Ringraziamenti per gli auguri di compleanno ricevuti da Ustica e, a seguire,  appello.


Giornata carica di forti emozioni per me quella di ieri. Con grandissimo piacere rilevo che tanti dei 350 e passa messaggi augurali in occasione del mio 85° compleanno mi sono giunti da Ustica. Ringrazio sentitamente e doverosamente parenti, amici e conoscenti isolani per il gentile e gradito pensiero che per l’occasione hanno avuto nei miei riguardi.

Lettori tutti di Usticasape, ormai ho un’età in cui se hai da fare qualche esternazione falla subito perché potresti non avere più il tempo, per cui utilizzo immediatamente questo spazio cortesemente riservatomi per una digressione che porto, come si dice in gergo burocratico,, “alla vs. cortese attenzione”.

Se c’è un rammarico che mi porto appresso è quello di non avere avuto la opportunità di coprire un ruolo, anche piccolo, all’interno della locale Amministrazione comunale; in più di una occasione elettorale per decisione del popolo sovrano usticese verso il quale ho sempre avuto il massimo rispetto. Sia chiaro non per ambizioni personali e promozioni ideologiche ma per il piacere ed il dovere di rappresentare una figura, che io sappia localmente sempre mancata, quella di “mediatore” fra parti politiche in perenne conflitto a mio giudizio, e non solo mio, autolesionistico.

Non so se fossi riuscito nel tentativo di conciliazione o avessi fallito, quantomeno mi sarei fortemente impegnato in tale direzione. Per le note mie “radici” mi sono sempre sentito isolano nel cuore e soffro tremendamente quando rilevo che da quelle parti l’azione del litigare è prevalente su quella del dialogare; un’anomalia, alla quale sarebbe ora che tutti dimostrassero, non a parole ma nei fatti, la volontà di voler porre fine per il bene di Ustica.

Mi autonomino “mediatore privato” e lo faccio con la speranza (o l’illusione?) che sarò da quelle parti ascoltato: benessere e progresso dell’isola non si raggiungerà mai e poi mai se divisi ma, pur nella diversità ideologica, tutti, ripeto tutti, se responsabilmente “UNITI”.

Addetti usticesi ai lavori istituzionali, uomini e donne, giovani e meno giovani, di buona volontà, fate che al più presto un povero vecchio possa vedere, fonte poetica parafrasata, “l’alba di un giorno in cui questo accadrà …

Mario Oddo

 

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