Ustica, come una cattiva amministrazione può distruggere l’immagine di una bella Isola


Ieri sera,  3 luglio 2017  intorno alle ore 22,45,  il signor P.R. è stato trasportato da amici presso  la locale  sede della guardia medica per accertamenti, a seguito di un improvviso malore.

Il medico di turno, assistito da altri colleghi,  accertate le non rassicuranti condizioni del paziente,  ha richiesto l’intervento dell’elisoccorso.

Da questo momento, come da prassi, il medico cerca l’autista designato alla guida dell’ambulanza, ma dal contattato (o dai contattati) la risposta è stata perentoria: “ non posso intervenire senza una precisa autorizzazione… il capo Ufficio Tecnico, dal quale io dipendo, mi ha detto che sono autorizzato a guidare il pullman e non l’ambulanza…”).
Probabilmente anche l’autista era a conoscenza che la guida di un’ambulanza richiede requisiti e autorizzazioni necessarie per la conduzione di mezzi speciali, usati per effettuare un servizio salvavita.

I medici, in chiara difficoltà, dal momento che amici del giovane con normale patente  si erano messi a disposizione per la guida dell’ambulanza, hanno chiesto la disponibilità a Nino (ex autista ufficialmente autorizzato) che  ha accettato  e al quale rivolgiamo sentiti ringraziamenti…
Intanto si era perso tanto tempo, fortunatamente senza conseguenze!
Per ultimo e non ultimo mi sento di ringraziare il Comandante la stazione Carabinieri di Ustica che, messo a conoscenza della situazione, è  andato ad  accendere le luci dell’eliporto e ha lasciato un carabiniere all’esterno della sala medica per informazioni in merito all’evolversi della situazione.

La preoccupazione dei medici e lo sdegno dei presenti, per questa brutta vicenda, è stato indescrivibile.  Una vicenda che denota la sciatteria, l’impreparazione e   l’inadeguatezza di questa amministrazione  che trasmette all’esterno l’idea di un degrado che non ci dovrebbe appartenere.

Un ponderato suggerimento al sindaco:- “In questo momento ci vuole più coraggio a restare “ancorato” alla poltrona che mollare gli ormeggi…”

PB