– Dal 10 agosto scatta il +18% sui traghetti per le isole minori. La colpa, dicono Regione e Società Navigazione Siciliana, è della fine del DL 115/22. I ristori carburante sono finiti. È falso.
I soldi li hanno avuti. E adesso se li riprendono indietro.
Il 16 febbraio 2026 la Regione Siciliana firma il D.D.G. n. 274. Oggetto: accertamento di entrate per 520.203,25 euro. Di cosa si tratta? Di rimborsi che le compagnie di navigazione devono restituire. Ristori COVID e soprattutto contributi carburante DL 115/2022.
Facciamo i conti. Solo la Società Navigazione Siciliana deve restituire 414.897,18 euro. Di questi, 116.476,86 euro sono proprio ristori carburante DL 115/22. Liberty Lines deve restituire altri 105.306,07 euro.
Tradotto: lo Stato nel 2022 ha dato i soldi per calmierare il carburante. Nel 2026 la Regione se li fa restituire. E nell’agosto 2026 dice: “non abbiamo soldi, aumentiamo le tariffe”.
È una scelta politica. Avevano due strade: usare quei 520 mila euro per bloccare l’aumento, oppure incassarli e scaricare tutto sui cittadini. Hanno scelto la seconda.
E per non rispondere, l’aumento non lo firma neanche il Presidente di SNS Carlo Morace. Lo firma un delegato: Edoardo Bonanno. La Regione concorda, ma non mette la faccia.
Nel frattempo c’è un altro problema che non nominano: la Costanza I. La nave è ferma. È entrata in servizio e già non naviga.
Allora creano un caso nuovo per coprire quello vecchio. Distrazione di massa. Si parla di tariffe, non della nave.
Le domande sono semplici. Perché non usate quei 520 mila euro del D.D.G. 274 per neutralizzare l’aumento? Perché Morace e Franza non firmano? Perché la Costanza I è ferma?
Chiediamo la sospensione immediata del +18%, l’utilizzo dei fondi già accertati
Basta scaricare sui cittadini l’inerzia della Regione.
Pino Prestigiacomo















Una risposta
I ladri esistono da sempre questo e un esempio