Riceviamo e pubblichiamo – Riflessioni e domande sulla balneazione nelle calette zona AMP


Allora. Ad Ustica, dando seguito ad un preciso programma elettorale, si intende consentire la balneazione in alcune piccole calette in zona di riserva integrale. Queste calette sono caratterizzate da un fondale basso costituito da miliardi di fragilissimi micro organismi e sono il luogo ideale per la riproduzione dei pesci. Adducendo che l’iniziativa sia stata presa per realizzare il distanziamento sociale imposto dall’epidemia covid19 e che il ministero dell’ambiente abbia approvato l’iniziativa, si sta dando seguito al programma elettorale dell’amministrazione comunale.
Ciò impone varie riflessioni e domande:1)tutti gli elettori dell’attuale amministrazione approvano questa iniziativa e si erano identificati totalmente in questo aspetto del programma della lista vittoriosa? 2)è compatibile questa scelta con la sopravvivenza della riserva? 3)l’amministrazione dell’isola è consapevole del fatto che i turisti vengono sull’isola perché c’è la riserva e non per altri motivi? ;4)se l’iniziativa è realmente motivata dalla necessità del distanziamento sociale e non da motivi riassumibili nella frase “l’isola é mia, comando io e faccio quello che voglio e, soprattutto, il mantenimento della riserva, che ha impedito la costruzione di palafitte come accaduto in altri luoghi di Sicilia, non mi interessa perché sono un uomo, mica un pesce”, perché non si consente l’accesso all’area occupata dall’ex hotel Grotta Azzurra? ;5)a tale area si deve poter accedere liberamente sia perché costituita da demanio comunale vincolato ad uso civico, come cerchiamo di far capire e conoscere a tutta l’isola da 2(due)anni, sia in applicazione delle norme del codice della navigazione, delle norme comunitarie e della legge del 1985 sulla sanatoria edilizia;6)Entrando nello specifico, tutta l’area costiera di Ustica tra la strada perimetrale ed il mare costituisce, dal 18mo secolo, demanio comunale destinato ad uso collettivo (civico), invendibile se non previa procedura di sdemanializzazione, cioè di trasformazione in bene commerciabile, non usucapibile;7)abbiamo informato della opportunità e della necessità di intervenire sindaco, assessori, consiglieri comunali e con delibera consiliare del 9 novembre 2018 è stata istituita una commissione di indagine, presieduta dal presidente del consiglio comunale e dallo stesso MAI riunita”;8)ciò è avvenuto dopo una richiesta di inserimento all’ordine del giorno della minoranza e dopo che Ustica sape aveva trattato l’argomento, totalmente ignorato dall’amministrazione che aveva ritenuto di non dare seguito né di rispondere alla mia richiesta di informare la cittadinanza di ciò che era noto certamente a chi aveva, in passato, gestito uffici comunali da dirigente e quindi aveva avuto diretta conoscenza della documentazione in mio possesso, estratta in copia dagli uffici per la liquidazione degli usi civici, ospitati dall’assessorato agricoltura nella sede prossima all’ex “grande Migliore” e non in quella all’angolo di via Notarbartolo.
Il seguito ad una prossima puntata.
Francesco Menallo

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