“MIO FIGLIO. L’AMORE CHE NON HO FATTO IN TEMPO A DIRGLI”


LIBRI, COSTUME E CULTURA D’AVANGUARDIA 

“MIO FIGLIO. L’AMORE
CHE NON HO FATTO IN TEMPO A DIRGLI”
ARRIVA IN LIBRERIA

Una lettura per figli, genitori e docenti

Dai primi giorni di giugno, in tutte le librerie, incluse le principali on line, è disponibile “Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli” di Marco Termenana (pseudonimo), edito da CSA di Castellana Grotte, Bari.

L’autore, con lo pseudonimo di El Grinta, sullo stesso argomento, ha già pubblicato GIUSEPPE.

Il romanzo è ispirato al suicidio realmente accaduto nella notte tra il 24 ed il 25 marzo 2014 a Milano, città in cui vive, di Giuseppe, il figlio all’epoca ventunenne (il primo di tre), quando cioè apre la finestra della sua camera, all’ottavo piano di un palazzo, e si lancia nel vuoto.

Si racconta il mal di vivere di un essere che si è sentito sin dall’adolescenza intrappolato nel proprio corpo e, infatti, è anche la storia di Noemi, alter ego femminile che assume contorni definiti nella vita dei genitori solo nel momento in cui si toglie la vita.

Tragedia non solo di mancata transessualità ma anche e soprattutto di sofferto e mortale isolamento, al secolo hikikomori.

Da novembre 2017 a novembre 2019, prima cioè che il covid fermasse l’attività in presenza delle scuole, l’autore ha presentato la storia per tutta Italia, in 24 Istituti Superiori e una di primo grado (solo alle terze), fino ad arrivare a novembre 2020, quando, attraverso questa testimonianza, l’Amministrazione Comunale di Viareggio ha voluto tenere anche un incontro on line, con un credito formativo riconosciuto dal MIUR, per i docenti che vi partecipavano.

E se questo la dice lunga sul pubblico, come critica letteraria, da agosto 2016 ad aprile 2019 (la prima edizione è di maggio 2016 e la seconda di maggio 2018), il racconto ha ricevuto 21 riconoscimenti in tutta Italia, tra cui vari primi Premio per la narrativa edita.

Ma perché un nuovo libro su Giuseppe e perché ancora questi temi? Non si rischia di essere banali e sdolcinati? Bruschezza a parte, quanti sono i figli che muoiono in incidenti o si suicidano perché non si sentono accettati o per il loro orientamento sessuale o anche per altro e quanti sono i libri, le poesie, i film o le canzoni che si scrivono su di loro? Perché leggere una storia del genere?

L’argomento non è affatto banale e sdolcinato e non è questo. O, forse meglio, non è solo questo. Il vero argomento è l’incomunicabilità tra genitori e figli. Il libro infatti, se letto correttamente, può unire figli e genitori: i figli perché, attraverso un esempio di vita vera, hanno modo di rendersi conto di quanto sono amati dai genitori e i genitori fin dove possono spingersi con i figli.  In più, l’autore è dotato di un talento naturale di cui probabilmente neanche lui si rende conto, tale che gli consente di raccontare i sentimenti e i fatti che ha vissuto, anche i più tragici, attraverso delle maglie poetiche, come già ha scritto qualche giornale, che rendono la sua lettura avvincente e convincente.

Parliamo come genitori: non sappiamo se davvero abbia delle colpe come padre e neanche lo vogliamo sapere, sta di fatto che quando si mette a scrivere, diventa un vero e proprio “berretto verde” della letteratura – da cui tutti noi possiamo prendere e apprendere – con il magico potere di modificare finanche il tempo e farlo diventare uno solo: il presente di ciò che narra.

Per questo siamo fermamente convinti che questo è il libro che tutti i ragazzi, a partire dalla scuola media, e i loro genitori e docenti dovrebbero leggere almeno una volta.

Ultimo ma non per ultimo, suggerito anche alle nonne, visto il rapporto che Giuseppe aveva con quella materna e teneramente narrato.

E allora, sotto ragazzi e in bocca al lupo Giuseppe!

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L’autore è contattabile attraverso la sua nuova pagina Facebook “Marco Termenana”.

Ustica anni ’60 – i coniugi Palmisano si recano dal fotografo per una foto ricordo con il figlio


Ustica, foto ricordo con il figlio

Ustica, Concetta con bambino


Ustica dall’album dei ricordi giugno 1966 – mamma con figlio, chi sono?


Ustica dall’album dei ricordi 1967 – Mamma Gaetana Spampinata con figlio (Domenico?)


Aforismi, Citazioni, Proverbi… del giorno


Per quanto severo che sia un padre nel giudicare suo figlio, non sarà mai tanto severo come un figlio che giudica il padre.
(Enrique Jardiel)

Ustica dall’album dei ricordi marzo 1968 – Rosa Padovani Caserta con il piccolo Giancarlo (tale e quale!…)


Mamma con figlio, Ustica

Al Villaggio Letterario presentazione del libro “Giuseppe”: Il figlio che “vive” nel racconto di un padre grintoso.


La terza edizione 2017 del programma “Ustica Villaggio Letterario” che ha recentemente preso il via all’Hotel Punta Spalmatore/HUPS ospiterà il 7 luglio p.v. la presentazione del libro “Giuseppe”, evento che gli ideatori dell’UVL hanno fortemente voluto non solo al fine di proporre all’attenzione dell’auditorio una tematica del tutto particolare ma anche perchè occasione per tributare un dovuto riconoscimento al suo autore “El Grinta”, giornalista, laureato in Scienze Politiche, veneziano di nascita per puro caso, cresciuto a Salerno, residente oggi a Milano, che attraverso questo sofferto racconto si è via via ritagliato nell’ambito della narrativa uno spazio di primissimo piano nel panorama culturale nazionale come testimoniano i numerosissimi premi, ben sedici riconoscimenti letterari ricevuti in tutt’Italia ad appena un anno dalla pubblicazione, tra i quali il secondo posto ex aequo al prestigioso “Premio Piersanti Mattarella” 2016 che, tra l’altro, ha innescato vari contatti in Sicilia tra i quali appunto questo nell’isola di Ustica. Il romanzo, edito dal Gruppo Albatros, si è ispirato a quanto tragicamente accaduto nella notte tra il 24 e 25 marzo 2014 a Milano quando il ragazzo appena 21enne figlio dell’autore sceglie di togliersi la vita tormentato da enormi dubbi di identità, tanto che si vede a volte Giuseppe ma a volte Noemi, sdoppiamento di genere che per lui ha costituito un peso al quale purtroppo non ha retto.

Contatto telefonicamente l’autore del libro ed inizio un dialogo sull’argomento quasi timidamente; ho qualche difficoltà perchè mi rendo conto come ogni domanda può costituire riapertura in lui di una profondissima ferita ma mi trovo di fronte una persona eccezionalmente forte che mi toglie subito da un “imbarazzo” a prima vista inevitabile. Gli chiedo per prima cosa di quello pseudonimo inconsueto con cui firma la sua pubblicazione: …. “Giuseppe -è-, mi piace usare il presente, il primo di tre figli; gli altri due erano contrari a che io raccontassi attraverso un libro la nostra storia; li ho ammorbiditi solo garantendo loro che mi sarei coperto dietro a uno pseudonimo; ecco come nasce la firma onomatopeica “El Grinta”: ovviamente all’inizio, quando il romanzo era ancora appena abbozzato, avevo subito pensato al grande personaggio di John Wayne ed alla sua grande, determinata e spietata sete di giustizia e voglia  di “aggiustare” le cose, ma poi, poichè era evocativa appunto della grinta, morale e fisica, che mi era assolutamente indispensabile per la realizzazione certo non poco sofferta del progetto editoriale, l’ho lasciato; in pratica ho dato forza a me stesso“ …. C’è – domando ancora – chi in circostanze dolorose reagisce chiudendosi in se stesso, cè chi si apre, lei ha scelto la seconda strada …. “ io mi sono aperto, ho scritto per rabbia, per disperazione; pur essendo iscritto all’Ordine dei Giornalisti non scrivevo da 25 anni perchè per i casi della vita mi sono dedicato ad altro; scrivere “Giuseppe” per me è stato come ritrovare mio figlio e resuscitarlo seppure solo in spirito e questa scrittura debbo dire che mi ha procurato tanto sollievo; una volta scritto ho cercato un editore ed ho trovato il gruppo Albatros che, i favorevoli riscontri su tutto il territorio nazionale lo confermano giorno per giorno, ha edito un libro che sembra abbia tutti i numeri per far parlare a lungo di sé e destinato a lasciare una traccia profonda nella nostra cultura e per i nostri ragazzi” …. C’è quindi una finalità parallela, oltre a quella primaria di tenere vivo il ricordo di suo figlio, che ha ispirato la sua iniziativa? …. “si, ho iniziato a girare l’Italia per presentare “Giuseppe” e dall’autunno anche nei licei che hanno deciso di tenere delle presentazioni ad hoc per i loro studenti, perché la sua storia possa essere di aiuto anche ad altri ragazzi ed alle loro famiglie ad accettarsi per quello che sono senza vergogna e soprattutto senza il timore di aprirsi, almeno con un amico” …. Concludo con quella che ritengo la madre di tutte le domande chiedendo all’autore con quale stato d’animo vive ogni presentazione …. ripeto che scrivere “Giuseppe” per me è stato come ritrovare mio figlio e resuscitarlo in spirito; è per me indubbiamente un continuo turbamento ma tanto sollievo mi procurano la vicinanza, la solidarietà, le parole, gli abbracci (e non solo morali!), a volte anche le lagrime, gli applausi in un caleidoscopio di emozioni che puntualmente provo presso chi è venuto ad ascoltarmi, quando per la presentazione giro ogni angolo d’Italia”.                                                                                       

 Il libro “GIUSEPPE”, edito del Gruppo Albatros, sarà presentato venerdì 7 luglio p.v. alle 18,30 al Villaggio Punta Spalmatore di Ustica, nell’ambito delle iniziative culturali previste dalla terza edizione del Villaggio Letterario; relatrice la scrittrice Lucia Vincenti, nell’isola sarà presente l’autore. Ringrazio sentitamente El Grinta e mi unisco a quanti, numerosissimi, ad oggi ovunque ne hanno ammirato la grandissima forza d’animo, appunto <la grinta> nel realizzare un progetto editoriale che mantenesse “vivo” il suo Giuseppe; un numero che sicuramente è destinato ad accrescere a Ustica.

a cura di Mario Oddo

Tonino e il suo “gioiello”


 Tonino e il suo gioiello
Tonino e il suo gioiello

Le “coccole” di Mimma al figlio Mauro


 Le "coccole" di Mimma al figlio Mauro
Le “coccole” di Mimma al figlio Mauro

Licia a braccetto del figlio Francesco a seguito della processione di San Bartolicchio


Licia e il figlio Francesco
Licia e il figlio Francesco

Caterina Palmisano in Caserta con il figlio


Mamma con il figlio
Mamma con il figlio

il “Mancino” con il figlio


Il "Mancino" con il figlio
Il “Mancino” con il figlio

Lo sguardo amorevole di papà Marco verso il figlio


Sguardo amorevole del papa' verso il figlio
Sguardo amorevole di papa’ Marco verso il figlio

Ustica Lines, Vittorio Morace passa la mano al figlio Ettore


 

Morace_Ettore_CinUstica Lines, Vittorio Morace passa la mano al figlio Ettore. Il cambio nella guida di Ustica Lines è avvenuto lo scorso primo settembre. “Ettore prende il mio posto come amministratore delegato, ma era giù successo circa 20 anni fa quando io ebbi un infarto. E io resto a fare il presidente” afferma Vittorio Morace in un’intervista sul sito notiziarioeolie.it

La storia dell’Ustica Lines comincia nel 1993, anno di fondazione, quando, con un aliscafo preso a noleggio, inizia a solcare i mari, sulle prime rotte Napoli – Ustica – Favignana – Trapani e Trapani – Pantelleria – Kelibia.

La compagnia di navigazione sicula, passata attraverso alterne vicende, che l’hanno vista impegnata anche sul versante dei traghetti ro-pax e di quelli ro-ro, oltre che su linee all’estero e persino nelle crociere, ha oggi ricalibrato l’impegno sul solo core-business dei mezzi veloci. “Per il momento non c’è alcuna intenzione di tornare ad avere mezzi merci; torniamo alla nostra specializzazione storica che è l’alta velocità” conferma il patron.
Oggi, con una trentina di queste unità, Ustica Lines copre i collegamenti con le Isole Egadi, Eolie e Pelagie, e Reggio Calabria dalla Sicilia, oltre a collegare la costa croata attraverso la succursale al 100% Trieste Lines, che effettua la linea da Trieste a Pola, Rovigno, Pirano.
L’ultima scommessa – anche su tale versante verterà l’impegno di Ettore Morace, responsabile a tutto campo delle attività dell’intero gruppo – si chiama HSC Shipyard, operativo da un paio di anni. Il Cantiere Navale Unità Veloci ‘di casa’, con sede a Trapani – attiguo alla desolata banchina vuota e semiabbandonata del fu CNT Cantiere Navale di Trapani di Giuseppe d’Angelo, fallito nel 2011 – è diventata la fucina ‘fai da te’ delle nuove imbarcazioni che l’azienda intende realizzare per se ma anche per clienti terzi. In queste officine è stato concepito e prodotto ad inizio 2014 il primo esemplare della classe Admiral. aliscafo prototipo di una serie unica al mondo per capacità, prestazioni, velocità, qualità e dotazione tecnologica.
“Oggi con i 3 nuovi mezzi in Continue reading “Ustica Lines, Vittorio Morace passa la mano al figlio Ettore”

Ustica, padre e figlio sistemano le reti


 Padre e figlio sistemano le reti  (1)

Buon Compleanno a Gianfranco Bertucci


Gianfranco Bertucci

Tanti Affettuosi auguri per un meraviglioso compleanno e un anno pieno di occasioni felici.

Mamma e Papà 

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Il Generale Vito Fisco – nel ricordo del figlio


 

Qualche anziano ancora ricorderà “il Generale”, mio padre. E’ una gioia velata di malinconia quella che mi induce a far uscire dal ricordo il suo volto ed accostarlo ad Ustica perché tanti momenti di serenità e di spensieratezza di mio padre sono legati a quest’isola dove riscoprì nel corso degli anni il sapore antico della vita semplice ed operosa. Fortemente legato alla gente del luogo, non permise mai che vane differenze di “status” si frapponessero tra lui ed un prossimo di cui ricercava l’amicizia con entusiastico slancio e assaporò, metabolizzandone gli effetti benefici, le straordinarie specificità di Ustica negli aspetti meno visibili ma più interiori e segreti, quelli più veri. Era così mio padre e la simpatia da cui mi sento immeritatamente circondato sulla mia isola è un’eredità che mi onora. In questa vecchia immagine datata 1964 e scattata nella familiare casa della Petriera ha il volto abbronzato e sorridente di un uomo felice della sua condizione di vicinanza alle cose semplici godute con quel senso di libertà che ben conosco per averne goduto insieme con i tanti amici della mia generazione e che conto di continuare a godere ad Ustica pur se in una realtà diversa, profondamente modificata nella sua essenza, meno aperta, forse meno spontanea e genuina di prima. In quel volto abbronzato che sorride alla vita rivivono la mia gioventù ormai lontana e l’orgoglio di essere stato suo figlio.

Sergio Fisco

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COMMENTO

Da Milano Costantino Tranchina

Ciao Sergio, grazie per aver ricordato a tutti noi la personalità di tuo padre, autentico gentiluomo e grande amico degli usticesi. Certo oggi non sono più i tempi di una volta, ma certe persone non si possono mai dimenticare. Con fraterno affetto.

Vito Fisco 1964

Papà, oggi 24 Luglio, avresti compiuto 74 anni – Riposa in pace!

 

Salvatore PalmisanoPapà, oggi 24 Luglio, avresti  compiuto 74 anni

Da anni era Tua consuetudine festeggiare il Tuo compleanno in famiglia con figli, nipoti, generi, nuora, cognati, cognate,  suocera, fratelli e sorella.

Oggi ricorderemo questo giorno e piangeremo la Tua tragica dipartita.
Sarà una data piena di ricordi!
Hai lasciato un vuoto profondo, incolmabile non solo  in tutti noi ma anche in chi ti ha conosciuto ed ha apprezzato Tua generosità ed il Tuo profilo umano.
A nome di tutti i familiari voglio ringraziare quanti, in mille modi e forme,  si sono uniti al nostro dolore.
Le vostre sussurrate parole, i vostri cordogli, i vostri affettuosi abbracci, i vostri saluti, le vostre mille attenzioni  hanno gratificato il nostro animo.

Grazie cari usticesi, grazie cari amici, grazie a tutti quanti per esserci stati vicini in un momento così difficile e doloroso.

Ora così come diceva e piaceva a Lui “vogliamoci sempre bene e rispettiamoci…

Tuo figlio Giovanni

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COMMENTO

Da Ustica Costantino Tranchina 

Ciao Totò, Amico fraterno dal cuore grande e fecondo, disinteressato, dando a chi aveva bisogno tutto l’aiuto possibile. Sono certo che il buon Dio ti ha accolto tra i probi e i buoni, dandoti l’accoglienza riservata ai giusti. Continua a darci i tuoi consigli da dove ti trovi. Non potrò mai dimenticarti, grazie di tutto ciò che mi hai dato e insegnato. Un ricordo perenne Costantino

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da Massimo Pizzo e alba Giuffria

tanti auguri zio Toto riposa in pace un abbraccio grande alla famiglia

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Da Giovanna Ferrigno

Da Carpi Lorena Viperli

Ciao Totò ci manchi tantissimo riposa in pace sarai sempre nei nostri cuori

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hai lasciato un ricordo bellissimo in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti…….è con tanto affetto che ti portiamo nel cuore…..Lorena, mamma Lucia, Annalisa, Giulia, Laura, Marco

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Da Ustica Giovanni Tranchina (Spagnolu)

Buon compleanno Totò …”

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Da Juan Carlos Da Mendoza

Mi associo al dolore della famiglia intera. Noi lo abbiamo conosciuto come Totò e lo vogliamo ricordare per le sue semplici opere ma intrise di lavoro, sudore, passione e anche amore per tutta la sua famiglia. Un grande abbraccio per tutti

 

 

 

Mamma e figlio


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