Ustica sape

SU “L’ODDO VOLANTE” PRIMO “GIRO” DELL’ANNO INSIEME AL “CAPO”. OGGI SU E GIU’ CON PIETRO BERTUCCI


Trascorse le festività natalizie si rimette in moto <l’Oddo volante> con la certezza che in continuità settimanalmente potrò ancora contare sulla cortese disponibilità di altri graditissimi ospiti rigorosamente usticesi, di origine o nel cuore, con la fondata speranza che la rubrica avrà crescente seguito tra i nostri peraltro già numerosi lettori. Per questa ripresa volutamente ho scelto di “giocare in casa” quindi di invitare per il primo “giro” del nuovo anno e ad una prima “chiacchierata”, il responsabile di <Usticasape>, Pietro Bertucci. Parto quindi da capo e … col “capo”!

= Pietro, come appunto responsabile di <Usticasape> sicuramente affronterai il nuovo anno partendo dal bilancio generale registrato dal tuo blog nel precedente. Presumo soddisfacente; in che termini e numeri?

“Tempo fa, avanti con gli anni e non volendo passare la giornata a poltrire o davanti ad un televisore, ho pensato di far nascere qualcosa che aiutasse a mantenere sempre vivo, attraverso le locali informazioni e le foto, il ricordo di Ustica. Il pensiero andava a quanti, per vari motivi, si son dovuti separare dal loro amato “scoglio”. In particolare, la fotografia riesce a fermare ogni attimo dei ricordi per testimoniare alle generazioni che seguiranno chi siamo stati e da dove proveniamo. Gestire un blog, senza ombra di dubbio, è molto bello ma molto impegnativo e ti carica di energia se l’impegno che ci metti viene ricambiato dalla partecipazione di un numero sempre crescente di visitatori”.

= Dal tuo attento osservatorio ritengo che avrai già un quadro ben chiaro di quale fra non molto potrà, se non dovrà, essere il “da farsi” nell’interesse della intera comunità.

“Occorrerebbe l’immediata, totale ed incondizionata inversione di tendenza per incoraggiare un nuovo gruppo di governo dell’Isola. Le persone di buon senso, coloro che sanno vedere e sentire, coloro che ritengono, veramente. e non solo a chiacchiere, prioritario il bene dell’Isola, dovranno intervenire in tutte le sedi più appropriate e con tutte le loro forze per unire in una UNICA LISTA persone (giovani e meno giovani) più che politiche, popolari al servizio dell’Isola che abbiano le idee chiare sulle regole e con pochi, selezionati ma urgenti programmi di lavoro e che possano professare con fatti, senza condizionamenti di sorta, il servizio per cui si candidano. Un gruppo, con a capo un profondo conoscitore di Ustica e dei disagi che un’Isola comporta, capace di conquistare il cuore e la mente dei nostri concittadini per realizzare insieme un futuro migliore. Potranno così riemergere i valori della collaborazione, dell’altruismo, della disponibilità e della tolleranza, per seppellire definitivamente i profondi solchi dei rancori che spesso proprio le competizioni elettorali provocano, a beneficio dell’Isola e della comunità”.

= Pietro, e allora, nell’ipotesi (molto probabile) che la lista unica avrà probabilità di presentazione vicino allo zero, pensi che prossimamente si presenteranno liste quantomeno non come in passato votate al duro scontro ma a un più conciliante incontro?

“Non sono in grado di valutare le possibilità di una “conciliazione” per la prossima tornata elettorale considerato il clima di forte conflittualità esistente, che spesso ha anche compromesso rapporti di lunga amicizia. Quello che io auspico, solo per il bene di Ustica, è che ognuno di noi faccia una riflessione se non è arrivato il momento di cambiare metodo (mentalità) in merito alla selezione della futura classe dirigente comunale”.

= Più che una domanda ti rivolgo l’invito a concludere con tue considerazioni e osservazioni sul tema.

“Chi scrive, come forma mentis, crede nella politica dei ruoli contrapposti (chi vince governa e chi perde va all’opposizione) ma Ustica rappresenta l’eccezione perché troppo piccola – assimilabile ad un grande condominio di città – per trovare gli elementi in possesso dei requisiti di cui sopra. In caso di liste contrapposte verrebbe scelto e aggregato il candidato in funzione dei voti che potrebbe ottenere spesso a discapito della preparazione. I ruoli contrapposti in piccolissimi centri sono lesivi e negativi per la crescita. Dai suggerimenti/proposte che ricevo siamo in molti a pensare che Ustica dovrebbe seguire un <percorso unitario condiviso> per poter meglio e più rapidamente risolvere importanti obiettivi di sviluppo”. A questo proposito trascrivo testualmente parte del pensiero dell’ex Sindaco Attilio Licciardi espresso a febbraio del 2018 in occasione dell’appuntamento elettorale di giugno 2018.

“… noi proponiamo di guardare al futuro perché questo ci chiedono i nostri giovani. E quindi proponiamo A TUTTI di provare a costruire un percorso unitario che selezioni le forze migliori e le migliori persone che vogliono impegnarsi per il futuro amministrativo della nostra isola, su un programma chiaro semplice e condiviso che sia in grado di coalizzare tutta la nostra comunità che deve affrontare sfide difficilissime. Proviamo ad incontrarci e a discutere senza pregiudizi, con serenità e rigore, guardando esclusivamente agli obiettivi di sviluppo civile culturale ed economico della nostra USTICA”.  Non sarà facile e l’esito non è scontato ma almeno PROVIAMOCI!!!!”

Ecco, mi unisco al pensiero/suggerimento di Attilio: PROVIAMOCI!!!

Termina così la “chiacchierata” con Pietro Bertucci con il quale con piacere e in piena libertà prosegue la mia collaborazione attraverso lo spazio di <Usticasape>. Spero di raccontare solo <cose isolane belle> nel corso dell’anno appena iniziato. A proposito, è facile prevedere che a Ustica d’ora in poi buona parte dell’attenzione sarà rivolta alle “grandi manovre” in vista delle elezioni comunali che si svolgeranno nell’isola. Chiudo entrando sommessamente, con variazione e conferma, in “zona-Manzoni“. Per la “sentenza”, che ovviamente sarà emessa dalla volontà popolare usticese, bisognerà attendere la prossima primavera non i posteri. Già da ora, comunque, si prevede che sarà “ardua”.

Mario Oddo

 

Interessante e accurata intervista di Giuseppe Giuffria a Maurizio Palmisano

 


Caro Maurizio,

faccio seguito alla telefonata di ieri per procedere ad una mini intervista che mi serve  per pubblicare sul sito di Ustica sape una mia riflessione su ciò che occorrerebbe fare per suscitare nei ragazzi di Ustica quella curiosità necessaria per indurli a scegliere un percorso di studi che giudico virtuoso. Mi riferisco a studi di carattere scientifico che diano la possibilità di ottimizzare le doti personali per un inserimento proficuo sia nel lavoro sia, perché no, nel campo scientifico.

Comincio dunque con la domanda più ovvia ma importante:

1) in che modo hai deciso di scegliere le materie scientifiche c’è stato qualcosa o qualcuno che ti ha spinto/convinto a assumere questa decisione ed a quale età?

Fin dalle scuole media ho maturato la passione per l’aeronautica. Ho cominciato a comprare molti libri…e visto l’età anche modellini e giochi…sull’aeronautica.

Li ho letti, disegnati e giocati per molti anni finché un giorno, diventato adulto ho deciso di iscrivermi ad ingegneria aerospaziale. E’ stata la passione e la curiosità a muovere questa scelta più che i bei voti in matematica…e questa credo sia una cosa che dovrebbe essere tenuta a conto più di quanto non si sia fatto o non si faccia…avevo molti compagni al liceo con voti migliori dei miei nelle materie scientifiche che hanno avuto paura di fare ingegneria e di seguire magari i loro sogni per motivi più istituzionali e di tradizione che per altro (15 anni fare la sola parola ingegnere incuteva ancora timore ). Ingegneria è molto difficile ma con passione e buona volontà e un po’ di coraggio tutto è fattibile.

Ovviamente ringrazio la mia famiglia per avermi dato la possibilità di farla sostenendomi sempre senza se e senza ma.

A Torino il Politecnico ed ingegneria aerospaziale in particolare sono un istituzione…non avrei potuto perdere questa occasione. (altro…)

SU “L’ODDO VOLANTE” IN GIRO … CON CHI PORTA IN GIRO. OGGI SU E GIU’ CON VITTORIO ARNO’


Una constatazione in premessa: non sono mai solo su <l’Oddo volante>, c’è sempre qualcuno/a che mi fa piacevole compagnia; in più nell’odierno “giro” registro una coincidenza assai singolare: chi mi sta accanto è un isolano che a Ustica per lavoro abitualmente accompagna; oggi, guarda caso, è proprio lui ad essere accompagnato. Il “lui” in questione, come anticipato nel titolo, è Vittorio Arno’ che, come del resto hanno fatto coloro che lo hanno preceduto in questa rubrica, cortesemente non ha esitato ad accettare il mio invito. Vittorio svolge nell’isola un bel (e forse invidiato) lavoro, non c’è che dire! Volentieri ne descrive aspetti e particolari durante la nostra “chiacchierata”.

Vittorio, cominciamo da dove tutto ha avuto inizio: quando nasce la cooperativa; perché il nome “Ciprea” e finalità.

“La Soc. Coop. Ciprea è nata su iniziativa di quattro usticesi nel 2008; oggi si espande per tutta l’isola ed offre lavoro a tutti gli usticesi che hanno competenze nel campo nei limiti di opportunità che l’isola ci offre. Nostro scopo è quello di valorizzare i beni Ambientali e Culturali prettamente dell’isola di Ustica. Il nome scelto? primo. è un acronimo: ogni lettera è l’iniziale delle singole operatività che la cooperativa svolge; <C.I.P.R.E.A.> sta per: Cultura, Informazione, Promozione, Relazione, Emozione ed Animazione: secondo, è stato scelto questo nome in richiamo della ciprea, una conchiglia che si trova nei nostri mari e viene usata spesso nelle collane, bracciali, cavigliere etc. tipo di bigiotteria che ti fa sentire il profumo dell’estate”.

— nel fare il bilancio della (altro…)

SU “L’ODDO VOLANTE” IN COMPAGNIA … DE ‘N ROMANO DE USTICA. OGGI SU E GIU’ CON CLAUDIO IOVANE.


Proseguono senza sosta questi “voli” settimanali nel corso dei quali registro sempre piacevoli incontri con cui scambio le ormai consuete “quattro chiacchiere” a tema rigorosamente usticese. Oggi il piacere di stargli accanto me lo riserva Claudio Iovine che a Ustica non ha certo bisogno di presentazione (e neanche fuori). Scheda personale in forma dialettale anticipata sinteticamente nel titolo: usticese di nascita, “romano” riferito alla Capitale dove svolge la sua professione. E’ notissima e stimatissima “autorità” nel campo della chirurgia plastica ma, in linea con la impostazione di questa rubrica, su <l’Oddo volante> non sale il “Prof./Dott.” ma          “anchiana” l’isolano Claudio. Si parte …

Claudio, da bambino più o meno è capitato a tutti sentirsi fare la classica domanda: “piccolo, cosa vuoi fare da grande?”. Anche a te a Ustica da giovanissimo. Non dirmi che quando vestivi il grembiulino già vedevi un futuro col camice …

Sin da piccolo ero affascinato dal lavoro di mio zio Lillo, il chirurgo. Inoltre, sull’Isola avevamo l’esempio del Dott. Fazio, che da solo risolveva quasi tutti i malanni della cittadinanza, era il vero medico! Io insieme a pochi altri, siamo gli ultimi Usticesi nati sull’Isola e ciò grazie alla bravura del su citato medico”.

– Grado di parentela a parte, in Litterio “Lillo” Maggiore tuo zio per parte materna, migliore maestro nell’avvio della tua brillante carriera di chirurgo plastico non potevi avere …

Senza dubbio alcuno l’imprinting è stato forte e determinante e nonostante che a Catania, città dove ho fatto gli studi superiori e dove risiedeva la mia famiglia, ci fosse una facoltà di medicina molto rinomata, la lungimiranza ed i sacrifici economici dei miei hanno fatto si che io frequentassi l’Università Cattolica del S. Cuore di Roma e contemporaneamente seguissi nella pratica chirurgica mio zio”.

Claudio, la tua professione comporta ritmi di lavoro molto sostenuti e il periodo estivo in cui volentieri ritorni “a casa” in vacanza costituisce un salutare relax, una rigenerazione; ma la borsa con gli “attrezzi” è sempre a portata di mano; una “chiamata isolana urgente” e il vacanziere Claudio riveste subito i panni del dott. Iovine … ti capita a Ustica, no?

Fin quando era responsabile del poliambulatorio di Ustica il collega dott. Mariano Scalisi mi era permesso fare quegli interventi chirurgici, per me poco impegnativi, ma per i pazienti una vera benedizione in quanto li sollevava dal dover intraprendere un viaggio e relativi disagi a Palermo. A tal uopo avevo destinato il giovedì mattina a questo volontariato ed in una mattinata risolvevo dai 5 ai 10 casi. Dopo, nonostante avessi fatto regolare domanda ai responsabili dell’Azienda Sanitaria da cui dipende il distretto di Ustica, per proseguire questa forma di volontariato, non ho ricevuto neanche una risposta ed ho dovuto interrompere questa attività. Fido nell’attuale responsabile che mi sia permesso continuare questa forma di assistenza, naturalmente metto sempre a disposizione di tutti la mia professione, supportata per quanto riguarda l’urologia da mio cognato il dott. Michele D’Anca, già primario urologo ad Enna. Attualmente svolgo la mia attività presso il prestigioso Ospedale IDI dove lavorava mio zio ed adesso è primario suo figlio, Marino Maggiore, che ha continuato così la tradizione di famiglia e lì posso convogliare eventuali casi gravi o complessi che dovessero affliggere i miei compaesani”.

Una domanda in stile-Marzullo: del passato di Ustica cosa ti piacerebbe poter rivivere al presente e cosa del presente ti rammarichi di non essersi ritrovato nel passato?

La possibilità di usufruire per la balneazione tutto lo Spalmatore, l’Isola è piccola e sottrarre la parte più accessibile ai concittadini mi sembra una crudeltà, secondo me sarebbe il caso di far ruotare la zona protetta verso il Passo della Madonna, poco praticabile da terra in modo da non vedere la “calca” estiva delle tre zone dove è permesso attualmente fare il bagno. Per quanto riguarda il passato, sarebbe stato confortevole avere a quei tempi l’attuale servizio di elisoccorso”.

Claudio, ora ti rivolgo un invito: fatti una domanda (che non ti ho fatto), sempre a tema usticese, e dai a te stesso una risposta.

Claudio, su approdo alternativo e costo dei biglietti, hai qualcosa da dire?

Si, la necessità di proteggere adeguatamente la zona portuale dai venti dei quadranti nord-est, est e sud-est. Inoltre, creare un approdo alternativo allo Spalmatore sarebbe risolutivo per non lasciare l’Isola senza mezzi per svariati giorni se non settimane. Il mediterraneo è un mare chiuso e rarissimamente ci sono onde talmente alte da non poter far navigare il catamarano, il problema sorge all’attracco e come tutte le isole del mondo, Ustica ha sempre una zona sottovento con mare calmo. Quanto al costo del viaggio per Ustica è sicuramente una nota dolente; pensate che molti miei collaboratori, ai quali offrivo gratuitamente la mia casa, rinunciavano alla vacanza appena facevano un preventivo di spesa per il viaggio”.

ritengo sia più o meno al corrente che nell’isola da tempo vengono lanciati ripetuti appelli a trasformare in coesione tutto quanto finora nelle istituzioni comunali viene portato avanti in divisione. Sicuramente attento alle vicende dell’isola posso chiederti se pensi possa concretizzarsi questa invocazione all’unità d’intenti’

Io penso che l’unità di intenti non sia un sentimento spontaneo nell’essere umano; pertanto, va imposta per il bene della comunità”.

Claudio, ed ora la consueta sotto-rubrica conclusiva “Via col…vanto”. Casualmente ti trovi nell’occasione di dover, appunto, vantare ad altri la “tua” isola di Ustica; quali parole spenderesti?

Fondali unici al mondo a detta di tanti sub di svariate nazioni. Per esempio, il mar Rosso offre una varietà di fauna e fondali spettacolari, ma basta una piccola mareggiata che la sabbia viene in sospensione e per quasi una settimana non si vede nitidamente nulla, invece ad Ustica, passata la tempesta, l’acqua è trasparente grazie      ai fondali rocciosi”.

E così anche questo “giro” è giunto al termine; piacevolissimo è stato il tempo che ho trascorso con Claudio Iovine al quale va il mio ringraziamento per avermelo cortesemente dedicato. Conclusione: italianizzando il vecchio proverbio siculo <cu nesci arrinesci> del gradito ospite si può ben dire: <uscito da Ustica, riuscito a Roma>. Il richiamo dello “scoglio” comunque in lui è costante, forte e prevalente; le frequenti presenze nell’isola non solo particolarmente nel periodo estivo ma anche saltuariamente durante l’anno, costituiscono un rilassante ritorno all’erba di casa sua. A questo proposito, mi piace immaginare che, al momento di lasciare Ustica, chiusa la porta d’ingresso, ogni volta vi appende il cartello <TORNO SUBITO>, se non materialmente, sicuro idealmente …E’ così Claudio?

Mario Oddo
odmar@libero.it

 

SU “L’ODDO VOLANTE” UN OSPITE “NON CONTROLLABILE”. OGGI SU E GIU’ CON FRANCESCO MENALLO.

Ai nomi che già mi hanno volentieri dedicato qualche minuto del loro tempo prezioso oggi, lo annuncio con grande piacere, si aggiunge, Francesco Menallo. Nessun eccesso mi si rimproveri se iniziando la conversazione mi rivolgerò al gradito ospite in tono confidenziale per il semplice fatto che in questa rubrica, residenti, oriundi o nel cuore, non fa differenza, siamo tutti “compaesani”, e fra usticesi darsi del “tu” è del tutto normale. Nel nostro caso, per esempio, “l’Avvocato” rimane nel suo studio a Palermo; è Francesco che si intrattiene con me. Così …

Francesco, il tuo primissimo contatto con l’isola di Ustica a quando risale e quale particolare ricordo ti ha lasciato? E da allora?

A parte le notizie giornalistiche ed i racconti degli amici che c’erano stati, in gioventù non ho mai visitato Ustica; da ragazzo non ero particolarmente amante del mare e, comunque, frequentavo i luoghi in cui c’erano le mie amicizie ed Ustica non era tra questi. Sono stato ad Ustica per la prima volta nell’estate del 2000, in barca con un amico che aveva dovuto “combattere” per ormeggiare, spostando il gommoncino che occupava più posti barca (dei pochi esistenti) , usato come segnaposto per conto terzi usciti in mare aperto ma desiderosi di ritrovare il “posto” per non doversi mettere alla fonda dentro qualche insenatura riparata. Ricordo che andammo ad immergerci (eravamo neo brevettati sub) davanti al percorso archeologico subacqueo, davanti la riserva integrale. Si buttarono tutti mentre io cercavo i pesi…nella fretta di correre al porto avevo dimenticato di prenderli. Mi buttai lo stesso e scesi sul fondo trascinandomi attaccato alla catena dell’ancora della barca, certo, su un’isola vulcanica, di trovare sassi a volontà per mantenermi sul fondo, stabilizzando il gav (il giubbotto galleggiante) dove la pressione dell’acqua mi avrebbe consentito di restare anche senza pesi. Errore! Lì c’è una meravigliosa distesa di fondo sabbioso e neanche l’ombra di un sasso. Dopo aver girato un po’ sul fondale, mi ero allontanato dall’ancora, la visuale era ridotta per la sospensione della sabbia del fondo smossa dal mio pinneggiare ed i miei amici, che si erano immersi prima, non erano visibili. Finita l’aria, dovetti risalire in superficie e per i primi metri riuscii a contenere la velocità di risalita…poi la pressione ridotta e la muta di neoprene mi spararono in superficie a palloncino. Rimasi tutto il giorno sulla cuccetta della barca con il braccio sinistro dolorante. Per fortuna, nessun’altra conseguenza. Il ricordo? Una terra in cui la gente è costretta a sgomitare per avere quello che altrove è considerato il minimo spettante a tutti…servizi di prossimità (scuole, ospedali, esercizi commerciali), trasporti…qui sono e restano distanti dalle necessità quotidiane dei residenti. Nulla di definitivo è stato fatto da allora ed adesso, anzi, vedo evidenti passi indietro che si cerca di mascherare da grandi successi amministrativi”.

– si dice spesso in giro che il turismo nell’isola è un “pozzo di petrolio”; restando in metafora. estrazioni però che, a quanto pare, non danno la produzione auspicata. Da osservatore esterno o, se preferisci, da frequentatore interno ti sei fatta un’idea?

Non credo che un’isola così piccola, che si è riusciti a preservare grazie alla riserva (altrimenti avrebbe fatto la fine di Ischia!) debba necessariamente essere condannata a vivere solo di turismo, peraltro legato esclusivamente alla fruizione del mare e quindi alla bella stagione. Ustica può essere legata ad eventi culturali anche destagionalizzati, di grande respiro, eventi formativi, convegnistica, tutto quanto sia piacevole fare in un luogo bello e piccolo, in cui non servono migliaia di persone per riempirlo anzi è altamente sconsigliato farlo con grandi masse, solitamente statisticamente non rispettose dei luoghi od alla ricerca di attrattive diverse da quelle che l’isola può offrire. E poi, i pozzi di petrolio inquinano e quello che producono serve solo ai petrolieri per vivere altrove, lontano dall’estrazione e dalla raffinazione…e non credo che chi ha la fortuna di vivere ad Ustica, avendo la possibilità di fruire dei servizi che adesso mancano, invidierebbe chi vive in altri luoghi”.

Francesco, tu hai casa ad Ustica; in loco gira voce, impossibile sapere “da qual sen fuggita”, che ne cerchi un’altra precisamente nella parte alta di via Petriera da occupare con decorrenza Giugno ’23. Confermi o smentisci? (altro…)

SU “L’ODDO VOLANTE” INSIEME A UN GRANDE DEL “BASKET”. OGGI SU E GIU’ CON … PASQUALE PALMISANO


Ospiti della rubrica finora sono stati Aldo Messina, Lucia Vincenti, Franco Foresta Martin, Vito Ailara e Giovanni Martucci, tutticervelli fini; rientra nella categoria anche chi mi fa compagnia nel “volo” odierno; il quale però rispetto a coloro in elenco che l’hanno preceduto, rilasciato da un vecchio proverbio, possiede un “titolo” in più, quello di avere anche le “scarpe grosse”. Tutto questo gran giro di parole per annunciare che mio gradito ospite è ancora un usticese verace che di mestiere fa il contadino, quindi appunto come tale incontestabilmente scarpe grosse e cervello fine, Oggi mi intrattengo su <l’Oddo volante> con Pasquale Palmisano. Scontati gli argomenti che si toccheranno nel corso della nostra piacevole “chiacchierata”.

Pasquale, tu discendi da una famiglia dedita alla coltivazione della terra, mestiere di contadino che in continuità svolgi con sacrificio, impegno e soprattutto tanta passione. Quale la varietà dei prodotti autoctoni frutti del tuo lavoro?

= Sono quelli tipici della tradizione agricola usticese: lenticchie, ceci, fagioli, fave, pomodori, melenzane e altri che ben si accasano col terreno dell’isola; dal 2007, per esempio, abbiamo “adottato” i fagioli borlotti con riscontri positivi nel consumo e nel gusto; anche noi inoltre, come nel resto del territorio usticese, abbiamo impiantato alberi di ulivo. Mentre commercializziamo la maggior parte dei legumi, molto apprezzata in terra ferma la produzione dell’olio, eccellente per qualità, riservata ad un consumo casalingo.

– il tuo, il vostro quotidiano lavoro, di per se già duro, spesso viene reso ancor più difficoltoso da fattori esterni negativi che limitano quando addirittura in alcuni casi non lo vanificano, il raccolto che si prevede.

= In affetti non è tutto bello all’orizzonte; condizioni climatiche spesso sfavorevoli a parte, la nostra è una dura lotta contro conigli e colombacci; nella produzione del 2021 si è rischiato di perdere per sempre il seme del tipico fagiolo bianco di Ustica. Il che spesso mette a rischio la produzione agricola e conseguentemente la certezza di trarre quell’utile che è necessario al mantenimento delle nostre famiglie.

Pasquale, non posso ignorare che parallelamente tu eccelli in un’arte tra le più antiche nel mondo, quella dell’intreccio dei vimini; maestria che ti viene riconosciuta nell’isola e fuori. Anche lì non fai altro che continuare una tradizione familiare.

= Il mio primo approccio è stato quello di osservare, su loro espresso consiglio, il lavoro del nonno Pasquale e dello zio Totò che, intrecciando canne (tagliate) e lentisco o anche olivastro o salice, abilmente ricavavano cesti. Per fare un cesto non serve progettare e studiare i materiali, (per inciso, forniti dalla terra); è un lavoro fatto di semplici passaggi ripetuti fino a quello successivo. Poi sta nelle corde professionali dell’artigiano riuscire in qualcosa di diverso ed io posso ben dire di essermi “inventato” delle varianti; così sono nati lampadari e punti luce, rivestimenti di vecchi vasi e damigiane molto apprezzati dai locali e dai turisti. A Palermo hanno costituito complemento d’arredo di un nuovo negozio. Diciamo che è un mestiere di artigiano che mi sta dando tante soddisfazioni.

– In questa rubrica l’ospite ha la possibilità di “giocarsi un “jolly”; cioè di affrontare brevemente un argomento fuori tema principale. Dimentica legumi, olio e cesti e giocatene uno. Quale?

= Scelta per me “automatica”. Oltre ad essere un agricoltore/artigiano sono stato per molti anni anche un vigile del fuoco, volontario/discontinuo fino a quando il Ministero ha ritenuto opportuno decidessimo cosa fare da grandi, legge 97/2017. Tutti qui a Ustica decidemmo di fare i discontinui. Quindi per potere avere le giuste condizioni e coperture per potere intervenire dobbiamo essere sotto contratto con l’Amministrazione centrale. Questa è la fotografia reale della situazione odierna a Ustica. In realtà per tutte le isole minori della Sicilia esiste una legge, emanata dal Ministero dell’interno nel 2004, numero 87, art. 3, che dispone la prioritaria esigenza di fornire un presidio stabile dei vigili del fuoco, un distaccamento permanente il cui personale, in prima battuta, dev’essere preso tra il personale volontario/discontinuo presente sul territorio comunale. Dopo 4 anni il Ministero competente non ha saputo dare una risposta. Spero che il neo insediato Governo possa dare una risposta positiva alla faccenda.

Pasquale, ed ora la consueta sotto-rubrica conclusiva “Via col…vanto. Casualmente ti trovi nell’occasione di dover, appunto, vantare ad altri la tua isola di Ustica; quali parole spenderesti?

= Come in una bellissima foto devi cogliere l’attimo, oltre a conoscere la tecnica buona a scolpire quel momento. Quando entri in contatto per la prima volta con la mia isola devi essere pronto ad afferrare gli svariati “carpe diem” che ti fornirà. Ti basterà solo aprire gli occhi e il cuore e Ustica ti stupirà in tutta la sua magnificenza.

E’ stato piacevole il tempo trascorso insieme a Pasquale Palmisano che ringrazio tanto; aggiungo inoltre il mio augurio che la terra sia generosa con tutti i contadini di Ustica e altrettanta generosità riservi il mare a tutti i pescatori isolani. Nel leggere il titolo qualcuno per un attimo avrà pensato, che so io, a Magic Johnson; no, solo un gioco di parole anglo/italiane; confermo, il grande del basket/cesto è lui, Pasquale. Ancora un siparietto finale: durante la “chiacchierata” non vi nascondo che per me è stato duro attenermi alla lettera a un antico proverbio ma ci sono riuscito. Come recita una famosissima raccomandazione? “al contadino non far sapere quant’è buono il formaggio con le pere”e io a Pasquale Palmisano, … niente ci dissi!… uomo d’umore sono! Grazie tante ai lettori per i numerosi messaggi di gradimento della rubrica rivolti a me direttamente o pervenuti in redazione.. Sempre su <Usticasape> prossimamente altro giro e altro ospite su <l’Oddo volante>.

Mario Oddo
odmar@òlibero.it

 

SU “L’ODDO VOLANTE” NOSTALGICO RITORNO A USTICA‘E NA VOTA. OGGI SU E GIU’ CON … GIOVANNI MARTUCCI


?

A tutti sarà capitato, in uno dei (pochi per la verità) momenti di “pausa” che i ritmi sostenuti della vita moderna ci concede di prendere in mano e sfogliare ancora una volta l’album di famiglia che custodisce vecchie e care fotografie; quanti “rullini” utilizzati prima che il digitale prendesse il sopravvento!; passar del tempo scandito da nostalgiche immagini che, via via, scorrono prima in bianco e nero e poi a colori. E’ questo il gesto che oggi compie Giovanni Martucci, gradita compagnia su <l’Oddo volante>; isolano verace il quale, da testimone diretto e anche da parte attiva rivisita alcuni scatti riferiti a un tempo che a Ustica fu. E la sua memoria, per dirla alla Celentano, “all’incontrario va” …

Giovanni, negli anni ‘50 voi bambini usticesi se volevate dei passatempo con cui divertirvi all’aria aperta non avevate altra scelta se non quella, del “fai da te”, cioè di affidarvi all’inventiva costruendoveli da soli. All’epoca qual’erano i giochi ai quali vi dedicavate maggiormente?

= I giochi erano divisi per età e venivano eseguiti secondo le stagioni. Nascondino, trottola, triciclo, quattro cantoni ed altri venivano praticati dai più piccoli, mentre i più grandi praticavano giochi di movimento che richiedevano più doti atletiche quali i cumpagni, travulongu, acchiana ‘u patri cu tutti i so figghi, ‘a srtrummula per citarne alcuni.

– Nei 24 Agosto che furono in occasione dei festeggiamenti del patrono dell’isola San Bartolomeo, complementari alle manifestazioni religiose, a (altro…)

SU “L’ODDO VOLANTE”. ANCORA IN OTTIMA COMPAGNIA. OGGI SU E GIU’ CON … FRANCO FORESTA MARTIN.


Iniziale “foto” di gruppo. Nei piccoli paesi sono quattro le figure che comunemente vengono indicate come le più “in alto”: sindaco, maresciallo, parroco e farmacista. Ustica abbonda, ne conta una quinta, settore divulgazione scientifica, nota per le sue grandi qualità professionali, che con passione da sempre mette al servizio della sua isola: è quella di Franco Foresta Martin; con cui oggi, tra una domanda e una risposta, ho piacevolmente quanto informalmente “chiacchierato”.  Buona lettura!

Franco, conosci bene il detto “nemo propheta in patria” ovverosia: <capita che una personalità di prestigio non è apprezzata nel luogo dove è nata>. Quanto ti gratifica il fatto che, merito delle molteplici attività che per passione e professione svolgi nella “tua” Ustica, questa espressione, per unanime riconoscimento, mai e poi mai sarà riferita a te?

= Devo confessarti che il motto latino “Nemo propheta in patria” non ha mai suscitato la mia simpatia perché mi suona come una giustificazione dei propri limiti e dei propri insuccessi. Di fatto, in patria o fuori da essa, qualunque buona iniziativa che si voglia portare a compimento presuppone impegno e passione. Se non si raggiunge l’obiettivo sperato, evidentemente si è sbagliato qualcosa: forse non si è riusciti a conquistare le collaborazioni necessarie, a comunicare in maniera efficace per superare diffidenze e preconcetti. Spero che l’apprezzamento per alcune mie iniziative locali sia il frutto di un tentativo riuscito di trovarmi in armonia con la natura, l’ambiente e la società. In caso contrario, dovrei cercare in me stesso i motivi dell’insuccesso e non riversarli sugli altri.

– Nel tempo passato ma anche vicino a (altro…)

ANCORA UNA “CHIACCHIERATA”  SU “L’ODDO VOLANTE”: OGGI SU E GIU’ CON … LUCIA VINCENTI.


In un periodo in cui in ogni settore si registrano pari e valide presenze femminili, a farmi compagnia in questo secondo giro su <l’Oddo volante>, non potevo non invitare per la prima volta una rappresentante del gentil sesso. Graditissima ospite di questa periodica e pluritematica rubrica è oggi Lucia Vincenti, figura arcinota di insegnante, studiosa, scrittrice nonchè, così è stata anche descritta, abile <detective> della storia, alias ricercatrice.. Tra un su e giù ha avuto inizio la nostra cordiale “chiacchierata” ovviamente su temi rigorosamente usticesi. Lascio volentieri alla vostra lettura mie domande e sue risposte.

– Lucia, recentemente qualcuno, tra altro, ha scritto di te: “molto brava a trasformarsi camaleonticamente” In effetti a Ustica parlano indiscutibilmente per te la condirezione del Villaggio Letterario all’interno dell’Hotel Punta Spalmatore nonché fino al 2017  la consulenza nella qualità di esperta in eventi artistico-culturali offerta al Sindaco del tempo. Ecco, cosa e/o chi ricordi in particolare di quel duplice impegno o triplice ove ve ne fosse altro che non ho citato sempre da te portato avanti nell’isola?

= Ho molti legami con Ustica, isola meravigliosa sempre nel mio cuore, però è arduo stabilire quale sia gerarchicamente, al primo posto, perchè tutto ciò che ho svolto, lo è stato mettendo analoga passione. Onorata di essere stata la consulente alle attività artistiche e culturali dell’isola, incarico che ho svolto a titolo gratuito. Ricordo con piacere le giornate lavorative trascorse con Vittoria Salerno, all’epoca Assessore alla cultura, per la conduzione degli eventi , specie quando portai gli artisti, che accettarono a titolo gratuito per via della nostra personale amicizia. Di questa esperienza rimangono nel mio cuore sopratutto gli spettacoli realizzati in piazza e mi spiace non aver potuto continuare nonostante avessi dato la mia disponibilità all’attuale amministrazione. Sono stata anche tra i coideatori del Villaggio letterario. Io e Anna Russolillo iniziammo quella impresa restando totalmente affascinate dal lavoro che conducemmo e da li nacque l’amicizia con Anna che tuttora ci lega. Non potrò mai dimenticare le giornate trascorse insieme in quegli anni, l’attenzione ai particolari, la passione che muoveva i nostri passi, le serate piacevoli trascorse assistendo agli eventi che preperavamo con cura, illuminate dai tramonti meravigliosi ammirati a Punta Spalmatore, sempre nel mio cuore. Non solo questo mi lega a Ustica, in quanto vi ho dedicato e ambientato dei libri, tra cui ls fiaba ispirata a Enzo Maiorca. Sempre a Ustica insieme a Giuseppe Giacino decrittammo simboli che rammentano le enigmatiche e affascinanti origini ermetiche dell’isola che potrebbero renderla ancora più attrattiva per i turisti, un pò come avviene con le altre grandi città e in primis Palermo. Il mistero affascina sempre.

Lucia, nell’isola di Ustica grazie ai paesaggi stupendi, al bel mare, alle romantiche albe e ai suggestivi tramonti c’è tanta poesia; ma non manca certo la“prosa” ben rappresentata dall’antico, tradizionale e vario “ben di Dio” culinario e dolciario puntualmente presente sulla tavola degli usticesi. Nel corso dei tue ripetute presenze sull’isola, quali le specialità alle quali, al diavolo la linea, in particolare non hai saputo resistere?

= Debbo confessare che raramente sono a dieta. Mi limito a pranzo, per il quale preferisco cibi leggeri ma recupero la sera. Amo molto la cucina semplice, laddove posso gustare i veri sapori. Ecco, tra i cibi isolani più amati e apprezzati ci sono pomodori e melenzane, possibilmente cucinati insieme magari con la pasta; gli insuperabili gamberetti (cucinati in ogni modo ma anche crudi), gli eccezionali fichi e la minestra con le lenticchie.

– Lucia, permettimi ora di trasferirti in altro territorio. Penso che ti sarà capitato in passato e ti capiti tuttora di seguire sia pure distrattamente le vicende riguardanti l’amministrazione comunale. Nell’isola di recente vengono lanciati appelli a trasformare in coesione tutto quanto finora portato avanti in divisione; tradotto: a presentare in una ricercata e trovata unità alle elezioni del prossimo anno una <lista unica>. Ti chiedo: in veste di più o meno attenta osservatrice esterna, come saluteresti questo progetto per Ustica “rivoluzionario”, con favore o con scetticismo?

= L’unione fa sempre la forza. Ustica è un’isola meravigliosa che però, permettimi di osservare, manca spesso di coesione e questo la danneggia. Dovrebbe essere come una squadra. Fermo restando la libertà di vedute, occorre giocare insieme, valorizzando le eccellenze e le professionalità da qualunque parte esse provengono. Io, ad esempio, occupandomi di cultura, raramente osservo la posizione politica della persona con la quale interloquisco. La cultura deve andare oltre. Così anche per la politica. Ustica è una piccola realtà e gli usticesi disgregandosi si danneggiano. 

– Ed ora la sotto-rubrica conclusiva “Via col…vanto”. Per caso ti trovi a dover, appunto, vantare ad altri l’isola di Ustica; brevemente quale privilegiata descrizione ne faresti?

= Ustica è l’isola dove anche ciò che pare impossibile può realizzarsi perchè pervasa da energie positive. Quindi se si ha un sogno nel cassetto … è il luogo adatto dove realizzarlo.

Siamo così giunti al fine-corsa. Per me, e sicuramente anche per chi legge, la compagnia si è rivelata più che  piacevole; sinceramente dispiace salutarsi specie quando ti sei intrattenuto, spiccata professionalità a parte, con quel “contenitore di simpatia”, che risponde al nome di Lucia Vincenti che ringrazio molto per la sua cortese e puntuale disponibilità. Altro o altra occupererà accanto a me il suo posto nel prossimo giro su <l’Oddo volante>.  Chi sarà? Consueto invito: continuate a seguire <Usticasape> e lo scoprirete.

Mario Oddo                                                                                                                                                              odamr@libero.it

RIPRENDE LA PERIODICA RUBRICA CON INTERVISTE “L’ODDO VOLANTE”.  OGGI SU E GIU’ CON … ALDO MESSINA.


La mia intenzione è sempre la stessa, quella di offrire saltuariamente alla vostra lettura i contenuti di una amichevole “chiacchierata” (donde il “tu” confidenziale) su argomenti di locale attualità con noti interpellati, uomini e donne che siano, strettamente ma anche da lontano legati a Ustica. Per questa puntata inaugurale ha cortesemente raccolto il mio invito Aldo Messina, già sindaco dell’isola in due quinquenni consecutivi, rispettivamente dal 2003 e dal 2008. A seguire domande e risposte.

— Aldo, questa prima è una domanda, diciamo, “di riscaldamento“. Se un giono uno scrittore per ipotesi decidesse di dare alle stampe una pubblicazione ripercorrente la tua decennale attività di sindaco di Ustica, cosa ti aspetteresti che principalmente scrivesse di te?

= “Nell’isola ha rivoluzionato il sistema dei trasporti, quello sanitario, ha ascoltato ogni singola richiesta dei cittadini e non ha mai detto: “approviamo questa delibera perchè è di mio interesse”.

— Nell’isola da qualche tempo vengono lanciati ripetuti appelli a trasformare in coesione tutto quanto finora portato avanti in divisione. “Tavolo” intorno al quale non pensi che, se convocato, ogni addetto ai lavori istituzionali dovrebbe fare a gara a sedersi per primo?

= La lista unica non è un’idea nuova a Ustica. La si ventilava anche ai miei tempi. E’ anche questa una dimostrazione che in Sicilia siamo molto bravi a trasformare una occasione in un problema. Ad esempio sappiamo che la Sicilia è a statuto autonomo e potrebbe legiferare “a sua immagine” ma siamo stati bravi a trasformare l’occasione offertaci dallo statuto autonomistico in un problema, recependo e non anticipando la legge nazionale e quindi ritardando l’intervento legislativo. Analogamente l’opposizione di per sè è un patrimonio non un problema. Se fosse un problema il legislatore avrebbe potuto dire: “nei comuni con meno di 5000 abitanti va in amministrazione la sola lista collegata al Sindaco”. Ma così non è stato perchè non sarebbe corretto. L’opposizione è fondamento di democrazia. Se invece l’opposizione (non è certamente il caso di questa amministrazione) è sterile e “dice no” solo perchè è opposizione allora il discorso è diverso. Inoltre è possibile che a Ustica si andrà alla lista unica perchè non è facile trovare 20 e passa cittadini disposti a dedicare tempo alla cosa pubbblica.

— E quì, Aldo, la “madre di tutte le domande: raggiunta, supponiamo, la tanto suspirata unità d’intenti una <lista unica> da presentare alle elezioni comunali del prossimo anno in primavera sarebbe una più che logica e consequenziale una Iniziamo dall’ultimo”chiusura del cerchio>. Ecco, dall’alto della tua decennale esperienza di Sindaco come accolieresti  questo progetto in loco indubbiamente “rivoluzionario” con grande favore o molto scetticismo? più terra-terra diresti ai coraggiosi promotori: picciotti provateci o “levateci manu”?.

= La terza domanda è complessa. Iniziamo dall’ultimo aspetto: “picciotti provateci o levateci manu”. Partiamo dal concetto che chi decide di candidarsi, ancor più come sindaco, è oggi da considerare un eroe. Vedo la lista unica con scetticismo; potrebbe anche, forse, nascere. Ma successivamente al momento di amministrare, nella lista unica nascerebbe l’opposizione. Si potrebbe dire a priori e testualmente “facciamo un patto con il sangue“. Lo dicevano anche a me e si è visto.

— Ultima e più difficile domanda: c’è un qualcuno o un qualcosa di Ustica che pur a distanza di anni non dimenticherai mai?

= Non dmenticherò mai ogni singolo usticese che, nella sua individualità è la persona migliore del mondo. Questa lettera immagino verrà pubblicata e, almeno da qualcuno, letta. Allora vi chiedo: “C’è qualcuno degli usticesi che ancora oggi, a dieci anni dalla mia “uscita”, si sia rivolto a me per avere anche un minimo aiuto e abbia trovato un muro, una porta chiusa? O ha trovato sempre e solo accoglienza e amore, indipendentemente dal fatto che fosse un mio ex elettore o meno? Ho mai chiesto a qualcuno il suo voto? Amore, cari concittadini. Bisogna amare quello che si fa e non sè stessi. Sopratutto se si amministra. Ogni tanto, spesso, perdonare.

Termina così questa interessante chiacchierata con Aldo Messina che ringrazio moltissimo per aver cortesemente trovato, tra un impegno professionale e un altro, un breve tempo da dedicarmi. Prossimamente mi ritroverò su <L’ODDO VOLANTE> con un’altra piacevole compagnia usticese di origine o di cuore.  Chi sarà? Seguite Usticasape e lo saprete.

Mario Oddo
odmar@libero.it

Intervista Nicola Longo

“L’arte del sapere comunicare con i nostri figli” – Intervista a Floriana Bertucci

A gentile richiesta per chi ieri non ha avuto la possibilità di collegarsi ecco la diretta con l’intervista integrale.

Su richiesta e per maggiori chiarimenti riproponiamo l’intervista al Prof. Silvano Riggio – R.M. Ustica


Il Prof. Silvano Riggio, docente all’’Università di Palermo, considerato in quel  momento uno dei massimi esperti di Ecologia Marina,  è colui il quale nel 1986, contro il parere di molti isolani (capofila Camillo seguito da molti pescatori) ha “voluto” l’istituzione della Riserva Marina – successivamente AMP.
Nell’intervista rilasciata ad Usticasape nel 2013 dichiarava che per la Riserva Naturale Marina di Ustica: “Lo Spalmatore è stata una scelta sbagliata…”

D. Secondo la Sua esperienza la zona dello Spalmatore era la più adatta per delimitare l’Area di Riserva Marina?

R. Da quello che sapevo, da quello che si vedeva senza ulteriori studi e ricerche si desumeva la zona più adatta per fare l’area di riserva integrale non fosse quella di Punta Spalmatore, che è una bassa spianata di scogli abbastanza accessibile al pubblico, un pubblico anche non adatto, ma fossero piuttosto le falesie che c’erano a nord e a sud che si proteggevano da sole a causa dell’asperità dei fondali e per la caduta massi e inoltre erano probabilmente le più interessanti perché le più ricche di anfrattuosità e di buchi, dove trovava rifugio la grande fauna marina dell’Isola.

D. Come mai la scelta è caduta nella zona più bella e accessibile per la balneazione dell’Isola?

R. Io ero poco convinto di questa riserva integrale allo Spalmatore, dove fu fatta, per alcuni motivi che posso elencare brevemente:

1. Questa spianata di rocce era abbastanza uniforme e piatta e non riservava quegli scoscendimenti e quelle cadute dove si trova la fauna più rappresentativa dei fondali usticesi.

2. Perché l’attuale area era molto utile, si prestava molto, alla balneazione per i turisti e per i visitatori dell’Isola che intendevano andarsi a fare il bagno, in quanto non trovavano posti altrettanto idonei.[ id=15402 w=320 h=240 float=right]

3. Perché ci sono state delle forti pressioni anche da parte degli stessi padri fondatori della Riserva che lì avevano messo la sede dell’Associazione della pesca sportiva , la pesca diportistica, che era importante e anche agguerrita, e c’era poi la prima sede della Riserva – la Torre.

La torre, appunto era vista come la naturale sede della Riserva.

Il tratto di mare prospiciente la torre si riteneva il più ideale per salvaguardare quell’oasi .

Io ero dell’avviso che queste scelte non potessero suffragare una scelta che per altri versi era penalizzante. Il turista arriva ad Ustica cerca di farsi il bagno e trova la parte migliore dell’Isola, la più accessibile, interdetta alla balneazione.

Io ritengo che per il rilancio, nonché per la buona riuscita della riserva, bisogna assolutamente avere un pubblico che apprezzi l’Isola e la sua riserva. L’Isola è anche una sede di educazione ambientale.

D. Chi ha fatto pressione per indirizzare la riserva in quel posto?

R. Santoro è stato il padre della Riserva ed il troppo amore di Santoro per Ustica che ha generato/indirizzato questa scelta, ma non possiamo fargliene una colpa ma, se mai, riconoscenza…

D. Cosa  suggerisce per il futuro?

R. Per il futuro io vedrei di buon occhio una revisione di tutta la geografia dell’Isola soprattutto la location dei vari punti notevoli della riserva. In tutto questo vedrei bene l’apertura di altre zone “A” compensate dalla chiusura di quelle attuali dopo aver fatto un preciso censimento della situazione.

Bisognerebbe capire se questa zona “A” ha avuto degli effetti sulla presenza di Flora e Fauna e se questi effetti sono duraturi, di grande portata o effetti minimi.

Occorrerebbe fare una ricerca seria, del resto la Riserva nasce per la ricerca, e dopo di che provare altre zone di riserve integrali che andrebbero situate nella costa sud-est (Punta Cavazzi e Cala Galera) o verso il Passo della Madonna che sono punti scoscesi, difficilmente frequentabili ma che possono dare della grandi sorprese dal punto di vista scientifico.

D. Qualcuno potrebbe obbiettare che le zone che indica Lei non sono facilmente accessibili via terra.

R. Questo non è uno svantaggio anzi è un vantaggio perché, se la zona “A” deve essere una zona assolutamente protetta, cioè una zona interdetta a tutto lo sfruttamento, a tutto l’uso di qualsiasi tipo bisogna andare a scegliere una zona impervia una zona che precipita scoscese e quindi non facilmente accessibile. La zona “A” di Ustica è facilmente accessibile e si presta a continue violazioni delle disposizioni e le continue violazioni si ripercuotono sul riassetto naturalistico.

Io ritengo che tutto questo si possa fare dopo aver fatto una analisi, uno studio essenziale. Siccome i ricercatori ci sono e le cifre richieste non sono enormi, anzi sono abbastanza modeste.

Ringraziamo il Prof. Riggio per la Sua chiarezza e disponibilità
PB

Processo firme false M5s a Palermo, intervista all’avv Francesco Menallo


D. Avvocato, abbiamo letto della notizia di agenzia della sentenza di primo grado nel processo cosiddetto “ firme false”, relativo alle elezioni al comune di Palermo del 2012. Anche lei è stato condannato, sia pure ad una pena inferiore rispetto agli attivisti accusati di aver ricopiato le sottoscrizioni degli elettori che supportavano la presentazione della lista. Vuole commentare il fatto?

R. Certamente! Innanzi tutto la ringrazio di darmene l’opportunità e di avere sentito l’esigenza, anche informativa, di approfondire sentendo la mia – certamente di parte- campana.

Le dico subito che nè a me nè al cancelliere è stato mai imputato – nè addebitato- di aver realizzato dei falsi o di essere consapevoli che ve ne erano stati.

Al cancelliere ed a me è stato imputato che le firme non sarebbero state raccolte secondo le previsioni normative.

Le dico subito che né agli atti di indagine né a seguito dell’istruzione dibattimentale emerge una mia consapevolezza di tale fatto. Io sono stato tirato in ballo soltanto perché ho raccontato ai PM la verità, ovvero che contattai io il cancelliere e che portai io allo stesso- in una o più occasioni , i moduli per completare l’autenticazione con l’apposizione della sottoscrizione, del sigillo del Ministero e del timbro del cancelliere che, notoriamente, anche secondo le istruzioni dell’ANCI – non possono essere portati fuori dal Tribunale e devono apporsi all’interno dello stesso durante l’orario lavorativo dell’autenticatore.

D. Tutto qui?

R. Sì, solo la consapevolezza che la vicenda è stata ingigantita dopo una prima archiviazione legata al fatto che le norme speciali in materia prevedono una prescrizione speciale biennale, scaduta il 24 giugno 2014 ( per chi volesse controllare, l’art. 100 del dpr 570/1960) ritenuta vigente dalla corte costituzionale e “reinterpretata” dalla (altro…)

L’ing. Massimo Verga brevemente commenta il suo periodo “ad interim” alla direzione dell’A.M.P. di Ustica.


Come già noto, in attesa che l’Amministrazione comunale di Ustica selezionasse il successore del rinunciatario dott. Salvatore Livreri Console alla direzione dell’ A rea M arina P rotetta, su nomina del Sindaco, il compito di coprire temporaneamente la “sede vacante” semestrale dal 1° Aprile scorso è stato affidato al già capo dell’Ufficio tecnico comunale dell’isola, ing. Massimo Verga, 52enne, palermitano, dal corposo curriculum professionale testimoniato da varie, numerose ed impegnative esperienze legate ad incarichi lavorativi. A mandato ormai concluso ho chiesto allo stimato professionista di esternarci brevissime considerazioni sul suo “interregno” isolano; l’ing. Verga ha in questi termini volentieri e cortesemente risposto all’invito:

“ Nel corso della trascorsa collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ustica ho affrontato le tipiche attività che caratterizzano tale iter amministrativo tecnico di un piccolo Comune; per la verità questa non è la prima esperienza nell’ambito di un piccolo Comune in quanto già nel passato o ho avuto una breve esperienza presso il Comune di Ustica, e più recentemente un altro piccolo Comune dell’hinterland palermitano. Durante questa mia esperienza presso il Comune di Ustica sono stato gravato anche della responsabilità, seguito delle dimissioni del precedente direttore, di dirigere la riserva marina di Ustica. Quest’ultima attività è stata particolarmente onerosa in quanto la mia formazione professionale è distante da quella necessaria per la direzione di un’area marina protetta. Tuttavia mi sono prodigato con estrema impegno per cercare di adempiere col massimo zelo a tale incombenza. Tale esperienza tuttavia mi ha consentito conoscere, anche se non in termini compiuti, le problematiche afferenti ad un’area marina, primo fra tutti il delicato rapporto che si instaura con gli operatori economici che professionalmente fruiscono delle risorse dell’area marina protetta. Non posso nascondere un certo sollievo nel momento in cui ho passato il testimone al dottor Ambrosetti.”

Quanto alle impressioni ricavate nel periodo vissuto nell’Isola, l’ing. Verga, concludendo, ha aggiunto: “sono state essenzialmente due, primo, l’estrema bellezza delle risorse naturali che l’isola possiede, a mio parere, irripetibili in altro contesto; non posso infatti nascondere una certa emozione nell’assistere a spettacoli naturali che, senza tema di smentita, sono unici, basti solo pensare a un tramonto allo Spalmatore; secondo , un aspetto legato a coloro che vivono nell’Isola caratterizzato da una forte conflittualità; sono del parere che se ci s’affermasse a estrapolare dal contesto le finalità che ciascuno degli operatori persegue per la rinascita e il progresso dell’ambito ambientale e sociale dell’isola si avrebbero effetti benefici su tutto il territorio. Invece è facile assistere ad atteggiamenti che non esito a definire egoistici. Occorrerebbe uno sforzo di volontà di tutti coloro che operano nell’ambito isolano per operare con sinergia”.

Trascorsa la gestione “ad interim” dell’ing. Verga, attualmente, esattamente dal 10 settembre u.s., nominato dal Sindaco Salvatore Militello ,  riveste ufficialmente la carica di Direttore dell’ A rea M arina P rotetta di Ustica il dott. Alfredo Ambrosetti , funzionario della Regione siciliana in pensione; nomina ratificata dal competente Ministero dell’Ambiente.

Il più sentito ringraziamento all’ing. Massimo Verga per la sua cortese disponibilità con l’augurio che la sua attività sia via via caratterizzata da crescenti soddisfazioni professionali.

Mario Oddo – odmar@libero.it 

Intervista a Davide Bombarda e Ebook gratuito

VI segnaliamo l’intervista di Davide Bombarda su Radio Roma Capitale riguarlo To Be Formazione ONLUS e il loro Campo Estivo

 

inoltre potete scarica il libro gratuito su Figli e Cellulare dove pochi e brevi consigli permettono di gestire i ragazzi e la tecnologia in famiglia cliccando qui

 

Ustica. A campionato di calcio di 3^ categoria concluso, bilancio all’agro-dolce da parte del tecnico dell’Asd Ustica Leo Cannilla.


Si è da poco concluso il campionato di calcio di 3^ categoria a girone unico ed è tempo di bilancio conclusivo. Sollecitato, volentieri lo traccia per noi il mister (ma lui preferisce alla vecchia maniera “maestro”) della squadra isolana  Leo Cannilla nei termini a seguire.

Rispetto alla scorsa stagione miglior piazzamento in classifica, più punti, più goal fatti, meno subiti, bilancio quindi più soddisfacente anche se con molti rimpianti nel senso che avremmo potuto fare meglio ” …… “poter allenare il 50% dei ragazzi locali e invece non poterlo fare con l’altra metà non presente perchè residente a Palermo sicuramente non mi ha consentito di ottimizzare quell’amalgama che ci avrebbe permesso di fare un ulteriore salto di qualità rappresentato dal non impossibile raggiungimento dei play-off ” …… “ma non è stata questa la sola difficoltà affrontata; è risaputo che nel gioco del calcio condizione indispensabile perchè una squadra raggiunga risultati spesso impensabili è anche avere e sentire vicino la presenza morale e fisica della Società, circostanza su cui nel corso della intera stagione agonistica non abbiamo mai potuto contare; siamo stati lasciati soli, non c’è stata una sola trasferta con un dirigente al seguito, di fatto organizzativamente e finanziariamente, il sottoscritto e Luca Basile abbiamo affrontato l’intero campionato in totale autogestione con non pochi sacrifici personali; gli unici grazie che doverosamente mi sento di rivolgere vanno all’Amministrazione comunale che non ci ha fatto mancare l’occorrente e indispensabile contributo economico, a <Il Faraglione> di Giovanni Tranchina per la sponsorizzazione e al Bar Sabrina e all’Alimentari Patricolo per il sostegno finanziario fornitoci  ” …… “quanto ai nostri tesserati, deluso, debbo a malincuore rilevare che non tutti nel corso del campionato hanno dimostrato senso di responsabilità, solo alcuni hanno risposto positivamente dimostrando attaccamento alla maglia; paradossalmente in questo sono stato supportato più dai “palermitani” che da alcuni elementi locali ” …… “ma pur in mezzo a tutte queste difficoltà al nostro attivo una grande vittoria, felici di averla conseguita anche per l’immagine della nostra isola, quella della  Coppa Disciplina portata per la prima volta a Ustica ” …… “progetti per il futuro? sono già stato abbastanza chiaro, il prossimo campionato 2019/2020 non mi vedrà confermato allenatore della squadra; con un assetto societario che vede il vertice del tutto assente non si va da nessuna parte, con calciatori, non tutti solo alcuni, non responsabili altrettanto.

Sono sincero, non vivendo la quotidianità all’interno della Società e squadra avevo immaginato che da questa chiacchierata col maestro Cannilla, unico mio riferimento i numeri alla mano consegnati dalla classifica conseguita, venisse fuori un bilancio tutto sommato “dolce” e invece inaspettato, almeno per me, è qui venuto fuori anche qualcosa di “agro”.  Che dire?  La notte tradizionalmente porta consiglio e di notti da trascorrere le “parti in causa” ne avranno parecchie; è lecito augurarsi che quanto prima uno, quello buono alla fine verrà fuori. Niente che ad Ustica si vuole dare … un calcio al calcio?

 Mario Oddo
  odmar@libero.it

 

Nostra intervista al Presidente del Consiglio comunale di Ustica – dott. Francesco D’Arca.


All’indomani del Consiglio comunale che si è svolto  venerdì 12 Aprile u.s. attraverso poche e mirate domande abbiamo voluto conoscere le impressioni del dott. Francesco D’Arca che nella qualità di Presidente ne ha presieduto la seduta serale.

Dott. D’Arca, Il clima sereno, costruttivo, è stato il primo dato confortante emerso al termine del Consiglio Comunale.

“E’ quello che nella qualità di Presidente del Consiglio auspico possa sempre guidare i lavori dell’aula perchè soltanto attraverso un confronto sereno, pur nella diversità di opinioni, si può addivenire a soluzioni ragionate per problemi spesso complessi. Purtroppo devo registrare, da parte di pochi, per fortuna, la perseveranza nel tentare di creare un clima di ostilità sperando di potere continuare, nel caos, a mantenere lo status quo. E’ sotto gli occhi di tutti che questa Amministrazione sta operando nell’interesse generale ponendo soluzioni chiare alla disastrosa situazione sia amministrativa che finanziaria lasciata della gestione Licciardi”.                                                                                                                                                    

Presidente, dovendo riferire a chi non c’era i punti salienti di cui si è discusso, come li sintetizzerebbe?

“L’altra sera è stato compiuto un ulteriore passo verso la regolarizzazione dello strumento finanziario con l’approvazione del bilancio di previsione 2018/2020. Occorre ricordare che quando nel luglio 2018 ci siamo insediati la precedente amministrazione ci ha lasciato in eredità soltanto il bilancio di previsione 2016 corredato, peraltro, di parere negativo da parte del revisore dei conti. Grazie al lavoro incessante della giunta e degli uffici in pochi mesi abbiamo approvato il bilancio consuntivo 2016, preventivo e consuntivo 2017 e oggi il bilancio di previsione 2018/2020. Possiamo affermare di essere in linea con gli altri comuni anche se l’obiettivo é quello di arrivare a predisporre entro breve tempo il bilancio di previsione 2019. Anche in questo caso, non senza amarezza, devo registrare, da parte dei consiglieri di minoranza, una scarsa attenzione alla sostanza vera delle cose a fronte di una ricerca continua di elementi insignificanti per alimentare polemiche inutili. Mi riferisco al fatto che nel parere di accompagnamento al bilancio il Revisore dei conti ha voluto sottolineare due grosse criticità che incombono sull’equilibrio dei conti ed in particolare sul dato che le somme trasferite dal Ministero dell’Ambiente, circa 900mila euro, destinate ai lavori per l’adeguamento del depuratore sono state, dalla precedente amministrazione, spese in altro modo creando un ammanco di cassa di pari entità. Altro punto di criticità evidenziato riguarda la revoca del finanziamento della scuola media (4,5milioni di euro) e la richiesta di restituzione di circa 700mila euro già accreditati per l’inizio dei lavori e manco a dirlo spesi. Ecco su questi rilievi i consiglieri di minoranza non hanno ritenuto opportuno approfondire l’argomento. Sapendo di essere causa del problema farei di tutto per contribuire a risolverlo, se veramente ho a cuore l’interesse della comunità, e invece i consiglieri di minoranza trascorrono il tempo a cercare di sterilizzare l’azione amministrativa perseguendo l’obiettivo del “mal comune mezzo gaudio”. Anche riguardo all’approvazione del regolamento di funzionamento della “Democrazia partecipativa” si evidenzia lo sdoppiamento di personalità della minoranza considerato che disponevano di questo importante strumento partecipativo dal 2014 e non hanno mai sentito la necessità di renderlo disponibile. Solo quando questa Amministrazione ha concretamente aperto alla partecipazione dei cittadini, hanno compreso l’errore compiuto, almeno spero, ma, anche in questa circostanza, più che fornire un contributo al miglioramento del percorso partecipativo si sono spesi in critiche poco comprensibili”     

Dott. D’Arca, altre priorità, oltre a quelle oggetto di dibattito in Consiglio, sono alla particolare attenzione dell’Amministrazione?

“L’Amministrazione è impegnata su diversi fronti primo fra tutti l’adeguamento del depuratore i cui lavori inizieranno la prima settimana di maggio; la raccolta differenziata dei rifiuti ed il loro conferimento in discarica; un piano generale di interventi sulla edilizia scolastica e abbiamo tutti sotto gli occhi la situazione disastrosa lasciataci dalla precedente amministrazione, oggi minoranza in consiglio; la riorganizzazione dell’ AMP attraverso l’apporto di alcune modifiche al disciplinare”.

Ringraziamo il Presidente del Consiglio comunale di Ustica, Dott. Francesco D’Arca, per la sua cortese disponibilità.

a cura della Redazione di Usticasape.

Ustica Banda Musicale, un vuoto colmato!…  Primo incontro con Padre Lorenzo Tripoli.


Ustica, Banda, intervista, parrocoDa tempo a Ustica tutti, locali e non, hanno avvertito un vuoto rappresentato dall’ assenza del gruppo bandistico da sempre rappresentativo di un’antiche tradizione dell’isola, quella musicale. Quel vuoto finalmente è sparito, coperto, proprio alla domenica di Pasqua, dal suono festoso del Nuovo Gruppo Bandistico S. Bartolomeo che è tornato a diffondere note e gioiosità per tutta Ustica.

Darò in successione <voce> a “Quelli che la banda musicale di Ustica …” hanno fortemente voluto che tornasse a suonare. Per primo incontro fra questi Padre Lorenzo Tripoli, Parroco della locale Parrocchia di San Ferdinando Re, dal quale è partita l’idea di tornare a dare rappresentanza bandistica musicale alla comunità usticese. Non senza ringraziarlo per la cortese disponibilità riporto volentieri le sue parole:

“Parlandone attorno e cogliendo nei ragazzi il desiderio e la voglia di riprendere il discorso della Banda musicale immediatamente mi sono fatto carico di iniziare questa nuova avventura con loro; ho trovato massima disponibilità, tutti entusiasti nell’accogliere questa proposta; notevole il ruolo di Antonio Iorio in particolare che ha sùbito appoggiato la mia iniziativa” …. ”Il giorno di Pasqua ho avuto la grande soddisfazione di vedere tutta la Comunità condividere con contentezza la nostra <pazzia> segnale inequivocabile di quanto nell’isola si sia sentita la mancanza della Banda musicale, quanto gli isolani fossero legati a questa loro tradizione” .… “Diceva Sant’Agostino che chi canta prega due volte; si può estendere benissimo anche il concetto nel senso che anche la musica può essere ben considerata attraverso le note come una forma di lode al Signore.” ….”A settembre saranno sei anni che felicemente sono sacerdote ad Ustica, una bella comunità che ha voglia di crescere e stiamo sicuramente andando avanti pur nelle tante difficoltà che inevitabilmente ci possono essere; però mi trovo bene con tutti, giovani e meno giovani; cerchiamo di andare avanti insieme tra alti e bassi sempre con l’aiuto di Dio” ….”Tra l’altro ho un ottimo rapporto con i ragazzi ai quali faccio da insegnante a scuola; ho la opportunità di stare con loro e parlare delle varie problematiche”. Prima di concludere questa simpatica conversazione come ultima domanda, scoperta questa a differenza delle precedenti occulte ma intuibili dalle risposte, gli ho chiesto:
“Padre Lorenzo, il giorno in cui per ordine superiore dovesse lasciare Ustica cosa rimpiangerebbe più dell’isola?”. “TUTTO!”, è stata la risposta secca e possente del Parroco che ha poi così proseguito: “mi auguro che questo possa accadere il più lontano possibile, però noi sacerdoti siamo chiamati all’obbedienza delle disposizioni del Vescovo e dobbiamo sempre fare quella che è la volontà di Dio ovunque Lui ci manda; quel giorno però mi mancherà tantissimo il mare, la natura, la gente dell’isola che sento come una grandissima famiglia ogni giorno di più a me vicina e solidale”.

Mi sia concessa una annotazione personale: da ragazzo ho studiato dai Salesiani; il mio professore di religione non tralasciava occasione per ricordarci sempre che “il Paradiso si merita in tanti modi”. Rilevo questa un’occasione per riprendere il tormentone: premesso che Padre Lorenzo Tripoli sicuramente il Paradiso (fra cent’anni naturalmente) l’ha già assicurato di suo per tant’altro, con questa “opera buona” della Banda musicale restituita agli usticesi, penso abbia notevolmente rinforzato il diritto all’ingresso …

Mario Oddo – odmar@libero.it

 

 

Ustica, intervista a Paolo Belli


 Paolo Belli ad Ustica
Ustica, intervista a Paolo Belli
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com