Progetto ISOLEPLUS – “internazionalizzazione dei beni culturali delle isole siciliane”


[ id=13227 w=320 h=240 float=left]Giorno 16 Giugno 2012 si è svolto ad Ustica, presso il centro accoglienza, in presenza di molti rappresentanti del “Movimento delle Partite IVA” un incontro con la Dottoressa Francesca Conti, delegata dalla Regione Sicilia, sullo sviluppo del progetto ISOLEPLUS – “internazionalizzazione dei beni culturali delle isole siciliane”.

La missione del progetto ISOLEPLUS è quella di definire come rendere attrattive le isole all’interno di un mercato internazionale con l’intento di ampliare la stagione turistica sulla primavera e sull’ autunno, puntando al mercato inglese e tedesco.

Il progetto impegna gli operatori a costruire non prodotti ma esperienze, su cui sviluppare gli strumenti di comunicazione.

Dobbiamo essere capaci di raccontare l’esperienza che si fa ad Ustica e dobbiamo assimilare come dal prodotto si può arrivare all’esperienza (il prodotto è quello che compri mentre l’esperienza è quella che godi).

In progetto comprende 18 mesi, fino a settembre 2013, con un Bilancio di 89.000 euro (marketing interno)

I componenti designati dal Sindaco per Ustica sono Vito AILARA e Salvatore TRANCHINA[ id=13228 w=320 h=240 float=right]

Così Francesca Conti racconta Ustica.

Come in una degustazione, la soddisfazione è creata dalla costruzione di abbinamenti, di temperature, di colori, di sapori, di racconti, così visitare Ustica non è questione di quantità. Quest’isola mignon ha gli elementi dell’esperienza mediterranea e la dimensione dell’isola è variabile in relazione alla curiosità del visitatore e alla capacità di raccontarla di chi accoglie.

Come raccontare l’isola? Questo è stato un argomento centrale degli incontri con gli operatori, alcuni fatti presso le strutture e le aziende, altre in piccole riunioni svoltesi sull’isola tra il 12 e il 15, fino ad oggi – 16 giugno – in cui il progetto è stato presentato presso il centro di accoglienza turistica appena aperto.

Le direttrici del racconto si poggiano su luoghi, attività, persone. Ad un visitatore internazionale, Ustica può parlare molte lingue (l’inglese lo imparerà quest’inverno!):

– quella del paesaggio agricolo, vera storia dell’isola. Dall’alto della montagna si legge in modo evidente e appassionante; si capisce intuitivamente la struttura della comunità, e le suggestioni ottenute si completano visitando un’azienda e gustando a cena la zuppa di lenticchie. Con scarpe da trekking e binocolo per avvistare gli uccelli migratori.

– quella del mare, scoperta moderna ed emozionante, per la fisicità di ciò che si può fare e per la meraviglia di scoprire la varietà della vita nella quarta dimensione, quella “sotto” (il mare). Con pinne e bombole, o boccaglio, ma sempre con scarpette di gomma.

– quella degli uomini, antichi, prossimi e contemporanei. La dura vita dei preistorici, l’ardimento dei naviganti, la fatica dell’isolamento, l’emigrazione, la politica, insomma un racconto dell’isola che stupisce per le connessioni continue con gli eventi del mondo.

Giornate intense, per cui ringrazio Vito Ailara e la sua famiglia – che ha reso possibile organizzare nel breve tempo dato gli incontri con gli operatori, e il Comune di Ustica – per l’invito a presentare il progetto. La cordialità di tutti ha messo i presupposti per un buon lavoro. Il prossimo appuntamento è a settembre, per costruire uno tra tanti racconti, quello da cui incominciare il nostro dialogo con Herbert (D) e Richard (UK), i nostri turisti ideali!

Grazie Ustica!!

 

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