Qui ad Ustica noi facciamo così….


Aldo Cannella 1Prima di esprimere la mia libera opinione in merito alla candidatura di Salvatore Militello desidero farvi leggere il discorso dell’ipotetico Sindaco Pericle agli usticesi del 461 a.C.:

Qui ad Ustica noi facciamo così.
Qui il nostro Comune favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire il Comune, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Ustica noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino usticese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Ustica noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare le cariche pubbliche, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.
Qui ad Ustica noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benchè in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Ustica siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Ustica è la scuola del Tirreno e che ogni usticese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che il nostro paese è aperto al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Ustica noi facciamo così.

Questo libero adattamento del discorso che Pericle rivolse agli Ateniesi nel 461 a.C. oggi rappresenta ancora un sogno e in modo particolare per il popolo usticese che vive l’insularità non più come un privilegio ma come un limite. Io credo invece che questo sogno può ancora avverarsi solamente se si ha la consapevolezza del cambiamento che ognuno di noi deve fare in piena libertà. E’ necessario abbandonare i vecchi rancori, le invidie personali e bandire le polemiche sterili che non portano a nulla se non alla divisione. Occorre eliminare i conflitti di interesse che ostacolano la libera iniziativa pubblica e privata ed isolare tutti coloro che tramano calunnie perché avvelenano l’anima e inibiscono il buon rapporto umano. L’Isola è alla deriva e ce ne siamo accorti tutti ma è per questo che bisogna unire le forze e gridare ad una sola voce i nostri diritti. Mi rendo conto che tutto ciò non è facile ma sicuramente non è impossibile. Bisogna crederci senza “se” e senza “ma” tirando fuori tutto l’amore che ognuno ha dentro per questa terra e per questo mare che il mondo ci invidia. Non disperdiamo il nostro tempo a lamentarci del nostro passato perché solo chi costruisce il proprio futuro ha il diritto di giudicarlo. Per facilitare lo scopo è necessario trovare una nuova guida per il paese capace di sviluppare nuove energie attraverso progetti pratici e concreti per realizzare e soddisfare le aspettative dei tanti usticesi che hanno voglia di lavorare e allo stesso tempo ponendo l’attenzione ai bisogni dei pochi. Questi principi non sono solo alla base delle comunità cristiane ma anche per qualunque comunità che voglia definirsi civile.

In questi ultimi giorni si è parlato tanto della necessità di trovare un nuovo Sindaco per l’Isola e per questo sono state definite le qualità e le capacità che deve possedere per assumere la guida del Paese. Ebbene io credo, come tanti di voi hanno avuto modo di credere, di aver riscontrato queste caratteristiche in un nostro caro concittadino che conosce molto bene le problematiche che affliggono l’Isola ma principalmente perché nell’Isola ci vive: Salvatore Militello.

Proprio in questi giorni ha comunicato di volersi mettere in gioco e non per pura ambizione ma per desiderio di tanti usticesi che sono andati a bussare alla sua porta. L’avere accettato un incarico di così grande responsabilità non può che farci onore visti i tempi difficili in cui ci troviamo.

Ho pure sentito dire che il nuovo sindaco deve avere cuciti addosso i pregi di questo, di quello e di quell’altro. A questi novelli Frankestein consiglio di essere più realistici e camminare con i piedi per terra dentro l’Isola perché in questo mondo nessuno è perfetto mentre a Salvatore Militello non posso che augurare buon lavoro da subito perché il futuro di ognuno di noi incomincia adesso.

Aldo Cannella

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Da Palermo Francesco Menallo 

Beh, almeno per una volta si considera un non usticese ( sia pur deceduto, come Pericle) un modello.
Che sia l’inizio di un’apertura al mondo?!?

 

One thought on “Qui ad Ustica noi facciamo così….

  1. Beh, almeno per una volta si considera un non usticese ( sia pur deceduto, come Pericle) un modello.
    Che sia l’inizio di un’apertura al mondo?!?

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