IL CADUTO “DIMENTICATO” OVVERO COME SI PUÒ MORIRE DUE VOLTE


In occasione della giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze armate, vorrei segnalare attraverso Ustica Sape, l’assenza, solo recentemente da me appurata, della citazione di un nominativo nell’elenco dei Caduti così come questo fu riportato nel Monumento a loro dedicato a Ustica. Si tratta di Caserta Gaetano. Un caduto con tale nome sul Monumento c’è, ma, in realtà, nella Grande Guerra, di Caserta Gaetano ne sono morti due: il primo è Caserta Gaetano di Gaetano, nato nel 1885 e morto il 6 agosto 1916 sul Grafenberg, nel corso dell’ottava battaglia dell’Isonzo per la presa di Gorizia; il secondo è Caserta Gaetano di Salvatore, morto il 26 settembre 1918 nell’Ospedale militare di Acquaviva delle Fonti (BA) per polmonite doppia*. A supporto di questa mia precisazione, oltre che i dati ricavati dalla consultazione del database del Ministero della Difesa (Albo D’Oro dei militari caduti nella Grande Guerra 1915 -1918: una pubblicazione patrocinata dal Ministero della Difesa – vedi Sicilia I volume XX, pag. 78 – ) richiamo all’attenzione la trasmissione delle due Dichiarazioni di decesso al Comune di Ustica da parte del Ministero della Guerra e la loro trascrizione nei Registri comunali avvenuta in data 18 settembre 1917 per Caserta Gaetano di Gaetano e il 22 settembre 1925 per Caserta Gaetano di Salvatore. Come si può leggere alla base del Monumento, la data della sua erezione risale al 1928, cioè in data posteriore alla datazione di tutti gli Atti, sia ministeriali che comunali. Non saprei dare una spiegazione plausibile all’accaduto, se non, con bonaria ironia, azzardare la fantasiosa ipotesi che forse era un po’ troppo “complicato” per ragioni pratiche di spazio o di “confusione” verbale riportare tutti e due gli omonimi Caduti, dovendo di conseguenza anche specificarne le rispettive paternità. Una ulteriore verifica per quanto riguarda le datazioni potrebbe avvenire attraverso la consultazione del volume degli Allegati dello stato civile del Comune di Ustica. Allego, a supporto, la pagina dell’Albo D’Oro, augurandomi che in un futuro non troppo lontano si possa ovviare alla “dimenticanza” qui segnalata.

*Negli Atti si fa riferimento a morte dovuta a polmonite doppia: è molto più probabile che si trattasse della cosiddetta “Influenza spagnola” una pandemia che dal 1917 causò milioni di morti. In Europa la diffusione della “Spagnola” fu favorita dalla concomitanza degli eventi bellici relativi alla prima guerra mondiali e i focolai del virus del 1918 si svilupparono soprattutto in ambienti militari.

Massimo Caserta

INFORMAZIONI AGGIUNTIVE:

: Caserta Gaetano di Salvatore è morto a 18 anni e 5 mesi; studiava Giurisprudenza a Catania, ospitato dalla zia materna Augusta Battifora, moglie del Pretore Costa; dai D’anna sapevo da anni che si trattava di morte causata da Spagnola. Dal Direttore del Sacrario dei Caduti d’Oltremare di Bari ho saputo che l’Ospedale militare di Acquaviva delle Fonti, come altri, era stato predisposto proprio per accogliere i militari proveniente dai vari fronti colpiti dal virus manifestatosi proprio in quel periodo. Non c’è traccia del suo nominativo nel Sacrario di Bari; secondo il direttore Gaetano deve essere stato sepolto nel cimitero di Acquaviva e che poi probabilmente è finito nell’Ossario comune di quel cimitero, prima che fosse edificato il Sacrario.
L’ altro Gaetano, nato in Algeria e fratello (il più giovane) di mio nonno fu seppellito sul luogo in cui cadde, il Monte Grafenberg sulla sponda destra dell’Isonzo durante il primo giorno dell’attacco per arrivare a Gorizia. Anche se successivamente, intorno al 1925, i corpi dei caduti furono riesumati per essere trasferiti al Sacrario di Oslavia (quello più vicino), il suo non fu purtroppo identificato e quindi dovrebbe trovarsi fra gli ignoti di quel Sacrario. Le mie richieste al Ministero (Onor Caduti) per saperne di più non hanno avuto alcun esito.

MC

 

Ustica… un paradiso dimenticato di Antonio Scaccio


Buona sera a tutti voi, mi permetto di volere lasciare due righe di una mia considerazione e impressione di questo paradiso che andrebbe veramente considerato e coeso con tutti gli abitanti. Spero che nessuno si offenda, ma possa prendere queste mie parole come un vero momento di riflessione per una possibile rinascita.

L’ultima volta che vidi l’isola di Ustica fu ben 42 anni fa, direi che di tempo ne è passato e il ricordo di questa incantevole isola a più di 30 miglia a nord dalla costa Siciliana non mi ha mai lasciato.

La mia affinità con il mare, la natura, il selvaggio dell’isola, non fa che aumentare il desiderio di avere sempre di più uno spazio incontaminato.

Be’ potremmo arrivare a questi momenti, ma quelli che purtroppo vedo sempre più sono i disagi che ha questo paradiso e comunque un problema che coinvolge tante isole del nostro paese con i Continue reading “Ustica… un paradiso dimenticato di Antonio Scaccio”