo a reagire insieme per la giustizia di quello che è giusto e dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio. Non cercate e non cerchiamo di essere come gli ipocriti ma veri usticesi che cercano e cercheranno di scoprire le identità perdute così solo possiamo far rinascere noi stessi e la nostra isola “Ustica”.

Un ultimo consiglio voglio darvi signor presidente e signor sindaco, immettetevi nella retta via visto che non avete più una maggioranza, per il bene della comunità usticese, altrimenti o diversamente dimettetevi dagli incarichi politici.

Scusate se formulo la frase:

MI DISSOCIO DALLA MAGGIORANZA CONSILIARE DEL GRUPPO DI “OLTRE IL MARE”E DICHIARO LA MIA INDIPENDENZA  CONSILIARE.

Ustica 16/07/09

Il consigliere comunale di Ustica

Palmisano Giovanni detto localmente il TALEBANO

In fede  f.to  Palmisano Giovanni

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