Mimmo Drago premiato all’International Festival of Underwater Photography – Paf Tachov


Dal 10 al 12 Giugno 2022 si è svolta presso il Cultural Center di Borskà nella Repubblica Ceca, la 44esima edizione dell’International Festival of Underwater Photography Films and Children’s Artwork.
Al prestigioso appuntamento erano numerosi i partecipanti nelle svariate categorie, in cui gli Italiani si sono sempre distinti e continuano a farlo con capacità, competenza e creatività: Paolo Bausani, Massimo Giorgetta, Raffaele Livornese, Giacomo Marchione, Stefano Scartegagna, Alessandro Tommasi, Franco Tulli, Claudio Zori, sono stati i premiati di quest’anno.
La redazione di UsticaSape è sempre stata attenta a questi prestigiosi eventi, anche perché l’isola di Ustica, sede di un’AMP, la cui Direzione è affidata al dr. Davide Bruno, manager di provata ed indiscussa esperienza, a cui sta a cuore l’ambiente marino, è frequentata da numerosissimi subacquei e fotografi che, restano entusiasti delle bellezze dei fondali e della straordinaria biodiversità presente nelle limpide acque.
Abbiamo chiesto direttamente al nostro cittadino onorario, residente ad Ustica, Mimmo Drago, biologo marino e Tridente d’Oro dal 2001 di raccontarci la sua partecipazione al Festival che, lo ha visto premiato anche quest’anno per la quarta volta consecutiva con l’opera in multi visione dal titolo: “Colore d’Oriente”.
Siamo andati a trovarlo nella sua casa bianca e azzurra che sa di cielo e di mare, realizzata con spiccato senso artistico, che gode di una vista unica e straordinaria sulla Cala Santa Maria dove è ubicato il piccolo porto.
Ci ha accolti con un sorriso come fa sempre ed ha risposto alle nostre domande con estrema disponibilità narrandoci il Mare, i sentimenti come lui sa fare e la Poesia, soprattutto quella di Pablo Neruda da cui ha estratto il testo dell’opera premiata:
“… In Oriente c’è un odore di caffè caldo, una temperatura dolce come pelle femminile e nella natura una certa vocazione paradisiaca … … è un immenso spettacolo di moltitudine che non sta mai ferma, di distribuzione a milioni, è l’odore, lo strepito, la fame, la sete, l’abitudine, è il Colore del lontano Oriente … Pare che non esista né il dolore, né la miseria, in questo mondo indifferente … Litorale felice! In queste acque si confondono religioni e sentimenti … Una barriera di corallo si allunga e l’oceano interrompe lì i suoi azzurri … ci sono immensi pesci corazzati e sedentari, pesci gialli come lo zolfo, pesci di una sola squama, misteriosi nuotatori di un mare senza tempo, … girano e rigirano nella solitudine oceanica, poi si allontanano come colori in movimento … !
Scriveva così il poeta cileno Pablo Neruda, Nobel per la Letteratura, in uno dei suoi due libri in prosa: “Confesso che ho vissuto” e “Per nascere son nato” e fu così che nacque l’idea di raccontare con le Sue parole il misterioso e colorato Oriente per mezzo di questa opera in multivisione classificatasi al secondo posto al Festival Paf Tachov in un podio tutto italiano, che mi ha visto tra Gaetano Anzalone ed il genovese e amico di lunga data Sergio Loppel”.
La multivisione “Colore d’Oriente”, “Barva Vychodu” in lingua ceca, realizzata con Francesco Lopergolo, per essere proiettata su uno schermo panoramico nel formato 16/9, ha una durata di 8 minuti, l’ideazione è di Domenico Drago, il testo è di Pablo Neruda, le musiche sono di Armand Amar, le fotografie esterne sono di Domenico Drago, quelle subacquee di Domenico Drago e Giovanni Smorti, l’editing audio di Francesco Lopergolo, la traduzione dall’italiano all’inglese è di Denis Michallet, mentre quella dall’inglese in lingua ceca è di Miraslava Rydlovà. La produzione è delle Associazioni Culturali Multivisione Mare e Blue International Academy of Multi Image, entrambe di Domenico Drago.
 Mimmo ha così continuato:
Ogni artista realizza l’opera in multivisione, come meglio crede e come i sentimenti pretendono venga realizzata, ma tutto poi si concretizza in base alla propria sensibilità, cultura, conoscenza, capacità espressiva, creatività, sintesi comunicativa e tanto altro.
Per me la comunicazione in multivisione, che realizzo ormai da oltre 30 anni, resta in sintesi la danza delle immagini che esistono nelle nostre fantasie più segrete, un valzer di poesie mute sullo schermo dei sentimenti, una vibrazione che si spande lenta e penetra silente nell’Anima!
 La multivisione è comunque un sogno che va condiviso, anche in fase di realizzazione, con altri e sarà stimolante, perché soltanto nei sogni ci ritroveremo finalmente liberi.
Liberi di potere pensare alle infinite domande che formula il cuore ed alle quali spesso siamo incapaci di dare risposte.
Per questo continuo a guardare alle mie multivisioni non solo come a rappresentazioni visive di un’intensa passione interiore, ma soprattutto come veicolo per affrontare i molteplici dubbi che interrogano l’anima, con la volontà di costituire una sere di punti ciclici di espressione;  quelli di includere l’uomo, il Mare, la natura, le passioni ma soprattutto i sentimenti in una sola unità, quella dell’Anima che Omero definì essere:
“Un soffio che abbandona il corpo dopo la morte”. Un soffio che pesa soltanto 21 grammi e che racchiude l’eternità della vita!”
Penso che per narrarsi in una multivisione bisogna essere sollecitati da intense emozioni che ci permettono di raccontare i nostri turbamenti, le nostre gioie fugaci, i palpiti di ciò che hanno visto i nostri occhi, gli interrogativi che l’anima si pone, senza dare spesso risposte che possano convincerci.
Forse la multivisione può donarci una lama di luce, può regalarci una consolazione, può illustrarci chi noi realmente siamo!
Il Mare è il rifugio di una Umanità inquieta , sapere che chiunque è Mare, ha anche un altro vantaggio: uno naviga gli altri esseri umani quando li ama!
Chissà se così, un giorno, diventeremo migliori!
Con un velo di commozione e di turbamento per questa riflessione salutiamo Mimmo, lo lasciamo mentre fuma il suo mezzo “Toscano” e ci saluta con un libro di Pablo Neruda che tiene stretto tra le mani!

La Redazione di UsticaSape

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