Ustica sape

Messa in sicurezza Cala Santa Maria


Al Sig. Sindaco – Ustica
Al Sig. Presidente del Consiglio – Ustica
Al Sig. Comandate del Porto – Ustica

e, p.c. a S. E. il Prefetto di Palermo
Alla Capitaneria di Porto di Palermo ( prego passi: Delemare Ustica)

OGGETTO: Messa in sicurezza Cala Santa Maria Ustica

Siamo sotto una tempesta di vento e di mare proprio mentre sto scrivendo e come sempre accade in questi eventi ognuno di noi sente il bisogno di parlare della “Portualità” e della messa in sicurezza della Cala Santa Maria.

Ho salvato, durante la mattinata, una serie di immagini provenienti dalla Web camera del Comune di Ustica che testimoniano le grossissime difficoltà che si hanno dentro la Cala ( sia a mare che nell’arenile), ma questa notte, con il vento proveniente più da est, la risacca in porto era maggiore (ma questo non è stato possibile testimoniarlo con una serie di foto a causa del buio) e maggiori sono stati i rischi che tutte le imbarcazioni ( sia a mare, sia a terra) hanno corso.
Sino adesso, per “grazia ricevuta del buon Dio” e grazie all’ esperienza degli ” Isolani-pescatori-diportisti ” , tutti gli ormeggi hanno retto anche se si registrano dei danni alle strutture portuali.
Ma sino a quando reggeranno gli ormeggi e la pazienza dei diretti interessati ( pescatori e diportisti ) ?
Ovviamente in ognuno di noi, in questi casi, oltre la rabbia nasce anche la delusione…
Da 50 anni e forse più si parla sempre della stessa cosa: “Portualità e messa in sicurezza”.
E’ proprio di questi giorni la “notizia” che tra a breve ci dovrebbe essere un intervento dell’Autorità Marittima sul ” tema sicurezza” : – ma non per risolvere il problema in maniera “definitivo” ma per complicarlo ancora di più!
Bisogna andare qualche anno indietro per far comprendere il problema:
I pescatori e i diportisti ( principalmente quelli invernali e non quelli “stagionalizzati”) dato lo stato di “INSICUREZZA” della Cala S. Maria hanno ( me compreso !) modificato i lori ormeggi “convertendo” l’ àncora con un “corpo morto” al quale viene di solito legata una catena quindi una cima alla quale viene assicurata l’imbarcazione: il tutto per una maggiore “sicurezza” in caso di mareggiate ( come oggi).
Tra l’altro questo serve anche per evitare che l’àncora in qualche modo venga “spostata” rispetto alla sua originaria posizione e quindi di fatto l’imbarcazione si troverebbe con un “ormeggio” diverso e non più sicuro rispetto a prima.
Tutto questo, però, è stato fatto senza una vera regolamentazione e liberamente ( e forse anche arbitrariamente, andando contro Legge ) da ognuno di noi e ciò ha implicato che in mare vi siano, senza alcuna segnalazione, dei ” corpi morti “.
Da almeno 2 anni si è ” sollevato ” il problema da parte della ” Pubblica Amministrazione ” (Capitaneria di Porto e Comune di Ustica ): pubblica amministrazione che dovrebbe essere a servizio dei Cittadini.
Quindi, dopo diversi incontri e dibattiti si era stabilito che ” entro determinati limiti di spazio – correttamente segnalati – si potessero consentire momentaneamente l’uso di tali corpi morti in attesa che si facesse un progetto, con delle catenarie e boe alle quali avremmo potuto ormeggiare le imbarcazioni “.
Così, l’estate scorsa (Maggio/Giugno) è stata delimitata un’area con 4 boe gialle. Finita l’estate si sarebbe dovuto procedere a sistemare tecnicamente tale area, a realizzare delle nuove catenarie e a “sistemare burocraticamente” la faccenda.
Ad oggi, non solo non è stato realizzato nulla ma addirittura l’ Autorità Marittima ( Pubblica Amministrazione) avrebbe intenzione di sequestrare l’area e ( forse) le imbarcazioni che “abusivamente” stanno utilizzando un proprio ” corpo morto “, denunziando o i proprietari o ignoti che hanno  cercato di mettere in SICUREZZA la propria imbarcazione e quindi fare ciò che le Pubbliche Amministrazioni sino ad oggi non hanno fatto.
Praticamente non solo NON abbiamo una Cala in sicurezza ma, se ” a modo nostro ed autonomamente ” – vista l’inerzia delle Pubbliche Amministrazioni a servizio dei Cittadini – lo abbiamo fatto, rischiamo una “denuncia per occupazione abusiva di area demaniale o quant’altro”.
Se il Comune di Ustica non ha la possibilità di realizzare tale opera in quanto non ha i fondi necessari perchè non dirlo chiaramente alla Capitaneria di Porto? perchè le Pubbliche Amministrazioni non riescono a dialogare tra loro risolvendo i problemi ai Cittadini?
Perchè devono essere sempre i Cittadini, i quali hanno già una serie di problemi e rischi legati alla INSICUREZZA della Cala, a pagare le loro inerzie ? Perchè non cercare altre soluzioni, tipo trovare dei privati per realizzare l’opera?
Forse ancora non è chiara una cosa: -Non sono i Cittadini a servizio delle Pubbliche Autorità bensì, in un paese civile e moderno come il nostro, è al contrario.
Tutto questo nasce dal fatto che ad oggi nessuna pubblica amministrazione ha seriamente affrontato il problema che non è nato ieri ma è vecchio di 50 anni!!!
Oggi i Cittadini, che hanno la colpa di salvaguardare in qualche modo il loro bene date le inefficienze delle Pubbliche Amministrazioni, rischiano delle denunce forse anche penali.
Spero che quanto scritto serva a far “muovere le acque burocratiche” ed avere, anche se non una Cala in sicurezza, quanto meno un punto d’ormeggio più sicuro in Cala S. Maria.

Salvatore Militello – Ustica (PA)

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COMMENTO:

Da Palermo Ing. Marco daricello

Ho discusso di questo con Pietro (Bertucci) tempo fa…. Ho proposto che i Diving (oppure la Capitaneria…) facessero una “pulizia” del fondo rimuovendo tutte le “cime” guaste che ci sono lì giù, i corpi morti inutili e tutto il resto. Ne ho parlato con qualcuno in Capitaneria, ma come spesso accade mi è stato risposto che i corpi morti sono RIFIUTI SPECIALI! Per me non sono neanche rifiuti, visto che l’idea sarebbe di riutilizzarli!!!! La cosa corretta sarebbe SECONDO ME quella di realizzare un campo corpi morti ORDINATO, con posti numerati e “registrati” in Capitaneria; i corpi morti dovrebbero avere dimensioni differenziate, più grossi quelli delle file più avanzate, più piccoli man mano che si indietreggia….. I corpi morti attualmente in acqua potrebbero essere utilizzati come “base” per formare corpi morti di dimensioni maggiori, quindi non andrebbero trattati come rifiuti. Mi pare una soluzione semplice ed economica, risolverebbe l’annoso problema delle boe estive di contorno che risultano troppo vicine vista la quantità di imbarcazioni presenti in estate, e la sicurezza anche in inverno sarebbe senz’altro migliorata, ferma restando l’urgenza di interventi SOSTANZIOSI e SOSTANZIALI per la messa in sicurezza della Cala S. Maria. Ma purtroppo, caro Salvatore, è LAMPANTE come non ci sia la voglia di fare qualcosa che possa portare dei miglioramenti…. Si cerca sempre di trovare nuove restrizioni, nuovi limiti, nuove punizioni, nuovi dazi…. Il tutto in cambio di NESSUN SERVIZIO. Non ho visto COLLABORATIVITA’ tra Autorità, Comune e Cittadini. Quando dico Cittadini dico gente che vive, lavora o soltanto va in vacanza ad Ustica.

Preferisco non andare oltre, ma non sarebbe difficile riallacciare il problema della portualità a quello del

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Da Ustica Isidoro Licciardi

ma smettiamola di dire cavolate…..ci vuole il porto…….punto!…..non giocate come adesso politicamente …daiiiiiiiiiiiiiiii

 

3 risposte

  1. Condivido pienamente ciò che espone Salvatore Militello e inoltre vorrei aggiungere qualche cosa che riguarda l’eloquente “grafico” su ” Calo numero passeggeri negli ultimi dieci anni ” della scorsa settimana su questo sito.

    1)A guardare bene ad Ustica ci sono due tipi di turismo : quello siciliano (includiamo usticesi non residenti) e quello Nazionale e Internazionale. Il prezzo esorbitante dei mezzi di trasporto e l’alto costo della vita locale sono dei deterrenti per il primo tipo di turismo, mentre per il turismo Nazionale e Internazionale sono più scoraggianti il punto 3 e 4.

    2) Dopo vengono i divieti (e non solo relativi alla Riserva). La Riserva sarà rimossa ma lo farà la prossima Amministrazione ha detto il Sindaco, per cui bisogna aspettare, tutto incluso, almeno 2-3 anni prima che la “roteazione” diventi effettiva, e ancora 5-8 anni in più prima che questa roteazione dell’Area Protetta, che oggi punisce i bagnanti e turisti e l’apparato Turismo per i motivi che sappiamo, venga reclamizzata e “assorbita” dal grosso pubblico.

    3)la mancanza di collegamenti “garantiti” con la terraferma, a causa della Portualita’ precaria, e la mancanza di un aeroporto o/e eliporto con servizi di linea sono l’altra grande lacuna che va a braccetto con il punto 1.

    4)La concorrenza e’ spietata. Oggi il turista può scegliere di andare altrove in posti che offrono di più ( specie cose che un’isola piccola non può offrire ) e a prezzi più bassi.

    E si potrebbe continuare con altri 5-6 punti importanti…..

    Per il punto 1, purtroppo, non c’e nessun rimedio, i prezzi dei mezzi di trasporto andranno sempre più su’ malgrado il servizio dell’affidabilità dei collegamenti sia proprio scarso. La Siremar sarà privatizzata ? parzialmente o totalmente e quando ?

    Per il punto 2 bisognerà aspettare almeno 8-10 anni per vedere qualche riscontro positivo.

    Per il numero 3 si sta lottando per avere migliorata la Portualita’, ma, se tutto va bene, per il risultato bisognerà aspettare svariati anni ( 3 ?, 10 ? )

    I punti 1-2-3 sono la palla al piede e purtroppo a breve scadenza non si vede via d’uscita ….

    Esiste comunque la seguente grande “apertura” e sono sorpreso che non sia stata già realizzata : Ustica e’ già collegata con le Egadi e Napoli, collegandola anche con le EOLIE crea la ” Tratta dei due arcipelaghi ” raggiungibili direttamente dal Centro Italia ( Napoli ) con Ustica al centro e tappa obbligata, cosa che metterebbe l’acceleratore al processo di rilancio ! ( ma sarà necessario avere il punto 3 già attivo ) quindi sarebbe opportuno superare gli ostacoli e risolvere presto la Portualita’.

    A parte il fatto che si potrebbe tentate di aprire ad Ustica un Casino’ ( sempre che vada bene ai 4 Casino’ presenti in Nord Italia che praticamente hanno fatto chiudere quello di Taormina….!! ), si intravedono nel frattempo due soluzioni a breve e lungo termine.

    – Cambiare rotta e iniziare una politica per un turismo non di quantità ma di qualità ( o anche turismo di Seniors, Anziani che hanno più soldi… ) come Panarea basato anche sulla storia, cultura, mare, tranquillità ( vedi Svincolo ! ) ma sono necessarie le infrastrutture all’altezza, servizi adeguati e il punto 3. Per i prossimi 15 anni forse sarà dura, allora tanto vale usarli tentando la transizione verso il turismo di qualità invece che di quantità non solo perché la corsa verso il turismo di quantità ( per ora ) sembra perduta, ma perché Ustica può offrire il meglio di se stessa, secondo me, al turismo di qualità.

    – Intanto, chi vive di turismo e non ce la fa, potrebbe cominciare a riorganizzare la posizione dei propri capitali e cambiare raggio di interessi o investire in qualcos’altro più proficuo e che da lavoro tutto l’anno come fabbrica di ceramica o altre fabbriche e/o prodotti artigianali e di agricoltura tutti da esportazione come si faceva una volta quando il Pastificio dei F.lli CASERTA & TARANTO esportava la Pasta di Pura Semola anche in America….

  2. ma smettiamola di dire cavolate…..ci vuole il porto…….punto!…..non giocate come adesso politicamente …daiiiiiiiiiiiiiiii

  3. Ho discusso di questo con Pietro (Bertucci) tempo fa…. Ho proposto che i Diving (oppure la Capitaneria…) facessero una “pulizia” del fondo rimuovendo tutte le “cime” guaste che ci sono lì giù, i corpi morti inutili e tutto il resto. Ne ho parlato con qualcuno in Capitaneria, ma come spesso accade mi è stato risposto che i corpi morti sono RIFIUTI SPECIALI! Per me non sono neanche rifiuti, visto che l’idea sarebbe di riutilizzarli!!!! La cosa corretta sarebbe SECONDO ME quella di realizzare un campo corpi morti ORDINATO, con posti numerati e “registrati” in Capitaneria; i corpi morti dovrebbero avere dimensioni differenziate, più grossi quelli delle file più avanzate, più piccoli man mano che si indietreggia….. I corpi morti attualmente in acqua potrebbero essere utilizzati come “base” per formare corpi morti di dimensioni maggiori, quindi non andrebbero trattati come rifiuti. Mi pare una soluzione semplice ed economica, risolverebbe l’annoso problema delle boe estive di contorno che risultano troppo vicine vista la quantità di imbarcazioni presenti in estate, e la sicurezza anche in inverno sarebbe senz’altro migliorata, ferma restando l’urgenza di interventi SOSTANZIOSI e SOSTANZIALI per la messa in sicurezza della Cala S. Maria. Ma purtroppo, caro Salvatore, è LAMPANTE come non ci sia la voglia di fare qualcosa che possa portare dei miglioramenti…. Si cerca sempre di trovare nuove restrizioni, nuovi limiti, nuove punizioni, nuovi dazi…. Il tutto in cambio di NESSUN SERVIZIO. Non ho visto COLLABORATIVITA’ tra Autorità, Comune e Cittadini. Quando dico Cittadini dico gente che vive, lavora o soltanto va in vacanza ad Ustica.
    Preferisco non andare oltre, ma non sarebbe difficile riallacciare il problema della portualità a quello del calo del turismo o a quello delle ordinanze che MISTERIOSAMENTE vengono emesse a maggio al fine di modificare le carte in tavola nel mondo “immersioni”….

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