Museo e barriere architettoniche – precisazioni UTC Ustica


Scusate se mi intrometto nella discussione, ma mi sembra doveroso ed urgente, soprattutto per tutti coloro che hanno seriamente lavorato e portato avanti con successo questo progetto, un mio chiarimento.

Occorre innanzitutto ricordare che il Museo Archeologico è oggi ospitato all’interno di padiglioni realizzati negli anni trenta e destinati a celle di rigore e alla Direzione del Carcere. E’ composto da quattro padiglioni che originariamente erano posti su quote diverse e raggiungibili solo da gradini.
Inoltre si accedeva ai padiglioni da una angusta e ripida scala.
Il Museo Archeologico è stato progettato e realizzato facendo la massima attenzione nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Tutti gli ambienti sono oggi complanari o raccordati da comode rampe per cui sono facilmente raggiungibili da disabili. Ad esempio il pavimento della vecchia palestra è stato ribassato di 30/40 cm per raccordarsi con la quota del pavimento del primo padiglione. Uno dei bagni è riservato e attrezzato per i diversamente abili. Per raggiungere i padiglioni espositivi serviti dalla ripida scala, il progetto originario prevedeva l’inserimento di un ascensore esterno che sarebbe servito anche per l’accesso degli anziani e per trasportare i reperti più pesanti o delicati. Questa soluzione però è stata bocciata dalla Soprintendenza, occorre che anche i disabili si adeguino alle imprescindibili esigenze dell’Architettura e dei Funzionari della Soprintendenza.

Abbiamo tuttavia superato questa difficoltà acquistando uno “scoiattolo” , un attrezzo meccanico che, montato sotto la carrozzella, consente di salire o scendere la scala. Questa è chiaramente una soluzione di ripiego ma non si poteva montare il classico montascale, con il binario laterale, perchè il vano scala è molto stretto e non avrebbe consentito il passaggio di una carrozzella. Spero di essere stato esauriente e vi invito a visitare il Museo, ne vale veramente la pena!!!!

Giacomo Pignatone

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COMMENTO:

Da Montecorsaro (MC) Mariangela Militello

Principali articoli dalla Legge 236/89

Art. 3 – Criteri generali di progettazione

3.1 In relazione alle finalità delle presenti norme si considerano tre livelli di qualità dello spazio costruito.
L’accessibilità esprime il più alto livello in quanto ne consente la totale fruizione nell’immediato.
La visitabilità rappresenta un livello di accessibilità limitato ad una parte più o meno estesa dell’edificio o delle unità immobiliari, che consente comunque ogni tipo di relazione fondamentale anche alla persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
La adattabilità rappresenta un livello ridotto di qualità, potenzialmente suscettibile, per originaria previsione progettuale, di trasformazione in livello di accessibilità; l’adattabilità è, pertanto, un’accessibilità differita Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
Essa è quindi un livello ridotto di qualità e rappresenta pertanto un’accessibilità differita nel tempo.
Io ho la netta sensazione che si sia mal interpretato il concetto di adattabilità che nella legge è un livello di qualità e non adattabilità dovuta dai diversamenti abili!!!!
Venga cortesemente spiegato come i diversamente abili possono “adeguarsi” alle imprescindibili esigenze dell’architettura e dei funzionari della Soprintendenza…

Grazie

Mariangela Militello

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Da Palermo Eliana Dominici

Sign. Pignatone , quindi il museo è tranquillamente visitibale dai disabili?

L’acensore è dunque in proggetto mi sembra di comprendere………verrano dunque abbattute al più presto ed adeguate al decreto 236/89?

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Da Bologna Andrea Tranchina (Ex Presidente Consiglio Ustica)

Chiudo questa discussione che diventa sempre più penosa, una dichiarazione del genere non si può commentare… “Occorre che anche i disabili si adeguino alle imprescindibili esigenze dell’Architettura e dei Funzionari della Soprintendenza”…… estratto da d.l. “gli edifici pubblici e quelli a scopo sociale (scuola, teatro, ecc.) non devono avere barriere architettoniche perché non si può impedire al disabile di fruire di tali zone. I servizi igienici devono essere accessibili e con il segnale di riconoscimento dietro la porta. Anche gli edifici balneari, di sport e cultura, e le strutture della società delle autostrade, devono essere adeguati ai sensi del Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 236/89, pena la chiusura degli stessi”.

Spero in un futuro migliore.

 

 

 

3 thoughts on “Museo e barriere architettoniche – precisazioni UTC Ustica

  1. Chiudo questa discussione che diventa sempre più penosa, una dichiarazione del genere non si può commentare… “Occorre che anche i disabili si adeguino alle imprescindibili esigenze dell’Architettura e dei Funzionari della Soprintendenza”…… estratto da d.l. “gli edifici pubblici e quelli a scopo sociale (scuola, teatro, ecc.) non devono avere barriere architettoniche perché non si può impedire al disabile di fruire di tali zone. I servizi igienici devono essere accessibili e con il segnale di riconoscimento dietro la porta. Anche gli edifici balneari, di sport e cultura, e le strutture della società delle autostrade, devono essere adeguati ai sensi del Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 236/89, pena la chiusura degli stessi”.
    Spero in un futuro migliore.

  2. Sign. Pignatone , quindi il museo è tranquillamente visitibale dai disabili?

    L’acensore è dunque in proggetto mi sembra di comprendere………verrano dunque abbattute al più presto ed adeguate al decreto 236/89?

  3. Principali articoli dalla Legge 236/89

    Art. 3 – Criteri generali di progettazione

    3.1 In relazione alle finalità delle presenti norme si considerano tre livelli di qualità dello spazio costruito.

    L’accessibilità esprime il più alto livello in quanto ne consente la totale fruizione nell’immediato.

    La visitabilità rappresenta un livello di accessibilità limitato ad una parte più o meno estesa dell’edificio o delle unità immobiliari, che consente comunque ogni tipo di relazione fondamentale anche alla persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.

    La adattabilità rappresenta un livello ridotto di qualità, potenzialmente suscettibile, per originaria previsione progettuale, di trasformazione in livello di accessibilità; l’adattabilità è, pertanto, un’accessibilità differita
    Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
    Essa è quindi un livello ridotto di qualità e rappresenta pertanto un’accessibilità differita nel tempo.

    Io ho la netta sensazione che si sia mal interpretato il concetto di adattabilità che nella legge è un livello di qualità e non adattabilità dovuta dai diversamenti abili!!!!
    Venga cortesemente spiegato come i diversamente abili possono “adeguarsi” alle imprescindibili esigenze dell’architettura e dei funzionari della Soprintendenza…
    Grazie
    Mariangela Militello

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