EDITORIALE
Carissimi Amici,
Sono trascorsi tre mesi da quando comunicai la mia volontà di chiudere l’attività di informazione sociale e politica di Ustica S.A.P.E in favore della popolazione usticese cui appartengo e cui sono legato da vincoli la cui natura non necessita di aggettivazioni per definirne il valore ed il profondo significato.
Tre mesi che a me sono parsi interminabili, nel corso dei quali mi sono imposto di rivivere introspettivamente, pur nei limiti della mia capacità, l’esperienza legata alla mia opera personale ed editoriale, al mio rapporto con la gente, con le Istituzioni locali che tanta influenza hanno sulla realtà quotidiana della popolazione. In una parola ho cercato di fare un esame di coscienza che mi portasse ad individuare la qualità espressiva legata al mio sentirmi ed essere cittadino libero, ed alla mia capacità di comunicazione con i lettori.
Non è stato facile.
Non è mai facile leggersi dentro l’anima. Corri il rischio di notare aspetti che non avresti voluto identificare, di riconoscere errori che non avresti voluto compiere, di scoprire atteggiamenti e posizionamenti umorali che hanno potuto turbare la serenità altrui. Circostanze nelle quali può imbattersi chiunque voglia impegnarsi ad assumere una veste di rappresentanza delle necessità e della vita altrui, di interpretarne i bisogni, di dargli quella voce che altrimenti non avrebbe avuto, di cui assumere volontariamente e doverosamente ogni responsabilità anche, talvolta, mettendo a tacere la propria moderazione, la propria prudenza, se non l’infingardo “cui prodest?”. Ma anche scoprendo di aver spesso assunto iniziative che, poste sotto la lente della propria e dell’altrui valutazione morale, avevano e continuano ad avere il sapore della giusta causa e della difesa disinteressata di valori e specifici interessi comuni a tanti.
Ma, in un momento di immane disagio morale e materiale dell’umanità, la S. Pasqua è scesa come sempre fa tra gli innumerevoli cuori che sentono imperioso il bisogno della Pace e non poteva esserci circostanza più idonea a dare un taglio alle mie esitazioni ed ai miei travagli, a riaprire anche il mio cuore alla gioia profonda di comunicare ai miei amici usticesi e non, che vivano a Ustica o da essa siano lontani, che UsticaS.A.P.E. intende riprendere il quotidiano contatto umano e editoriale con la vita di Ustica.
Per evitare interpretazioni non idonee alla circostanza, desidero – ed è bene farlo per correttezza – puntualizzare che non sono venute meno molte delle ragioni che indussero la chiusura delle pubblicazioni; esse restano alla base di un ragionamento che ha scandagliato eventi e loro conseguenze, prese di posizione contrarie e vaniloquenti e cognizione della inutilità di un impegno sterilizzato da risultati incerti o controversi. È, però, venuta meno la visione sovente conflittuale con cui abbiamo invano cercato di dimostrare da quale parte potessero stare le ragioni e il disagio provato nel prendere atto che certe discutibili ragioni trovano linfa in radici profonde difficilmente estirpabili in un contesto socio-politico di particolare natura quale quello usticese.
Lo fa per corrispondere con altrettanta amicizia alle numerosissime persone che in questo periodo mi sono state vicine manifestando affetto per la mia persona e insospettato rimpianto per la mancanza di un riferimento divenuto familiare quale l’informazione di Ustica S.A.P.E. era riuscita ad essere. Sono grato a tutti di tutto ciò, e mi sento ulteriormente stimolato a proseguire con immutato entusiasmo nel mio impegno al servizio della comunità.
Lo fa con decisione ferma perché ha fede nel suo ruolo di portavoce sociale e politico di quella comunità; perché continua a credere nella necessità di un supporto fedele alla dialettica leale tra le Istituzioni e la società civile e perché ha contezza dell’esigenza di ricostituire con la comunità usticese un rapporto di comunicazione che, pur se cessato nella sua forma editoriale, non si era mai interrotto nel rapporto personale.
Lo fa perché continua a sperare, con la propria anche talvolta scomoda presenza, di riuscire a scuotere dalle fondamenta l’immobilismo delle coscienze assopite. Alla luce dell’esperienza fatta nel tempo, ciò potrà apparire velleitario se non addirittura utopistico ma è il segnale della propria intenzione di continuare a confidare nella disponibilità di tutti ad un dialogo leale e aperto, a rifuggire dal pavido bisbiglio per manifestare palesemente e senza alcun timore il proprio pensiero. Lo fa perché crede nell’esigenza di unione della comunità nella costruzione del proprio presente e ancor più del proprio futuro, per i propri figli e per i propri nipoti, perché, come ha già detto tempo fa, crede di poter continuare a promuovere il sentimento di una “Comunità solidale”.
Lo fa e lo dichiara solennemente non per rinfocolare il malcontento sotto traccia, non per aizzare “contro”, non per un vano desiderio di inutili rivincite ma per stimolare nell’animo delle persone meritevoli di attenzione personale e pubblica ogni reazione positiva e utile a contrastare le negatività che la vita quotidiana determina.
La S. Pasqua è gioia cristiana, è invito alla comunione tra gli uomini, ma porta insito nel suo nome anche il significato di cambiamento, di una irrinunziabile presa di coscienza che dovrebbe indurre l’umanità in aperta guerra a posare le armi ed a credere nella necessità di una convivenza razionale che non vuol dire supina passività alla violenza o alla sopraffazione ma capacità di discernimento delle cause e saggezza nella reazione ad esse.
UsticaS.A.P.E., nella limitazione delle sue dimensioni e capacità, riapre il contatto con ogni espressione della società usticese proprio con questo spirito di comprensione razionale dei fenomeni sociali che sotto tutti gli aspetti possano interessarla. Non sarà di certo atona o timorosa ma in essa non troverà luogo la polemica quando questa potesse apparire inutile o vana; in ogni circostanza si abbasseranno i toni della comunicazione e sarà lasciato, come è sempre avvenuto, lo spazio dovuto alle libere, purché corrette, interpretazioni di realtà confutabili. Nel rispetto della propria linea editoriale non si additeranno malignamente colpevoli ma – è la coscienza dei cittadini liberi cui UsticaS.A.P.E intende dar voce, che lo richiede – non verranno taciute verità anche scomode, le innegabili evidenze di atti contrari all’interesse precipuo della comunità, i malevoli e intollerabili pregiudizi che si oppongono strumentalmente alla verità delle cose.
Tutto ciò con l’auspicio che le critiche costruttive non vengano mai considerate penoso malanimo verso qualcuno ma, al contrario, contributi attivi e finalizzati alla eliminazione o alla correzione di quegli atti.
Questo lo spirito nuovo che anima me, fondatore ed unico responsabile di questa tribuna popolare, e quanti con me negli anni hanno cercato, di alleviare un compito che quegli stessi anni, divenuti frattanto la mia pesante età anagrafica, hanno reso gravoso.
Ognuno lo ha fatto con il proprio stile e la propria personalità ma tutti con uguale amore per Ustica.
Auguri, amici miei usticesi.
Al Sig. Sindaco Militello, all’intera Amministrazione Comunale, al Rev.do Parroco don Olszewski, alle altre autorità militari e civili dell’isola, agli anziani in difficoltà, a chiunque in questo momento viva una sofferenza per la perdita di un congiunto o altro, giunga da parte mia e da tutti i collaboratori di UsticaS.A.P.E. l’augurio fervido che questa Pasqua possa portare al vostro cuore e nelle vostre famiglie una pace vera, incondizionata, alimentata da rapporti tenuti insieme con la forza della ragione, del confronto e, nei limiti del possibile, da quella del cuore.
Con affetto per tutti.
Ustica 05 Aprile 2026
Pietro Bertucci















8 risposte
Grazie Pietro per avere intrapreso il servizio ustica sape che mancava tanto
Beh, speriamo sempre che la ragionevolezza, specie in momenti così difficili, abbia il sopravvento sui pre- giudizi; se non dovesse accadere, sarà la storia a costringere tutti a farlo e ci vorrà, ahimè, molto più tempo e molte più sofferenze di quelle già patite
Caro Pietro,
sono molto contento, che tu ha deciso di continuare. Perchè anche per me, in Germania e un collegamento amichevole. Ho tanti ricordi belli.
Buona Pasqua Gabriele Santaniello
Grande Pietro !!!
“Non ti curar di lor, ma guarda e passa” cit.
Per conto di Pietro Fiorito
Come al fratello maggiore porgo il mio: “Bentornato a casa caro Pietro”, dire che ci sei mancato è semplicemente banale.
Forse per alcuni (spero pochi) sei un grande rompiscatole, e ogni qualvolta ti leggono arricciano il naso sotto forma di disapprovazione, ma è proprio dal confronto che Ustica ne può soltanto beneficiare.
Comunque è la Tua salute il fattore più importante e che mi preme assai, oramai conosco bene il tuo carattere e so che non sei un tipo facile alla resa.
Starai sempre lì vigile sui problemi che affronterà l’isola, e li esaminerai tuo malgrado con tanta passione provando ahimè anche tanto dolore.
Quindi non posso fare altro che augurarti un grande Buon Lavoro, e soprattutto lunga vita alla “Voce” libera e mai al “Silenzio” omertoso.
Un grande e affettuoso saluto, Pietro.
Grazie Pietro|
Bentornato, Pietro! Ci sei mancato. Massimo Caserta.
Apprendo, per caso, della riapertura di Usticasape, circostanza non inaspettata, nella quale avevo confidato da tempo.
“Nemo propheta in patria” è la classica espressione, tratta dai Vangeli, con la quale tu, Pietro, amico affabulatore non solo digitale, stai facendo i conti da lungo tempo.
La vivi, la pratichi, la immedesimi, e ti crea disagio, insoddisfazione, ma bisogna prenderne atto, purtroppo.
Sarà bello e interessante continuare a seguirti, vivere quel briciolo di atmosfera isolana che tiene desto un ricordo e una promessa di ritorno non ancora mantenuta.
Chi si collega al sito rimane debitore della prossima visita.
La tartaruga Ustica attende di manifestarsi nuovamente dagli oblò dell’aliscafo e dai finestroni della nave e materializzarsi dai fondali che fanno da piedistallo al cielo.
Un nuovo ritorno merita un augurio di buona prosecuzione e un virtuale abbraccio.
A presto.