Partita di calcio


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Dalla California Agostino Caserta

Altra foto da sogno alla “mille e una notte”. Il tiro sembra una normale rimessa dal fondo del portiere che, spesso, a seconda dei venti, considerate le dimenzioni ridotte del campo, si tramutava in un tiro in porta diretto e insidioso, per il portiere avversario ! Il campetto e’ quello spiazzo di fronte il ristorante “Schiticchio” che confinava con un piccolo campetto di bocce. Quella era la polisportiva usticese degli anni 50-60. Il pubblico sempre numeroso si sedeva dove capitava. La traversa di legno per come si vede sulla sinistra era “stuccata” perche’ dopo un gol in una partita fra ragazzini, ci trovammo aggrappati sulla stessa traversa che si ruppe a meta’, e non vi dico le “ramanzine” che ci siamo dovuto sopportare dai piu’ “grandi”…. La conclusione fu che le prossime porte, dietro mio suggerimento, si sarebbero fatte di ferro, e cosi fu, per come si puo’ constatare nell’attuale campetto del “Mulino a Vento”, ancora esistenti.

Come si nota nella foto il terreno per essere livellato dovette essere sbancato, e qui si tratta di centinaia e centinaia di metri cubi di materiale, tutto lavoro fatto usando i propri polsi, pale, picconi, carriole ecc…dai giovani dell’epoca, Angelo Longo in testa, Mario Cimenti, Camillo e tutti gli altri…..Siccome il lavoro diede i suoi frutti, fu completato rapidamente e soddisfo’ tutti, il campetto successivo, quello del “Mulino a Vento” fu costruito, livellato ( qui con pale meccaniche, offerte dalle ditte locali ), recintato ecc.. di nuovo con l’aiuto di tutti i giovani e non ( Pierino D’angelo – cazzola – in testa, Giovanni Martucci, Enrico Sorce, Franco Pecora ed altri, e questa volta anche con il lavoro di donne perche’ le ragazze cominciavano a praticare sport. Ed oggi ? Oggi, dopo due anni, aspettiamo ancora la burocrazia e le istituzioni…Il movimento p.iva sta ricordando a tutti che : Chi fa da se fa per tre !!

 

 

One thought on “Partita di calcio

  1. Altra foto da sogno alla “mille e una notte”. Il tiro sembra una normale rimessa dal fondo del portiere che, spesso, a seconda dei venti, considerate le dimenzioni ridotte del campo, si tramutava in un tiro in porta diretto e insidioso, per il portiere avversario ! Il campetto e’ quello spiazzo di fronte il ristorante “Schiticchio” che confinava con un piccolo campetto di bocce. Quella era la polisportiva usticese degli anni 50-60. Il pubblico sempre numeroso si sedeva dove capitava. La traversa di legno per come si vede sulla sinistra era “stuccata” perche’ dopo un gol in una partita fra ragazzini, ci trovammo aggrappati sulla stessa traversa che si ruppe a meta’, e non vi dico le “ramanzine” che ci siamo dovuto sopportare dai piu’ “grandi”…. La conclusione fu che le prossime porte, dietro mio suggerimento, si sarebbero fatte di ferro, e cosi fu, per come si puo’ constatare nell’attuale campetto del “Mulino a Vento”, ancora esistenti.

    Come si nota nella foto il terreno per essere livellato dovette essere sbancato, e qui si tratta di centinaia e centinaia di metri cubi di materiale, tutto lavoro fatto usando i propri polsi, pale, picconi, carriole ecc…dai giovani dell’epoca, Angelo Longo in testa, Mario Cimenti, Camillo e tutti gli altri…..Siccome il lavoro diede i suoi frutti, fu completato rapidamente e soddisfo’ tutti, il campetto successivo, quello del “Mulino a Vento” fu costruito, livellato ( qui con pale meccaniche, offerte dalle ditte locali ), recintato ecc.. di nuovo con l’aiuto di tutti i giovani e non ( Pierino D’angelo – cazzola – in testa, Giovanni Martucci, Enrico Sorce, Franco Pecora ed altri, e questa volta anche con il lavoro di donne perche’ le ragazze cominciavano a praticare sport. Ed oggi ? Oggi, dopo due anni, aspettiamo ancora la burocrazia e le istituzioni…Il movimento p.iva sta ricordando a tutti che : Chi fa da se fa per tre !!

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