Riceviamo e pubblichiamo – Voto di scambio, parla Cordaro:”Procura, che errore grossolano…”


Scritto da Maria Teresa Camarda
il 16 Marzo 2019 – 16:57

L’INCHIESTA

L’assessore, coinvolto nell’inchiesta di Termini Imerese. “Sono estraneo e non sono un pregiudicato: i pm mi hanno confuso con un omonimo”.

PALERMO – “Sono del tutto estraneo alle accuse che mi rivolgono”.

È così che l’assessore Toto Cordaro, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Termini Imerese per voto di scambio, ha esordito alla conferenza stampa che ha convocato “con urgenza” questo pomeriggio “per mettere insieme alcuni pezzi del puzzle”. L’assessore regionale al Territorio e Ambiente ha trovato quello che indica come un “macroscopico errore” nell’ordinanza della magistratura: “Mi contestano una recidiva generica, ma la recidiva – spiega – riguarda soltanto i pregiudicati. Io non lo sono”. Cordaro, dopo aver fatto un accesso agli atti, ha scoperto che quella recidiva segnalata dalla Procura di Termini riguarda un suo omonimo, nato lo stesso giorno e lo stesso mese ma di qualche anno più tardi e condannato per lesioni personali e omicidio colposo. “Faccio l’avvocato da 25 anni e una cosa del genere non mi era mai successa. Una tale superficialità desta in me una grandissima preoccupazione”, ha detto Cordaro.

Inoltre, secondo il racconto dell’assessore, in un altro passaggio dell’ordinanza ci sarebbe scritto “Salvatore Cordaro, detto Totò: bene – precisa l’esponente del governo regionale – sanno tutti che io non sono Totò ma Toto, quindi è lecito che io mi domandi se davvero stanno parlando di me in questa inchiesta, anche perché le accuse non riguardano nemmeno le mie elezioni ma le elezioni di Termini Imerese”.

“Sono stupito per l’indagine in corso che riguarda anche me”, ha aggiunto. “Non capisco quale sia il ruolo che mi attribuiscono in questo reato, ma non volendo omettere nulla, parlerò meglio della mia difesa quando avrò le carte. Però se questo è l’approccio c’è una grossolana superficialità che ha già creato un danno grandissimo alla mia immagine e a quella del presidente della Regione Musumeci che avrebbe messo in giunta un pregiudicato. Nonostante abbia fiducia nel lavoro della magistratura, mi riservo di agire per difendere e tutelare la mia immagine”.

Fonte: LiveSicilia

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