Messaggio di Augurio natalizio del Sindaco


Dopo dieci anni, questo è l’ultimo messaggio di augurio natalizio che vi porgo, da sindaco.
Ieri ho portato, come è stata sempre nostra consuetudine, il vostro saluto ed augurio ai nostri concittadini ricoverati.
Consapevole del fatto che è buona regola di una comunicazione anche (ovviamente non solo) essere pertinenti in questa sede sarà opportuno limitarsi a messaggi che riguardino la vita sociale della nostra isola.
Questi dieci anni trascorsi anche nella comunità parrocchiale di Ustica mi hanno fatto capire quanto moderno sia il pensiero cristiano.
La nostra è la Fede che forse più di ogni altra dà valore alla donna. Il culto della Madonna, l’esperienza della vita di Cristo ma soprattutto della sua Resurrezione , dopo la quale Gesù va immediatamente a trovare non i suoi amici apostoli, maschi, ma le donne a lui più vicine, dimostra quanto grande fosse la considerazione
verso di loro.
La nostra Fede ci porta alla meditazione. Spesso per poca conoscenza riteniamo che, ad esempio, i monaci tibetani siano gli unici capaci di meditazione ed introspezione. Questo solo perché non capiamo l’importanza della preghiera e le regole del monacismo benedettino.
Ma c’è un aspetto ancor più moderno dei precedenti e che in qualche modo coinvolge il mio essere medico: l’ascolto.
L’attenzione sugli aspetti relazionali medico- paziente non è una scelta opzionale del medico, una cosa che può come può non esserci. E’ invece l’unico modo per ottenere la collaborazione del paziente per eseguire il protocollo terapeutico(sperando, ovviamente, che sia coretto).
Un paziente che percepisce di non essere compreso, considerato, a meno che non sia ipocondriaco e pertanto speranzoso di assumere solo farmaci, tenderà a non seguire le prescrizioni del medico, indipendentemente dal giudizio che nutre nei confronti del sanitario.
Questo concetto che fa parte del capitolo della medicina umanitaria è un’ acquisizione recente se si pensa alla “non comunicazione” dei medici del passato. Ma è il principio fondamentale della nostra Fede. Dio che , nel giorno del Natale, si fa uomo per farci capire che lui è in condizione di comprendere i nostri problemi e che la terapia che ci propone non “viene dall’alto” ma è parte di noi.
Così il giorno del Natale diviene quotidianità ed ogni giorno se il nostro rapporto con il prossimo è basato sulla comunicazione e sulla comprensione e come se ci dicessimo “Buon Natale”:
Quale il messaggio che dobbiamo scambiarci per affrontare le nostre mille difficoltà?

Con Papa Giovanni XXIII “ Cerchiamo ciò che ci unisce e non ciò che ci divide”

Buon Natale

Aldo Messina

 

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