Ricordo di un carissimo indimenticabile Amico


E così te ne sei andato. Te ne sei andato anche tu.

Oggi sto rivivendo lo stesso stato d’animo di 35 anni fa, quando a lasciarmi fu mio padre.

La stessa sensazione di vuoto, di consapevolezza che domani sarà diverso.

Ma anche oggi, come allora, non sono triste, sono molto addolorato certo ma non triste.

Non sono triste perché so di avere mille e mille aneddoti, situazioni, frasi che mi ricorderanno sempre la tua allegria, il tuo umorismo e i bellissimi momenti trascorsi in compagnia dei nostri amici.

Sarà dura non sentire più la tua voce chiamare…Paluu… Quando mi chiamavi ti sentivano fino a Tramontana!

Le risate a crepapelle per i nomi che storpiavi… Ricordo una volta, pranzando assieme davanti alla televisione, stavano trasmettendo una pubblicità ma non feci subito caso di cosa si trattava. Ad un certo punto mi chiedesti: Palu, dimmi un po’, ma che sapore ha stu Yoigis… io non mai l’ho assaggiato. Mi resi poi conto che lo Yoigis era lo yogurt. YOGURT, “Zio Angelo…si dice YOGURT!”

“Ecco, con te non si può sbagliare di una sillaba!”

Mi mancherà da morire il non vederti apparire nel mio giardino, dall’ingresso che dà verso casa tua quando, rientrando dal paese verso le 11.00 e sentendo vociare, entravi e ti sedevi con noi e i nostri ospiti per un caffè o un grappino. Dopo solo dieci minuti eri tu che tenevi banco. Non importa se c’erano italiani, francesi tedeschi o giapponesi, eri tu l’anfitrione!

Sono sicuro che ora, seduto a tavola con San Pietro, gli angeli e i santi, sarai sempre tu a dominare la scena e a farli ridere tutti come matti.

Dolore, certo ma non tristezza. Penso che sia lo stesso stato d’animo che provano tutti quelli che oggi sono qui per darti l’ultimo saluto. Tutti ricorderanno con grande serenità e grande affetto la tua voce e la tua presenza in piazza.

Ci sono uomini che vivono tutta la loro esistenza senza dare importanza all’amicizia, al piacere di stare assieme, al piacere di donare. Vogliono stare soli e pensano che l’unica cosa per cui valga la pena vivere è il successo e l’accumulare ricchezza. Spesso non sono mai contenti e vogliono sempre ottenere di più. Quando poi arriva il loro momento e lasciano questa terra, muoiono, semplicemente muoiono. E molte volte, con il tempo, muore anche il loro ricordo.

Altri invece vivono con la serenità e la pace nell’animo. Non hanno grandi aspirazioni, anche se lavorano duramente per migliorare il loro tenore di vita e quella dei loro figli. Amano il loro lavoro e la loro terra e sono felici di quello che riescono a realizzare. Sono generosi, donano senza necessariamente chiedere qualcosa in cambio. Anche per loro giunge la fine, ma con una grande differenza: loro non muoiono. Sono immortali.

Angelo, tu sei uno di questi uomini.

Ci sarà sempre qualcuno che guardando un viso sorridente e felice penserà a quello tuo.

Ci sarà sempre qualcuno in piazza che, sentendo una voce squillante e allegra, penserò a quella tua e ti cercherà con lo sguardo tra la gente.

Ci sarà sempre qualcuno che, guardando una pubblicità dello yogurt, ti sorriderà.

Ciao Angelo, ti voglio bene.

Paulo Piumatti (Paluzzu)

Rispondi con il tuo Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.