Molo Alternativo Punta Spalmatore: Intervista al Sindaco – Seconda Parte

PASSATO

Si è detto che io avrei perso 3.000.0000 di Euro per il famoso molo che il CIPE aveva programmato. Io lo dicendo a microfoni aperti – quei soldi non ci sono mai stati, è stato soltanto un battage pubblicitario in campagna elettorale dall’assessore Parlavecchio.

Vengo convocato in prima riunione perché l’assessore Parlavecchio aveva intenzione di sbloccare quei soldi – ti figuri se un sindaco non va ad una riunione del genere. Era presente il suo Direttore Generale Casarubia. Ad un certo punto l’Ass. Parlavecchio si rivolge al suo Direttore Generale e gli chiede di sbloccare quei soldi – Quali soldi risponde il Direttore – Quelli del CIPE risponde l’ASS. Parlavecchia – Quei soldi, risponde Casarubia, non ci sono mai stati – Ormai andiamo avanti, risponde Parlavecchia, semmai li raddoppiamo…

Non è un caso che alle successive riunioni non ha mai partecipato né Casarubia né il compianto e defunto Giuseppe Giunta, Direttore delle Isole minori e tu sai essere vicinissimo, perché dello stesso identico avviso. Io stesso ho partecipato alle prime riunioni, poi ho capito la mala parata e non ci sono andato più – ci sono gli atti delle riunioni, sono ufficiali e si possono vedere. È andato a posto mio l’ex compianto Presidente del Consiglio Vito Natale e molto spesso anche, su suo invito, il dott. Rosario Calì allora, peraltro, Presidente dell’Ente Aeroporto e allora come oggi, persona piuttosto potente (esistono i verbali).

Io ho dato il mio assenso a fare il molo al villaggio dei pescatori, pur essendo a livello personale scontento. Il sindaco spesso deve fare quello che i cittadini chiedono – differente da quello che lui pensa. È vero, questa cosa io non l’ho seguita perché non amo farmi prendere per il sedere. Non ti pare strano che subito dopo le elezioni Regionali di questi tre miliardi di Euro non se ne è parlato più? Dove sono finiti quei soldi? Io dico che non ci sono mai stati.

Io invito chi non ci credesse a chiedere a Casarubia (ex Direttore Generale) o a chiamare Pietro Viviano (capo Genie Civile Opere Marittime) e chiedere che fine hanno fatto quei soldi. Tutto questo ha comportato che in un eventuale finanziamento del CIPE , essendo che noi eravamo in graduatoria prima e lo siamo tutt’ora, noi siamo i primi in classifica. Quindi se dovessimo presentare un progetto, e qui chiedo a tutta l’amministrazione un maggiore impegno, noi saremmo finalmente i primi.

Ecco perché io, il vice sindaco e il presidente del consiglio un anno fa siamo andati a Roma, al nuovo CIPE a chiedere questo finanziamento e hanno confermato che non c’è mai stato un finanziamento e che siamo i primi in classifica.

Per il passato ha ragione Militello quando dice che noi dobbiamo fare i conti con scelte sbagliate del passato sulla ubicazione dei moli ed è l’unica cosa di sensato, mi è stato detto, che è stato scritto. Questi sono i moli che abbiamo, non è che possiamo andare a ricostruire tutto ex novo anche perché sarebbe una fase di transizione di difficile gestione.

Abbiamo un tempo che è impazzito ed io ho paura. Abbiamo delle strutture che sono state dichiarate fatiscenti, ed io ho paura – non solo ho paura ma ho anche delle responsabilità e non voglio salire e scendere dal tribunale. Ieri, come tu hai scritto, sono stato convocato in tribunale, per un incendio che sicuramente non ho appiccato io (ero a Palermo). È stata negata l’archiviazione e l’indagine andrà avanti per altri cinque mesi, probabilmente sarò inquisito perché non ho vigilato opportunamente. Non sarà inquisito, invece, chi ha dato fuoco, vedi la follia, ma io che non ho vigilato appositamente.

Io non voglio essere inquisito anche per il porto e lì sarebbero danni maggiori , che un semplice incendio.

Noi dobbiamo mettere in sicurezza prima quello che abbiamo, se poi il prossimo sindaco, il prossimo consiglio comunale, i prossimi cittadini vogliono anche studiare nuovi sistemi, io non ho niente in contrario. Posso essere contrario a livello personale, ma comunque poco conta perché non sarà questa amministrazione a portarlo avanti, perché non ci sono i soldi, mentre è possibile che, se non facciamo tante storie, se non facciamo tante liti avremo i soldi, in quanto messa in sicurezza, in quanto pericolo per l’incolumità della nostra comunità, per poter mettere una buona parola su questi moli che sono fatiscenti. Questa è la storia.

Verso settembre ho organizzato, a mie spese, un incontro ed è venuto ad Ustica il Direttore dei Beni Culturali Campo (oltre che il soprintendente Gullo) il quale ha visto dal mare queste strutture e ha detto: Sig. Sindaco ma lei lo sa che sono tutti fuori legge perché Il cemento non può essere più a vista e lei dovrebbe ricoprilo in pietra. Il cemento è proibito .

Per quanto riguarda OGGI io, comunque, ieri ho avuto un incontro con il Genio Civile Opere Marittime, non l’ho detto niente nemmeno ai miei più stretti collaboratori perché non ho avuto il tempo di parlare con loro. Ci siamo aggiornati, alla presenza dell’Ammiraglio che deve valutare la sicurezza, perché è giusto così, perché io devo pensare alla vostra sicurezza più che ai vostri approdi, al 6-12-2011.

Io ho fretta perché se viene un temporale come quello della Liguria o come quello di Napoli, altro che discutere dove facciamo il molo… Io ho fretta di mettere i due moli in sicurezza.

Tre modi quindi di affrontare il problema.

PRESENTE – è quello che ho fatto io e non ci sono alternative, anzi gli sto dando anima e cuore.

PASSATO – Ho parlato abbondantemente facendo nomi e cognomi, chi mi vuole dire qualcosa di diverso me lo venga a dire. Io sono stato fin troppo preciso e comunque ho i verbali per le mani compreso la pedissequità degli incontri del Dott. Vito Natale ed il Dott. Rosario Calì, quando ci andava.

FUTURI – Se la vedrà il prossimo sindaco io non ci arriverò a fare questa cosa. Tutto ciò, comunque, va in consiglio comunale.

 

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