Ustica, “isola Covid Free”


Carissimo Sindaco, mi sembra di avere compreso che volendo fortemente che Ustica risulti “isola Covid Free” sarà necessario esibire le attestazioni di vaccinazione o di tampone delle ultime 48h. È una validissima idea che mette al riparo sia i residenti che tutti coloro che mettono piede nella perla nera del Mediterraneo da alti rischi di contagio. Inoltre Ustica, in tal modo, tornerà a essere meta turistica ancor di più degli ultimi anni, perché chi verrà per la prima volta non potrà che innamorarsene e tornare ancora, ancora e poi ancora. Pertanto, desidero esprimerle tutta la mia ammirazione e soddisfazione auspicando che si faccia in modo, ovviamente anche con il suo intervento, che al porto di Palermo, oltre che a quello di Ustica, vengano rigorosamente eseguiti tutti i controlli anzidetti al fine di tutelare l’intera isola.
Cordialmente
Vincenzo Maria Maniaci

Isole covid free, Lampedusa in piazza per chiedere i vaccini mentre Ustica sogna l’immunità

Imprenditori, commercianti, albergatori e cittadini di Lampedusa, insieme con il sindaco Totò Martello, si sono dati appuntamento questa mattina in via Roma, la principale strada dell’isola, per un flash mob organizzato con l’obiettivo di richiamare l’attenzione del governo e del commissario Covid sulla necessità di vaccinare i cittadini delle Pelagie, e delle altre isole minori. L’iniziativa, che si è svolta nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, è stata promossa dai rappresentanti di Federalberghi, associazione Imprenditori, Consorzio Balneare, associazione Armatori e CoGePa.

“Rendere le nostre isole covid-free non significa solamente salvare la stagione estiva e sostenere il turismo, che per noi rappresenta la principale fonte di economia – dicono i responsabili delle associazioni che hanno promosso il flash-mob – vaccinare i cittadini delle isole è una vera e propria necessità perché qui non abbiamo un ospedale, a Lampedusa e Linosa anche gli interventi sanitari ordinari possono trasformarsi in emergenze”.

Al loro fianco l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Totò Martello. “Siamo stati i primi a chiedere una vaccinazione generalizzata per i cittadini delle isole minori – dice il primo cittadino – e qui in particolare è ancora più urgente poiché siamo un territorio di confine. Mi auguro che il governo ed il commissario Covid comprendano che le motivazioni alla base della nostra richiesta sono giuste, e meritano una risposta immediata”.

Qualche ora prima Giandamiano Lombardo presidente Federalberghi Isole Pelagie, Salvatore Cappello presidente Associazione Imprenditori Isole Pelagie, Fabio Teresa presidente Consorzio Balneare Isole Pelagie avevano imviato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del consiglio Mario Draghi per chiedere che vengano vaccinati subito tutti gli abitanti delle isole.

Intanto, Ustica sogna l’immunità di gregge. Nell’isola di fronte il capoluogo siciliano il 60% degli abitanti ha già ricevuto almeno la prima dose di vaccino. E adesso si punta a diventare la prima isola italiana covid free: “Mancano all’appello solo 350 persone, ma serve il via libera del governo nazionale per la fascia 16- 59 anni”, dice a Repubblica il sindaco Salvatore Militello, che ha scritto al commissario nazionale Francesco Paolo Figliuolo e al governatore Nello Musumeci.

Ustica scommette sui vaccini per tutti. Il sindaco: “Saremo la prima isola Covid free della Sicilia”

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Isole covid free, dopo le polemiche Ustica è già pronta ad accogliere

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Covid, è morto ex sindaco di Misilmeri e sindacalista 


Totò Badami, 64 anni, ex sindaco di Misilmeri e sindacalista storico della Cisl, ieri è morto. Da una settimana era ricoverato in ospedale nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cervello. In pochi giorni la situazione è precipitata.

“Badami stava bene – raccontano alcuni amici di Misilmeri -. Era sempre impegnato per il sindacato. Un uomo sempre molto disponibile e molto attivo. In una settimana questo terribile virus lo ha strappato alla sua famiglia che amava tanto e ai suoi amici. Terribile. Sappiamo che non c’è stato nulla da fare. I medici hanno tentato di tutto per salvarlo”. Badami era segretario in carica della Federazione nazionale pensionati della Cisl di Palermo e Trapani. In passato è stato segretario della funzione pubblica.
Ha fatto parte della Commissione Sindacale del Comune di Ustica.

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CONDOGLIANZE

Da Ustica Pasqualino Alessandri

La triste notizia è motivo di dolore e di sincera commozione.
Ricorderò sempre la Sua gentilezza e i suoi saggi consigli.
Sentite e sincere condoglianze ai familiari

 

Riceviamo e pubblichiamo – COVID: SINDACO USTICA A BONACCINI, ‘ISOLA A ZERO CONTAGI, NO A RIDICOLI CAMPANILISMI’


Palermo, 13 apr. (Adnkronos) –

La sua isola Covid free di fatto già lo è. Ma Salvatore Militello, sindaco di Ustica, nel Palermitano, ammette che “la paura c’è sempre”. All’indomani delle polemiche sull’ipotesi di vaccinazione di massa nelle isole minori con i governatori del Nord sul piede di guerra, il primo cittadino guarda al risultato raggiunto. “Non solo fortuna – dice all’Adnkronos -, il comportamento dei miei concittadini è stato fondamentale nel mantenimento di contagi zero”. A dire la verità proprio qualche settimana fa il timore ha fatto capolino sull’isola. “Due residenti si sono dovuti recare all’ospedale di Cefalù per una visita – racconta -. Hanno preso il taxi per raggiungere Palermo e arrivare a Ustica e proprio il tassista è risultato positivo. Fortunatamente stanno bene e si sono negativizzati”.    Per un’isola in cui l’intera vita si svolge attorno a una piazza anche un solo caso non diagnosticato può significare il rischio di un focolaio incontrollato. “E’ come se fosse una Rsa, se ci fosse un positivo l’intera popolazione rischierebbe di essere infettata. Un rischio aggravato dall’assenza di un presidio ospedaliero. Per raggiungere il più vicino, a Palermo, serve elisoccorso”. Ecco perché le parole del presidente della Regione Emilia Romagna a lui proprio non sono andate giù. “Ma quale privilegio! Per noi la vaccinazione di massa è una necessità – dice -. Inviterei Bonaccini a vivere su una piccola isola come la nostra, comprenderebbe cosa significa avere problemi di ordine sanitario”.  Nell’isola in provincia di Palermo, che d’inverno conta appena 900 abitanti, 250 sono già stati vaccinati. “Abbiamo praticamente completato over 80 e soggetti fragili – assicura Militello -. Per estendere i vaccini al resto della popolazione, escludendo i giovanissimi, basterebbero poche centinaia di dosi, quanto basta per un quartiere di una metropoli, forse, più correttamente, per un grande condominio…”. Ecco perché la guerra tra campanili per lui è “assolutamente ridicola”.

La mancata vaccinazione dei suoi concittadini? “Un danno sanitario, sociale ed economico”, taglia corto. “Inutile nascondersi dietro un dito – dice -. Qui le attività turistiche lavorano tre/quattro mesi all’anno e con quello che incassano in questo breve periodo devono sopravvivere tutto l’anno”. La stagione scorsa tutto sommato è andata bene. “E’ stata concentrata in pochi mesi, tra giugno e settembre, però fortunatamente un calo netto non c’è stato”. Per proteggere la sua isola nel primo anno di pandemia il sindaco non ha esitato a firmare ordinanze restrittive. “Ho messo in campo una serie di azioni quasi all’avanguardia rispetto a quello che faceva il resto dell’Italia – ricorda con orgoglio -. Abbiamo fatto una convenzione con la Croce rossa italiana per avere un controllo su tutti i passeggeri che si imbarcavano per Ustica, ho fatto delle ordinanze un po’ fuori le righe, imponendo la quarantena a chi, a marzo e aprile, veniva qui. Ho fissato dei paletti, che si sono rivelati vincenti: non abbiamo avuto casi di contagio”. E per mantenere il primato, assicura il sindaco, i controlli a campione sono frequenti. Fino al 22 aprile, però, anche a Ustica, come tutta la provincia di Palermo, sarà zona rossa. Una scelta che ha spinto il sindaco a scrivere al governatore Nello Musumeci per chiedere una rettifica dell’ordinanza firmata qualche giorno fa. “Io per primo sono per il rigore e il rispetto delle regole, ma la mia comunità non può essere vittima dei facinorosi e incivili, irrispettosi delle regole, che si vedono giornalmente in giro a Palermo e dintorni”. Nel chiedere “un puntuale e maggiore controllo” nel porto del capoluogo siciliano per gli imbarchi diretti ad Ustica, il primo cittadino guarda già all’estate. Con preoccupazione. “Stiamo ragionando su un passaporto vaccinale, un riflessione in fase embrionale, ma su cui già si è aperto il dibattito”, conclude.

Fonte: (Loc/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 13-APR-21 16:14 NNNN

Covid: da lunedì scuole chiuse in 14 Comuni siciliani, Riesi “zona rossa”


La Sicilia resta in “zona gialla”, ma in attuazione del nuovo Dpcm scuole chiuse in 14 Comuni siciliani da lunedì 8 a sabato 13 marzo. Lo ha deciso il presidente della Regione Nello Musumeci, con una propria ordinanza appena firmata. In base al report dell’assessorato alla Salute, infatti, sono stati superati i 250 casi positivi al Covid su 100mila abitanti.

Lo stop alle lezioni riguarderà: Caccamo, San Cipirello e San Giuseppe Jato, in provincia di Palermo; Castell’Umberto, Cesarò, Fondachelli Fantina e San Teodoro, nel Messinese; Lampedusa e Linosa e Porto Empedocle, in provincia di Agrigento; Licodia Eubea e Santa Maria di Licodia, nel Catanese; Montedoro, Riesi e Villalba, in provincia di Caltanissetta.

La valutazione sulla chiusura o riapertura degli istituti scolastici verrà fatta settimanalmente in base ai dati del servizio di Sorveglianza ed epidemiologia dell’assessorato.

Con la stessa ordinanza, visto il crescente numero di casi positivi, è stata disposta l’istituzione della “zona rossa” a Riesi, nel Nisseno, da sabato 6 a lunedì 22 marzo. Attualmente sono già “off limits” San Cipirello e San Giuseppe Jato, nel Palermitano.

Covid: l’ordinanza di Musumeci, no visite ad amici e parenti


Scuole in aula fino a prima media, per altri lezioni a distanza

ANSA) – PALERMO, 15 GEN – La Sicilia sarà “zona rossa” dalla mezzanotte tra sabato e domenica 17 gennaio, per due settimane, fino a domenica 31 gennaio. Lo stabilisce l’ordinanza firmata dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che recepisce i contenuti dell’ultimo Dpcm e in linea con quanto deciso dal governo nazionale per l’Isola.

Alle regole previste dalla normativa nazionale per la “zona rossa”, nell’ordinanza del presidente Musumeci, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, sono state aggiunte delle misure ancora più restrittive: non sarà consentito fare visita ad amici e parenti.
Per quanto riguarda le lezioni scolastiche, saranno in presenza i servizi educativi per l’infanzia (asili nido), la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado, come prevede il Dpcm, mentre per le altre classi si continuerà con la didattica a distanza.

Mobilità – Divieto di entrata e di uscita dal territorio regionale, divieto di accesso e allontanamento dal proprio Comune, salvo che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute. Divieto di circolare, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e privato, all’interno del territorio comunale, ad eccezione di comprovate esigenze di lavoro, per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità, per ragioni di natura sanitaria.
Diversamente da quanto previsto dal Dpcm, sono vietati anche gli spostamenti, una volta al giorno, verso una sola abitazione privata nei limiti di due persone per fare visita ad amici e parenti.
Vengono mantenuti i controlli per i passeggeri in arrivo nell’Isola (registrazione obbligatoria sul sito dedicato e tampone rapido).

Attività didattiche – In linea col Dpcm, svolgeranno attività didattica in presenza i servizi educativi per l’infanzia, la scuola dell’infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Tutte le altre classi scolastiche e le Università continueranno con la didattica a distanza. Resta la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori e per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Esercizi commerciali – Restano sospese tutte le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità. Aperti lavanderie, barbieri e parrucchieri, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

 Ristorazione – Sospese le attività di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie). Resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché, fino alle 22, la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dei locali.

Fonte: ANSA Palermo

 

Riceviamo e pubblichiamo – [Sicilia] Covid. Caronia “Palermo sia Zona Rossa. Andiamo verso la catastrofe”


“Con i Pronto soccorso della città ormai al collasso (al Cervello sovraffollamento al 250% e a Villa Sofia 170%), con i contagi fuori controllo dentro e fuori il sistema sanitario, non dichiarare Palermo, se non tutta la Sicilia Zona Rossa è un atto criminale che rischia di provocare una catastrofe con centinaia di morti.

Comprendo perfettamente chi teme un nuovo lockdown e il blocco dell’economia, ma la responsabilità della politica è quella di assumere decisioni, anche difficili.

In questo momento la priorità non può che essere quella di salvare vite umane, trovando ovunque le risorse necessarie a garantire a tutti un sostentamento che permetta di interrompere ogni attività non indispensabile.”

Lo dichiara Marianna Caronia, deputata regionale e consigliera comunale di Palermo

GP

Covid: Sicilia; ordinanza Musumeci, ecco le nuove restrizioni


Aggiunte misure più restrittive rispetto a protocollo nazionale

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. ANSA/LUCA ZENNARO

(ANSA) – PALERMO, 08 GEN – “C’è un solo rimedio, purtroppo, per evitare l’ulteriore crescita dei contagi in Sicilia: adottare misure restrittive, tenendo conto anche delle indicazioni arrivate dal Comitato tecnico scientifico regionale”. Lo annuncia il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, dopo il confronto avuto in mattinata con il governo centrale, durante il quale è stata rappresentata “questa nostra preoccupazione e condivisa la necessità di anticipare l’entrata in vigore della ‘zona arancione’, che, comunque, sarebbe stata dichiarata da Roma nelle prossime giornate.

Una decisione che ci fa guadagnare una settimana di tempo, in un quadro nazionale e internazionale di crescita esponenziale del contagio”.
Alle consuete regole previste dal Protocollo nazionale per la “zona arancione”, nell’ordinanza appena firmata dal presidente Musumeci, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, sono state aggiunte delle misure ancora più restrittive. Ecco quali. Vengono mantenuti i controlli per i passeggeri in arrivo nell’Isola (registrazione obbligatorio sul sito dedicato e tampone rapido), così come la riduzione dei voli da e per la Sicilia. Previste misure di distanziamento interpersonale negli esercizi commerciali, con la previsione di screening per gli operatori. I sindaci hanno la facoltà di regolamentare l’accesso nelle zone commerciali per evitare gli assembramenti.
Prevista la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori. Analoghe disposizioni potranno essere adottate da parte della Conferenza dei rettori. Prosegue normalmente, invece, l’attività in presenza per nidi, asili e scuole dell’infanzia.
“Sono certo – afferma Musumeci – che tornerà a prevalere la responsabilità collettiva. Sarebbe assurdo se per la indisciplina di una minoranza si dovessero pagare, ancora, costi sociali ed economici enormi. Una parte importante, come sempre, per garantire l’effettività di queste misure – conclude il presidente della Regione – è affidata alle Forze dell’ordine.
Auspico pertanto che vi sia una maggiore presenza, con il ricorso a tutto il personale disponibile, anche delle associazioni di volontariato della Protezione civile regionale”.
Fonte:  ANSA

Covid: ordinanza di Musumeci, cosa cambia per feste natalizie


Nuove disposizioni per chi arriverà in Sicilia

(ANSA) – PALERMO, 10 DIC – Nuove disposizioni per chi arriverà in Sicilia durante le festività natalizie. Le prevede l’ordinanza appena firmata dal presidente della Regione Nello Musumeci, dopo un confronto con il comitato tecnico scientifico, i medici di base e il presidente dell’Anci Sicilia.

Ecco le novità, in vigore da lunedì 14 dicembre a giovedì 7 gennaio, per limitare il contagio da Coronavirus. Chiunque arrivi in Sicilia dovrà registrarsi sulla piattaforma www.siciliacoronavirus.it ed essere in possesso dell’esito negativo del tampone molecolare rino-faringeo effettuato nelle ultime 48 ore. Sono esclusi i pendolari e coloro che si siano allontanati dall’Isola, nei giorni immediatamente antecedenti, per recarsi nel territorio nazionale per un periodo inferiore a quattro giorni.
Qualora la persona che fa rientro non abbia potuto sottoporsi al tampone molecolare ha diverse opzioni. Può recarsi presso un drive-in appositamente dedicato per sottoporsi al tampone rapido antigenico. In caso di esito positivo, si seguono le procedure previste per i soggetti Covid-19 positivi, con ripetizione del tampone molecolare e presa in carico da parte del Sistema sanitario regionale. Se negativo, potrà recarsi al domicilio, con la raccomandazione di mantenere i dispositivi di protezione individuale, evitare i contatti con soggetti terzi e sottoporsi nuovamente a tampone antigenico dopo cinque giorni. In alternativa, si può andare presso un laboratorio autorizzato e sottoporsi al tampone molecolare, a proprie spese, con l’obbligo per la struttura stessa di darne comunicazione al dipartimento di Prevenzione dell’Asp.
Chi non segue nessuna delle precedenti procedure, come ultima ipotesi, ha l’obbligo di porsi in isolamento fiduciario per 10 giorni, presso il proprio domicilio, dandone comunicazione al proprio medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta ovvero all’Asp di pertinenza.
Previste ulteriori misure limitative e finalizzate alla verifica del rispetto delle misure contenitive del contagio da Covid-19.
Durante l’orario di apertura degli esercizi pubblici, con particolare riferimento al settore commerciale, fermo restando l’obbligo di garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro, il ricambio d’aria nonché la ventilazione dei locali, i titolari degli esercizi sono tenuti a comunicare all’Asp il numero massimo dei clienti ospitabili, secondo le Linee guida nazionali vigenti, esponendo il cartello con tale limitazione all’esterno del locale. I Centri commerciali pluri-negozio dovranno munirsi di strumenti “contapersone” agli ingressi, limitando e scaglionando gli accessi dei clienti. I titolari di ristoranti e pizzerie hanno anche l’obbligo di conservare l’elenco dei clienti serviti ai tavoli per un periodo di almeno due settimane, nel rispetto della normativa vigente sulla tutela dei dati personali, così da garantirne la disponibilità per le autorità sanitarie.
I sindaci potranno consentire agli esercizi pubblici l’orario continuato e adottare, altresì, misure limitative di accesso alle aree comunali (come zone pedonali e luoghi pubblici di aggregazione) per evitare assembramenti e stazionamenti prolungati, anche mediante l’utilizzo di transennamenti o regolatori di flusso di entrata e uscita. Per questi compiti potranno attivare anche personale delle associazioni di volontariato.
Previsto anche il coinvolgimento dei medici di Medicina generale e i pediatri di libera scelta, che supporteranno le Asp per tutta la durata del periodo emergenziale, nella gestione dei pazienti Covid-19 positivi o sospetti tali, effettuando i tamponi antigenici rapidi o di altro test. ANSA).

Riceviamo e pubblichiamo – Al Pronto soccorso del Civico di Palermo personale stremato e ridotto all’osso per i contagi fra i colleghi


Comunicato stampa

Covid19, la Cisl Fp “Al Pronto soccorso del Civico personale stremato e ridotto all’osso per i contagi fra i colleghi. Si ascoltino le richieste di questi lavoratori in prima linea nell’emergenza pandemica”

Palermo, 14 novembre 2020 – “Siamo stanchi, sfiniti sia fisicamente sia psicologicamente. Ai turni massacranti si aggiunge un carico emotivo pesantissimo. Assistiamo anche i nostri 18 colleghi contagiati, sta per essere trasferito uno di appena 36 anni in terapia intensiva per difficoltà respiratorie. E ogni giorno ci chiediamo se toccherà a noi. Aiutateci”. Il grido d’allarme dei lavoratori del Pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo è stato raccolto immediatamente dalla segreteria aziendale della Cisl Fp Palermo Trapani, che con un documento ufficiale ha chiesto ai vertici del nosocomio di agire prima possibile. “Questi professionisti stanno gestendo una situazione di crisi estrema con senso di responsabilità, abnegazione e dedizione non comuni – si legge nella nota – ma come è evidente sono allo stremo delle forze. Si deve subito intervenire con nuovi contingenti di personale infermieristico e di Oss a supporto di quello attualmente in servizio e vanno messe in atto tutte le misure necessarie per ridurre la pressione dei pazienti al Pronto soccorso”. La Cisl Fp chiede inoltre che sia reperita una quantità sufficiente di Dpi (dispositivi di protezione individuale), indispensabili per poter operare in sicurezza e che siano attrezzati locali spogliatoi più grandi. “Questi lavoratori – conclude la segreteria aziendale della Cisl Fp Palermo Trapani –  hanno bisogno di un supporto psicologico, perché quello che ogni giorno affrontano è inimmaginabile per chi si trova al di fuori. Non abbandoniamoli”.
(laco)

La Famiglia Caminita ringrazia


A nome mio personale e dei miei familiari sento il dovere di ringraziare coloro i quali in questi giorni di angoscia e di paura sono stati non solo vicini ma anche capaci nel gestire quanto accaduto riuscendo ad essere riferimento certo e sicuro in un momento di difficoltà dei miei familiari e di tutti gli amici più cari.

Mi riferisco al pericolo di eventuale focolaio di malattia da Coronavirus che si sarebbe potuto sviluppare come conseguenza della accertata positività al virus di alcuni parenti di un nostro familiare defunto venuti da un paese in provincia di Palermo.

In primis il nostro ringraziamento va al Sindaco Salvatore Militello per la tempestività con cui ha attivato le procedure raccordando i diversi soggetti, chiamati ad intervenire in casi come quello avvenuto, evitando sovrapposizioni nelle decisioni risultate, alla prova dei fatti, pertinenti ed efficaci.

Un grazie per l’attenzione e la velocità di riscontro al Dott. Francesco Cascio, responsabile del nostro poliambulatorio il quale,  benché impegnato in altre emergenze nell’isola di Lampedusa, non ha fatto mancare il suo apporto decisivo alla regolare applicazione delle linee guida nella profilassi da infezione Covid-19.

Un grazie particolare ai medici ed infermieri della USCAT di Ustica che con amore e professionalità hanno assistito tutti i possibili contagiati eseguendo i tamponi e svolgendo un lavoro di tracciamento dei contatti preciso ed efficace.

Un grazie al Dott. Maurizio Severino, nostro medico di base, in prima linea nel raccordare gli interventi sanitari e fornire gli elementi utili ad una buona riuscita degli stessi.

Ma, il più grande dei ringraziamenti lo voglio rivolgere agli Usticesi che loro malgrado hanno vissuto questa angosciante vicenda, i quali con grande maturità si sono resi disponibili ad ogni limitazione della loro libertà personale a tutela della intera comunità  dando prova che soltanto i comportamenti corretti possono metterci tutti al riparo da possibili contagi.

Per il resto ringraziamo il Signore che ci ha voluto, almeno sino ad ora, evitare di sprofondare nell’angoscia  di una epidemia che sta mettendo in ginocchio tante piccole e grandi comunità.

Felice Caminita

Le meraviglie di Ustica (che non ha conosciuto il Covid)

Oggi il Corriere della Sera

parla di Ustica in questo articolo

Le meraviglie di Ustica (che non ha conosciuto il Covid)

 

Da Palermo Today – Virus, Musumeci non arretra: “Chi vuole venire in Sicilia da altre regioni deve rimandare”


Il presidente della Regione spiega come l’Isola si prepara ad affrontare la “fase due”: “Non possiamo pensare di ‘aprire’ la Sicilia, perchè temiamo che ci possa essere un afflusso da altre Regioni o Paesi stranieri non sottoposto a verifica sanitaria”

“Chi vuole venire in Sicilia deve rimandare. Oggi non può entrare”. A dirlo è stato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo a Omnibus, su La7, per fare il punto sull’emergenza Coronavirus e su come l’Isola si prepara ad affrontare i prossimi giorni che segnano il graduale ritorno alla normalità dopo il lockdown delle scorse settimane.

Musumeci ha sottolineato che “la Sicilia oggi è la regione più sicura” con una percentuale di contagi bassa. Ma proprio per evitare che, dal 4 maggio, l’arrivo di un massiccio numero di persone da altre regioni porti a un peggioramento della situazione, ha ribadito l’intenzione di “restare blindati”. “E’ chiaro – ha ricordato – che la competenza non è solo della Regione, ma serve raccordo con il governo nazionale. La Sicilia è terra di accoglienza per eccellenza, se potessi li farei venire tutti ma la salute oggi viene prima. Certamente a maggio dovremo restare ‘blindati’. Se poi i dati saranno positivi possiamo pensare a una graduale riapertura”.

Il riferimento è anche a quanto accaduto all’inizio del lockdown quando si è registrato un vero e proprio “esodo” da Nord a Sud. Evento che ha avuto due conseguenze principali: un aspro dibattito sulla chiusura dei confini regionali e, sul fronte epidemiologico, un aumento dei casi di Covid-19.

Lavorando alla “fase 2”, Musumeci se da un lato ha chiesto al governo di potere “ammorbidire” alcune misure nell’Isola alla luce dei pochi contagi, dall’altro è rimasto invece fermamente convinto della necessità di impedire nuovi arrivi. Questo implica anche un ripensamento del turismo.

“Il turismo – ha detto Musumeci – per noi è uno dei settori economici di traino. Ci stiamo attrezzando, tenendo conto della prudenza a cui noi dobbiamo improntare ogni azione. Riteniamo di dovere dare ossigeno a migliaia e migliaia di piccole imprese. Il Sud infatti è caratterizzato da un sistema impenditoriale assai frammentato, spesso a condizione familiare, ed è a queste che dobbiamo guardare con particolare attenzione. Abbiamo comprato dei ‘pacchetti’ per incentivare turisti che, per quest’anno pensiamo siano solo autoctoni. Non possiamo pensare di ‘aprire’ la Sicilia, perchè temiamo che ci possa essere un afflusso da parte altre Regioni o Paesi stranieri non sottoposto a verifica sanitaria. Verifica che invece è il presupposto per evitare il contagio. Se poi i numeri del contagio lo permetteranno  – ha aggiunto – saremo pronti a graduali riaperture”.

Rispondendo a una domanda sul documento sottoscritto con altri governatori di centrodestra e inviato al premier Conte chiedendo un alleggerimento dei divieti a livello regionale, Musumeci lo ha definito un insieme di “proposte garbate, non critiche. Perchè non sono ammesse polemiche adesso. Infatto le diciotto ordinanze che ho firmato finora sono coerenti con le linee del Governo. Noi governatori però conosciamo le esigenze specifiche del territorio. E’ un documento propositivo, del quale il Governo ha tenuto conto anche se su alcune cose siamo assai lontani. Noi abbiamo bisogno non tanto di risorse ma di potere spendere presto e bene quelle che abbiamo. Una sorta di metodo Conte-Morandi che non sia generalizzato, ma possa tenere conto di medie e grandi opere pubbliche che oggi si muovono a passo di lumaca”.

Fonte Palermo Today
Redazione 02 maggio 2020 08:59

 

 

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