Sette giorni ad Ustica in “agro – dolce”…


I magnifici 7. No, non mi riferisco al celeberrimo film western ma ai piacevolissimi giorni che ho trascorso nell’Isola nella tradizionalmente chiamata “settimana di San Bartolo” durante la quale ho preso degli appunti da “oriustiggiante”, (neologismo da me creato per l’occasione), mix tra oriundo usticese e villeggiante. Li propongo alla vostra paziente lettura. All’andata nel mettere piede all’interno della nave veloce “Isola di Vulcano” noto immediatamente (ne ho già parlato) che la sporcizia dei vetri impedisce ai passeggeri di godersi lo splendido panorama ed inoltro all’ex Siremar tramite il nostro Sito un appello alla … trasparenza. Mi imbarco al ritorno ed il mio sguardo si posa speranzoso sugli stessi vetri; subito mi viene in mente la famosa canzone anni ’60 cantata da Tony Dallara “come prima …” in pratica “status quo ante” se mi è permesso un piccolo sfoggio di cultura classica. Resto sul tema mezzi di trasporto via mare. L’altro giorno l’aliscafo “Mantegna” parte da Palermo arriva a capo Gallo e torna indietro per un ennesimo problema tecnico. All’indomani, riconoscendomi, mi ferma in piazza un passeggero (molto avanti negli anni) una delle tante “vittime” di quel dietro-front; era tremendamente incazz…, pardon, arrabbiato; ne raccolgo lo sfogo: “ lo scriva, lo scriva per cortesia … vorrei sapere perchè la Compagnia delle Isole insiste ancora nell’utilizzare mezzi che hanno partecipato…allo sbarco in Normandia ! Lo accontento e per competenza giro la domanda alla Direzione. Passo ad altro argomento, non poteva mancare: il mare. Voi forse non ci avete mai fatto caso ma Ustica oltre ad essere il paradiso dei subacquei lo è anche per coloro che praticano attività alto-montane; infatti solo se possiedi collaudate doti di esperto arrampicatore lungo le asimmetriche rocce nere che portano alle calette riesci a fare il bagno altrimenti rischi giornalmente di non riuscire nell’impresa perchè una rovinosa caduta è sempre potenzialmente in agguato pronta a rovinarti le vacanze. Ora dico io, ma non si potrebbero risparmiare a turisti e residenti questi pericolosi esercizi di equilibrismo alpinistico mediante la messa in opera durante il periodo pre-estivo di semplici passarelle in cemento tali da consentire un più comodo accesso al mare ? “No, la salvaguardia dell’ambiente prima di tutto” tuonerà forse qualcuno. Scusa Totò, posso usare una delle tue tante battute ? Grazie ! … ma mi faccia il piacere !!! Riesco a raggiungere l’acqua, mare calmo modello-lago condizioni ideali per fare un bagno favoloso ma non avevo fatto i conti con una medusa che implacabilmente mi aspettava al varco. Un improvviso bruciore lungo l’avambraccio, fastidiosissimo ai limiti della sopportabilità, nulla di grave comunque. Ma più fastidio ancora mi ha dato quel ragazzino nelle mie vicinanze in continua immersione con tanto di maschera da sub e regolamentare retino con compiti di “avvistatore” il quale un attimo prima che la medusa mi prendesse emerge e con espressione trionfale mi assicura: “senta, può fare il bagno, non ce ne sono più (!), “l’avissi ammazzatu”. E’ proprio vero, fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Infine altra “nota dolens”, quello della benzina che non c’era. Tutti a secco. Al distributore di benzina code interminabili che neanche al casello di Melegnano il giorno del controesodo dal Ferragosto. Auto e moto dei privati fermi, mezzi del servizio pubblico ai limiti dell’interruzione, lunghe attese alle fermate (un turista prima che arrivasse l’autobus ha avuto il tempo di completare tutti i cruciverba della Settimana Enigmistica e finalmente una volta salito l’ha dovuta buttare a terra perchè la circolare era talmente pieno che non c’entrava neanche il settimanale). Motorizzati alla disperata ricerca del prezioso carburante girovagavano con i contenitori portatili in mano. Sull’Isola esplode una nuova moda: gli uomini in … tanca. Ci ho scherzato sopra e spero di non avervi annoiato; i miei appunti di “oriustiggiante” terminano qui tra vetri sporchi, aliscafi obsoleti, rocce da scalare, meduse insolenti e mezzi in sosta obbligata. Ma il soggiorno nelll’Isola sia chiaro non è fatto di ombra ma anche di tanta luce (tranne ogni tanto che se ne va per pochi minuti). Enrico IV di Borbone mi perdonerà se proprio per finire oso parafrasare una sua arcinota battuta: Signori turisti, Ustica val bene una “messe” (di piccoli imprevisti).

Mario Oddo

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COMMENTO

Da Emanuele Basiele

Egr.Sig.Oddo

mi permetta di chiarire gli interrogativi:

“perchè in fase progettuale non si preferisce il vetro (pulibile) al plexiglass ? non è che sull’altare del risparmio si sacrifica il diritto del passeggero a godere del panorama ?”

Il polimetilmetacrilato (Plexiglas)Di norma è infrangibile,brucia a temperature superiori a 460°Per queste caratteristiche è usato nella fabbricazione di vetri di sicurezza e nei presidi antinfortunistici,ma è più tenero e sensibile ai graffi e alle abrasioni.

Prezzo/m² 158,72 EUR incluso19% IVA, più taglio a misura e Spese di spedizione (fonte web) Ovvia deduzione :la sicurezza prima di ogni altra cosa.(necessaria una radicale manutenzione….si) grazie per l’attenzione.

Emanuele Basile

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Mario Oddo chiarisce 

Egr. Sig. Basile accolgo volentieri l’invito alla sostituzione; resta il fatto che il passeggero medio, tra i quali ci sono io, non essendo addentro alla sottigliezza tecnica da lei precisata ne ricava una sensazione di sporcizia. E poi se l’opacizzazione è inevitabile causa agenti atmosferici perchè in fase progettuale non si preferisce il vetro (pulibile) al plexiglass ? non è che sull’altare del risparmio si sacrifica il diritto del passeggero a godere del panorama ? Approfitto per rispondere anche alla “provocazione” di Nuccio. Chi, al di la di qualche incidente di percorso che possa essere capitato, mette in dubbio la qualità, la genuinità, la varietà, la fantasia, il servizio che offre la ristorazione pubblica di Ustica i casi sono due: o non si è mai seduto in vita sua al tavolo di un qualsiasi ristorante dell’Isola o è uno sprovveduto, peggio ancora se è un giornalista a caccia di sensazionalismi ad ogni costo. E ce ne sono !

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Da Emanuele Basile

l’espressione:

“la sporcizia dei vetri” impedisce ai passeggeri di godersi lo splendido panorama.
Ammettendo che: sostanzialmente il piacere di una chiara visione è preclusa .
personalmente la sostituirei con:
il” vetro (plexiglass)opacizzato (da agenti atmosferici)”impedisce ai passeggeri di godersi lo splendido panorama.

Escludendo il concetto di sudiceria.

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Dalla California Agostino Caserta

Caro Mario,se mi permetti, una domanda : ” durante il tuo bel soggiorno ad Ustica hai mangiato carne o pesce ?”.

4 thoughts on “Sette giorni ad Ustica in “agro – dolce”…

  1. Caro Mario,se mi permetti, una domanda : ” durante il tuo bel soggiorno ad Ustica hai mangiato carne o pesce ?”.

  2. l’espressione:
    “la sporcizia dei vetri” impedisce ai passeggeri di godersi lo splendido panorama.
    Ammettendo che: sostanzialmente il piacere di una chiara visione è preclusa .
    personalmente la sostituirei con:
    il” vetro (plexiglass)opacizzato (da agenti atmosferici)”impedisce ai passeggeri di godersi lo splendido panorama.

    Escludendo il concetto di sudiceria.

  3. Egr. Sig. Basile accolgo volentieri l’invito alla sostituzione; resta il fatto che il passeggero medio, tra i quali ci sono io, non essendo addentro alla sottigliezza tecnica da lei precisata ne ricava una sensazione di sporcizia. E poi se l’opacizzazione è inevitabile causa agenti atmosferici perchè in fase progettuale non si preferisce il vetro (pulibile) al plexiglass ? non è che sull’altare del risparmio si sacrifica il diritto del passeggero a godere del panorama ? Approfitto per rispondere anche alla “provocazione” di Nuccio. Chi, al di la di qualche incidente di percorso che possa essere capitato, mette in dubbio la qualità, la genuinità, la varietà, la fantasia, il servizio che offre la ristorazione pubblica di Ustica i casi sono due: o non si è mai seduto in vita sua al tavolo di un qualsiasi ristorante dell’Isola o è uno sprovveduto, peggio ancora se è un giornalista a caccia di sensazionalismi ad ogni costo. E ce ne sono !

  4. Egr.Sig.Oddo
    mi permetta di chiarire gli interrogativi:
    “perchè in fase progettuale non si preferisce il vetro (pulibile) al plexiglass ? non è che sull’altare del risparmio si sacrifica il diritto del passeggero a godere del panorama ?”
    Il polimetilmetacrilato (Plexiglas)Di norma è infrangibile,brucia a temperature superiori a 460°Per queste caratteristiche è usato nella fabbricazione di vetri di sicurezza e nei presidi antinfortunistici,ma è più tenero e sensibile ai graffi e alle abrasioni.
    Prezzo/m² 158,72 EUR incluso19% IVA, più taglio a misura e Spese di spedizione (fonte web)
    Ovvia deduzione :la sicurezza prima di ogni altra cosa.(necessaria una radicale manutenzione….si)
    grazie per l’attenzione.
    Emanuele Basile

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