Manovra Bis: Protesta Regioni ed Enti Locali – due comunicati –

MANOVRA BIS: PROTESTA REGIONI ED ENTI LOCALI A MONTECITORIO, VA CAMBIATA

(ASCA) – Roma, 5 set – Centinaia di sindaci, la Conferenza delle Regioni quasi al completo e tanti presidenti di provincia sono riuniti in piazza Motecitorio, in una sala conferenze che si trova a due passi dalla Camera dei Deputati, per chiedere con forza una revisione sostanziale del taglio da 6 miliardi di euro che la manovra correttiva riserva al comparto delle Regioni e degli enti locali. La maratona no stop vede per le Regioni la partecipapazione dei presidente della Conferenza, Vasco Errani, dei ‘governatori’ Roberto Formigoni, Renata Polverini, Catiuscia Marini, Vito De Filippo e Enrico Rossi. Per l’Anci oltre al presidente Osvaldo Napoli e al vice presidente e delegato alla finanza locale, Graziano Delrio, sono presenti anche dal presidente del consiglio nazionale Anci e sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dai vicepresidenti Mauro Guerra (Coordinatore Nazionale dei Piccoli Comuni) ed Enrico Borghi (Presidente della Commissione per la Montagna). Presenti anche Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, il segretario generale Angelo Rughetti, il sindaco di Livorno e coordinatore delle Anci regionali Alessandro Cosimi, Giacomo D’Arrigo coordinatore nazionale di Anci Giovane, e Giacomo Scala, sindaco di Alcamo e presidente di Anci Sicilia. Per l’Upi e’ presente il presidente, Giuseppe Castiglione.

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MANOVRA BIS, IL PRESIDENTE SCALA ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL: “LE NORME INTRODOTTE NON HANNO ALCUN IMPATTO DI NATURA ECONOMICA ”

“Bisognerebbe rivedere la formulazione della manovra tenuto conto della proposta avanzata dagli enti locali, che si sono detti disponibili a procedere all’auto-riforma dell’ordinamento che li riguarda”.

Lo ha detto Giacomo Scala, presidente dell’AnciSicilia, che questa mattina ha preso parte allo sciopero generale di otto ore, indetto dalla Cgil, per protestare sui contenuti della manovra, all’esame dell’Aula del Senato.

“I tagli previsti sulle autonomie – ha continuato Scala – vanno senza dubbio rivisti. Così come sono avranno solo un impatto negativo soprattutto sui servizi ai cittadini e sugli investimenti. Si rischia di innescare una recessione irreversibile”.

“Quello che, inoltre, contestiamo al governo nazionale – ha concluso il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani – è l’introduzione di norme ordinamentali che non hanno alcun impatto di natura economica. Noi riteniamo, come abbiamo detto più volte, che queste nuove disposizioni dovrebbero far parte di una riforma più complessiva collegata all’adozione della “Carta delle Autonomie locali” cui sarebbe affidato il compito di riunire e coordinare sistematicamente le disposizioni statali che disciplinano le amministrazioni locali”.

Addetto stampa: Carla Muliello

 

 

 

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