
Ci siamo imbattuti in un commento, che leggerete in calce, sull’articolo dal titolo “Lo struzzo” che ha suscitato in noi la necessità di puntualizzare (accade pochissime volte) l’aspetto più rilevante della nostra gestione del blog.
Non lo avremmo fatto se l’impostazione data dal lettore al suo commento ci fosse sembrata, pur nella libertà di opinione, non condivisibile sia nell’analisi dell’articolo, sia, soprattutto, nelle conclusioni.
Ciò posto, non ci pare che l’articolo enfatizzasse quelle specifiche capacità predittive del blog che invece sono state colte dal nostro lettore probabilmente per una lettura frettolosa dell’articolo stesso oppure a causa di altro atteggiamento di cui diremo.
Lungi, infatti, dall’assegnarci il merito di aver scoperchiato il vaso di Pandora, ci siamo limitati a ricordare che il comportamento di taluni comandanti ci era parso talmente disallineato dalle condizioni meteomarine rilevabili dai siti specializzati, consultati intorno alle 4,30 del mattino, quali: “bollettino dei naviganti” emesso dall’Aeronautica Militare Italiana, il Meteo.it, 3BMeteo, windfinder, LaMMA ed altri – e non “da qualche sito internet” come il nostro lettore li vorrebbe svilire. Abbiamo ritenuto opportuno segnalare la stranezza a chi di competenza…
Poiché il fatto impattava soprattutto sulla cittadinanza usticese ci piacerebbe conoscere se il Signor lettore ha mai patito l’incertezza dei collegamenti? Ci è sembrato, e ne siamo tuttavia convinti, che fosse il Sindaco la persona alla quale rivolgerci. Purtroppo il riscontro fu, a nostro giudizio, del tutto infelice. E che lo fosse, infelice, lo hanno dimostrato gli sviluppi della vicenda.
Tutto qui.
Anche se è forse meglio ricordare al nostro frettoloso lettore che in Italia (e Ustica è in Italia) il potere inquisitorio è di esclusiva potestà della Magistratura la quale potrebbe aver avviato le sue indagini sulla compagnia di navigazione partendo dall’osservazione di un comportamento inusuale: chissà, magari lo stesso che non solo Ustica SAPE ma anche altri organismi (ricordiamo da ultimo il Codacons) avevano parimenti colto pur senza paventare, come sicuramente anche la stessa Magistratura, il disastro che sembra essersi oggi rivelato. Solo che la Magistratura può indagare e scoprire “falle di 20 cm. negli scafi e che i comandanti viaggiassero con la paura di andare a morire”, mentre il blog, fortunatamente, non ha questo potere né alcun altro potere divinatorio che invece -come sostiene il nostro frettoloso lettore- si vanterebbe di possedere.
Semplicemente, unico avverbio che riusciamo ad apprezzare nella prosa del nostro frettoloso lettore, noi ci limitiamo ad esporre fatti oggettivi ed a commentarli secondo il nostro metro di giudizio. Metro di giudizio che non pretendiamo essere sempre condiviso – altrimenti che blog sarebbe? – ma che assolutamente rivendichiamo essere improntato ad una onestà intellettuale che purtroppo non è patrimonio di tutti come spesso ci capita di osservare.
Ci perdonerà il nostro frettoloso lettore se talune sue espressioni – novelli Bernacca; sindacare sulla serietà della compagnia; un po’ di onestà– ci sembrano strumentali ad una difesa d’ufficio – spontanea? commissionata? captatio benevolentiae? – più che ad un sano contraddittorio. Non avrà letto l’articolo con un pizzico di pregiudizio o di inconfessabile interesse? Un po’ di onestà, per favore…
Pietro Bertucci
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COMMENTO di Antonio Santoro
Mi dispiace, ma non sono totalmente d’accordo. Non credo che nessuno potesse mai, in fondo, immaginare che le cause ricadessero addirittura in falle di 20 cm. negli scafi e che i comandanti viaggiassero con la paura di “andare a morire”. Semplicemente pubblicavate, da novelli Bernacca, bollettini meteo andando a sindacare sulla serietà della Compagnia, sulle reali condizioni meteo e nulla più, con quattro foto allegate prese da qualche sito internet. Un po’ di onesta, per favore…















2 risposte
Caro Santoro, il Sig. Bertucci dice bene in tutto corroborato dal buon senso e dai fatti ed indagini dei giorni scorsi contro la Liberty Lines. Abbiate la decenza di stare zitti.
Sarebbe auspicabile che gli usticesi, stimolati dalla attuale fase di accertamento di eventuali responsabilità su fatti che accadevano sotto I loro occhi, incidenti pesantemente su loro diritti, quali la mobilità, la sicurezza, la salute, prendessero posizione pubblica, tornando ad essere in grado di incidere sulla loro geografica condizione di isolamento, inconcepibile nell’era moderna, in cui tutto il mondo è ad un passo.