Riceviamo e pubblichiamo – LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE MARCO FALCONE: MANTENGA LE PROMESSE!!!


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Lettera ad un’amica in lacrime.


Cara Angela, delle tantissime belle parole, delle frasi più ricercate, una più commovente dell’altra, che in misura oltre l’immaginabile stai ricevendo in questi giorni nella tristissima occasione della dipartita del tuo amato genitore, purtroppo nessuna avrà il potere di restituirgli un solo attimo di vita, ma ti sia di non poco conforto constatare quante persone vicine e lontane stiano ancora oggi condividendo il tuo profondo dolore.

Non ricordo chi, ma qualcuno ha detto o scritto: “io non ho paura della morte ma di morire nel ricordo di chi resta“. Angela, aggiungo conforto a tuo conforto assicurandoti, e l’ondata di vicinanza di cui sei stata beneficiaria ne è la prova, che il tuo compianto papà questo rischio non lo correrà affatto.

Finchè ci sarà Ustica, finchè ci saranno parenti, amici, conoscenti vicini e lontani che gli volevano bene, cioè tutti, finchè ci sarà il mare, le barche, le nasse, tutto quotidianamente riporterà “in vita” Ninì D’Angelo. 

Angela, per questo, che sul tuo volto la serenità prenda al più presto il posto delle lacrime. Un abbraccio.

Mario Oddo

Riceviamo e pubblichiamo – “i cattivi pensieri di Ustica”


Spett.le Ustica SAPE
c.a. Signor Pietro Bertucci

Oggetto: i cattivi pensieri di Ustica

  Approfitto ancora una volta di questo spazio di libertà e di civile confronto offerto da Ustica Sape per scrivere di tre fatti che mi hanno colpito come persona perché non fanno onore alla maggioranza degli usticesi che, negli anni, mi hanno dato evidente dimostrazione di possedere grandi valori umani, superiori di gran lunga a quelli che abbia mai riscontrato in vicini ventennali di ballatoio qui, a Palermo, dove per adesso vivo aspettando, con ansia, il momento di poter vivere stabilmente ad Ustica.

Il primo: il furto ed il danneggiamento subito dalla mia casa di Ustica prima di Pasqua di quest’anno, da parte di due ( o forse tre)esecutori materiali col sostegno della “famigghia” visto che le modalità, le circostanze, l’oggetto dell’operazione non avevano alcuna attinenza con il pur disdicevole ma certamente meno grave furto per motivi economici. Coloro che hanno compiuto il gesto, ed i loro complici morali, evidentemente non hanno chiaro né l’erroneità delle loro presunte motivazioni d’odio né le precedenti esperienze di vita e di lavoro di chi scrive che ha avuto a che fare con fatti criminali ( cruenti e da colletti bianchi) di ben altro spessore del danneggiamento di una porta e della sottrazione di una trave lignea e dei supporti di sostegno tralasciando quella – intera e non montata- presente lì accanto come quella – ancora più appetibile – esistente nel fondo adiacente attraverso cui sono passati lasciando tracce evidenti al confine;

il secondo: la colla nei lucchetti di una saracinesca di un esercizio commerciale locato ad una “straniera”, fatto accaduto qualche mese dopo il primo;

il terzo: il diniego del saluto, qualche settimana fa, ad una ex insegnante di Ustica da parte della madre di una ex allieva  e, a seguire, direttamente da una ex allieva nel frattempo divenuta adolescente, che giustificava, il suo comportamento e quello della signora col fatto che “lei si era schierata con la maggioranza…”.

Su questi tre fatti, cosi diversi tra loro ma indicativi della medesima mentalità talmente chiusa che nemmeno un disegnino potrebbe contribuire a facilitarne la comprensione, rendendo ovvia la considerazione che i responsabili di tali comportamenti ritengono che gli altri non abbiano diritti ma solo interessi in contrapposizione ai propri, come tali non da affrontare dialogando ma semplicemente aggredendo, rendendosi protagonisti di intemperanze scioccamente delinquenziali, credo che la comunità locale, la scuola, gli organi(?) in cui ancora si svolge un simulacro di dibattito dovrebbero interrogarsi.

Una comunità che in inverno conta 900 persone, che spesso è isolata, non può nutrirsi di odio e di sospetto verso il vicino solo perché non ha la stessa visione del mondo e spesso neanche ascolta il suo interlocutore, limitandosi a ruminare quello che ha in testa.

Più grave del danno procurato a me, oltre che alla inquilina del locale “sigillato” con sistema paramafioso – che da la misura della miseria, anche criminale, degli autori- è terribile la partigianeria che traspare da una assolutamente legittima scelta “politica” che nulla dovrebbe avere a che fare con i rapporti personali, umani, di vicinanza.

Se persino i ragazzi vengono su così, la scuola – oltre la famiglia- ha fallito e bisogna, con immediatezza, invertire questa tendenza all’incapacità di comprendere le ragioni dell’altro, il che non significa affatto non avere posizioni proprie ma avere la capacità dialettica di interloquire civilmente con chiunque.

Spero che chiunque abbia buona volontà, voglia fare uno sforzo di dialogo, da qualsiasi posizione ideologica, perché “altro” non significhi automaticamente e, consentitemi, stupidamente, nemico.

Grazie del tempo dedicato a leggermi.

Palermo, lì, 10 luglio 2021

Francesco Menallo

 

“MIO FIGLIO. L’AMORE CHE NON HO FATTO IN TEMPO A DIRGLI”


LIBRI, COSTUME E CULTURA D’AVANGUARDIA 

“MIO FIGLIO. L’AMORE
CHE NON HO FATTO IN TEMPO A DIRGLI”
ARRIVA IN LIBRERIA

Una lettura per figli, genitori e docenti

Dai primi giorni di giugno, in tutte le librerie, incluse le principali on line, è disponibile “Mio figlio. L’amore che non ho fatto in tempo a dirgli” di Marco Termenana (pseudonimo), edito da CSA di Castellana Grotte, Bari.

L’autore, con lo pseudonimo di El Grinta, sullo stesso argomento, ha già pubblicato GIUSEPPE.

Il romanzo è ispirato al suicidio realmente accaduto nella notte tra il 24 ed il 25 marzo 2014 a Milano, città in cui vive, di Giuseppe, il figlio all’epoca ventunenne (il primo di tre), quando cioè apre la finestra della sua camera, all’ottavo piano di un palazzo, e si lancia nel vuoto.

Si racconta il mal di vivere di un essere che si è sentito sin dall’adolescenza intrappolato nel proprio corpo e, infatti, è anche la storia di Noemi, alter ego femminile che assume contorni definiti nella vita dei genitori solo nel momento in cui si toglie la vita.

Tragedia non solo di mancata transessualità ma anche e soprattutto di sofferto e mortale isolamento, al secolo hikikomori.

Da novembre 2017 a novembre 2019, prima cioè che il covid fermasse l’attività in presenza delle scuole, l’autore ha presentato la storia per tutta Italia, in 24 Istituti Superiori e una di primo grado (solo alle terze), fino ad arrivare a novembre 2020, quando, attraverso questa testimonianza, l’Amministrazione Comunale di Viareggio ha voluto tenere anche un incontro on line, con un credito formativo riconosciuto dal MIUR, per i docenti che vi partecipavano.

E se questo la dice lunga sul pubblico, come critica letteraria, da agosto 2016 ad aprile 2019 (la prima edizione è di maggio 2016 e la seconda di maggio 2018), il racconto ha ricevuto 21 riconoscimenti in tutta Italia, tra cui vari primi Premio per la narrativa edita.

Ma perché un nuovo libro su Giuseppe e perché ancora questi temi? Non si rischia di essere banali e sdolcinati? Bruschezza a parte, quanti sono i figli che muoiono in incidenti o si suicidano perché non si sentono accettati o per il loro orientamento sessuale o anche per altro e quanti sono i libri, le poesie, i film o le canzoni che si scrivono su di loro? Perché leggere una storia del genere?

L’argomento non è affatto banale e sdolcinato e non è questo. O, forse meglio, non è solo questo. Il vero argomento è l’incomunicabilità tra genitori e figli. Il libro infatti, se letto correttamente, può unire figli e genitori: i figli perché, attraverso un esempio di vita vera, hanno modo di rendersi conto di quanto sono amati dai genitori e i genitori fin dove possono spingersi con i figli.  In più, l’autore è dotato di un talento naturale di cui probabilmente neanche lui si rende conto, tale che gli consente di raccontare i sentimenti e i fatti che ha vissuto, anche i più tragici, attraverso delle maglie poetiche, come già ha scritto qualche giornale, che rendono la sua lettura avvincente e convincente.

Parliamo come genitori: non sappiamo se davvero abbia delle colpe come padre e neanche lo vogliamo sapere, sta di fatto che quando si mette a scrivere, diventa un vero e proprio “berretto verde” della letteratura – da cui tutti noi possiamo prendere e apprendere – con il magico potere di modificare finanche il tempo e farlo diventare uno solo: il presente di ciò che narra.

Per questo siamo fermamente convinti che questo è il libro che tutti i ragazzi, a partire dalla scuola media, e i loro genitori e docenti dovrebbero leggere almeno una volta.

Ultimo ma non per ultimo, suggerito anche alle nonne, visto il rapporto che Giuseppe aveva con quella materna e teneramente narrato.

E allora, sotto ragazzi e in bocca al lupo Giuseppe!

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L’autore è contattabile attraverso la sua nuova pagina Facebook “Marco Termenana”.

Lettera di stimolo – “educarsi ed educare attraverso lo sport”


Lettera di stimolo inviata anni fa alla squadra di calcio, in occasione di risultati deludenti , che ritengo sia da riportare all’attenzione in questi particolare momento…

Forza Ragazzi ” AD MAIORA” — Nello sport come nella vita ogni uomo si prefigge di raggiungere traguardi sempre più ambiziosi. Tutto ciò, oltre che essere insito nella natura dell’uomo, è anche lecito se è fatto rispettando le regole. Guai se non fosse così, saremmo rimasti all’età della pietra. Il problema é quello di stabilire che tipo di traguardo si vuole raggiungere. Da usticese a usticesi, in qualità di tecnico vissuto e soprattutto da educatore, mi rivolgo alla gioventù ed, in particolar modo, ai giovani che fanno parte della neo-squadra dell’ASD Ustica calcio. Con grande ammirazione, sin dall’inizio, ho constatato l’entusiasmo e lo spirito di organizzazione con cui avete messo sù la società, ai componenti della quale vada il mio più sincero ed affettuoso compiacimento. Di già, il fatto di essere riusciti, con la concordia di tutti, ad organizzare, in una piccola comunità come quella della nostra isola, una squadra di calcio, é il primo dei tanti valori morali che lo sport ci spinge a raggiungere. Anche se fino adesso i risultati non sono stati soddisfacenti non ci si deve demoralizzare né, tanto meno, demordere. Bisogna andare avanti, credere su quello che si fa, accettare sportivamente gli attuali risultati, allenarsi, lavoro permettendo, con costanza ed assiduità, per migliorare la condizione, affinare il gesto tecnico ed aspettare che sicuramente giungano tempi migliori. Da tutti viene decantata positivamente l’importanza della pratica sportiva che, oltre a migliorare le qualità fisiche e fisiologiche ci aiuta ad affinare, in special modo, quelle morali quali socializzazione, rispetto per gli altri e quindi anche per gli avversari, spirito di corpo, di sacrificio, di sopportazione, di giusta rassegnazione, di corretta reazione ecc. Il sottoscritto da atleta prima e da tecnico federale poi, ha praticato ed ha fatto praticare attività sportiva, nel caso specifico nuoto e pallanuoto e, sono sicuro di non esagerare, a migliaia di giovani di qualunque età, ispirandosi alla famosa frase del Decouberten “L’importante non é tanto vincere quanto partecipare.” E’ chiaro che se si riesce a vincere é meglio. Sempre però, rispettando le regole. E’ anche chiaro che non tutti possiamo diventare grandi campioni, ma possiamo essere aiutati dallo sport a diventare “Cittadini campioni”. Questa vuole essere una esortazione ai giovani che concludo con una frase coniata dal sottoscritto, frutto di grande e lunga esperienza e di comprovati risultati evidenziati dagli stessi giovani. “SE NEL PRATICARE SPORT,SIAMO RIUSCITI AD ASSUMERNE I CONTENUTI TECNICI E SOPRATTUTTO QUELLI MORALI, ALLORA ABBIAMO VINTO L’OLIMPIADE DELLA NOSTRA VITA”. Auguri e FORZA RAGAZZI !!!

Giovanni Martucci

Riceviamo e pubblichiamo – lettera di riscontro a quella del revisore del 3 gennaio 2021


Spett.le USTICA SAPE
c.a. Pietro Bertucci

Approfitto ancora una volta, sia pure con ritardo, della cortese ospitalità della testata per intervenire su una vicenda risalente all’inizio dell’anno in corso ed a mio parere meritevole di attenzione.

Il fatto. Il Sindaco formula gli auguri di Natale alla cittadinanza e- tra le pieghe- ricorda quanto di buono avrebbe fatto la sua amministrazione e come l’opposizione abbia tentato vanamente- di ostacolare le sue pregevoli iniziative .

La minoranza replica che quanto realizzato dall’attuale amministrazione è frutto della programmazione della precedente mentre parecchie iniziative pessime sono da ascrivere all’attuale amministrazione.

Sin qui il solito gioco delle parti, francamente stucchevole se inserito in un messaggio d’auguri ed in un periodo agro come quello che vivevamo a fine anno e- ahimè!- tuttora.

In questo contesto si inserisce la lettera, da voi pubblicata il 3 gennaio 2021 , a firma dell’assessore al bilancio, già revisore dei conti nella precedente amministrazione.

In ordine a tale missiva devo sottolineare che alcune affermazioni non sono esatte e che le minacce di azioni legali nei confronti della minoranza appaiono totalmente fuori centro.

Ed invero:

1)Se è pacifico che la responsabilità delle scelte finanziarie del comune spetta all’amministrazione, è del pari vero che il revisore dei conti ha un obbligo di controllo e, se del caso, di segnalazione delle eventuali irregolarità di tali scelte, mantenendo un dovere di collaborazione con l’organo consiliare, di fornire pareri, proposte, ecc. tutte attività dettagliatamente elencate all’art.239 del d.lgs. 18/8/2000 n. 267 a cui per brevità rinvio ed a cui il revisore deve adempiere con la diligenza del mandatario, con l’obbligo di segnalazione alle autorità competenti ove individui ipotesi di irregolarità e mantenendo la riservatezza sugli atti conosciuti a causa dell’ufficio ricoperto e rispondendo dell’autenticità delle sue attestazioni  (cfr. art. 240 della norma citata)

2)I compensi ed i rimborsi dovuti ai revisori sono determinati ai sensi dell’art. 241 del più volte citato d.lgs. 267/2000 nei limiti di quanto indicato dal ministero dell’interno di concerto col ministro dell’economia

I compensi degli amministratori non residenti presso il comune in cui svolgono la funzione e per il raggiungimento della sede sono limitati al rimborso delle spese di viaggio documentate per la partecipazione alle sedute dell’organo di cui fanno parte e per assicurare la loro presenza presso gli uffici per lo svolgimento delle loro mansioni, previa presentazione dei giustificativi di spesa( art. 9 comma IV l. reg. sic. 16/12/2008 n.22)

Cosa diversa sono ovviamente le missioni fuori dalla sede istituzionale, in cui è previsto il rimborso forfettario anche delle altre spese( soggiorno, vitto,ecc.) previa autorizzazione del capo della amministrazione locale o del presidente del consiglio a secondo dell’incarico ricoperto.

3)Appare singolare che un revisore dei conti- sia pur ex- non conservi le pezze giustificative dei costi dei suoi spostamenti di cui intende chiedere il rimborso, confidando nell’archivio del vettore, come peraltro previsto espressamente nella norma- sia pur non esaustivamente- dal medesimo amministratore richiamata

4)Da ultimo, il reato di calunnia consiste nell’informare di un fatto costituente reato a carico di chi si sa essere innocente l’autorità giudiziaria o chi ha l’obbligo di riferire alla medesima

Nei fatti riportati dall’assessore al bilancio nella sua missiva, oltre che non esaustivamente esposti, ove veritieri – ed abbiamo visto come la critica della minoranza, peraltro inopportunamente sollecitata in un messaggio che avrebbe dovuto essere augurale da parte del sindaco, non sia normativamente infondata- non si rinviene alcuna fattispecie penalmente rilevante ma una semplice, legittima e fondata critica.

Confidiamo che il prosieguo della consiliatura sia improntata ad affrontare- serenamente-i variegati problemi dell’isola dismettendo confronti privi di fondatezza giuridica e di senso comune, a beneficio delle idee propulsive ed a danno degli intenti demagogici.

Ringrazio la testata per l’ospitalità ed i collegamenti difficoltosi che mi hanno regalato il tempo per questa mia e per aver potuto godere un po’ di più dell’isola e dell’ospitalità della maggior parte dei suoi abitanti.

Francesco Menallo

Riceviamo e pubblichiamo – Letterina di Natale al premier da parte di un “bambino” di sessantacinque anni


Carissimo Presidente Conte,

sono un “bambino” di sessantacinque anni e torno a riscriverle per l’ennesima volta, sperando in un suo cortese cenno di risposta. Almeno stavolta. Almeno una supercazzola da maestrino elementare, come ha fatto con l’altro bambino che le ha scritto, temendo un lockdown per Babbo Natale.

Lei conosce la storia di Norman Zarcone? Be’, se non la conosce deleghi il suo ufficio stampa a cercare notizie, da parte mia le ho già raccontato tutto a più riprese. A settembre, in una delle mie innumerevoli missive, le avevo lanciato un guanto di sfida: venga a Palermo, incontri i giovani, gli amici di Norman, i tanti che si sono stretti attorno al suo nome e al suo gesto lacerante. Venga a Palermo – le avevo chiesto – e affrontiamo un discorso equilibrato col Primo cittadino, il Presidente della Regione e l’assessore all’Istruzione. Ma lei forse, Presidente, non mi ha considerato abbastanza “bambino” per potermi rispondere. Eppure le garantisco che sono molto “bambino”, lo creda in apertura di credito. Da quando è morto mio figlio ho ripreso ad aver paura del buio, ho una strafottutissima paura di restare da solo, parlo con gli angeli (ma a volte bestemmio) e credo in Babbo Natale. Già. Spero che un giorno Babbo Natale mi porti sotto un albero natalizio ideale (perché da dieci anni non lo addobbo più) quella giustizia fin qui negata, quella verità sottaciuta, quell’ammissione di colpa da parte delle istituzioni nella gestione di un fenomeno dalla triste nomea: le baronie universitarie. Da dieci anni il Natale per me è un inferno; da dieci anni è la luce riflessa della morte e della solitudine; da dieci anni, il Natale, è una lama di ghiaccio che si conficca nelle mie carni; un bisturi chirurgico che fa a lacerti le mie viscere in una surreale autopsia mentre sono ancora in vita. Una vita meramente biologica, è chiaro, perché la mia vita affettiva, spirituale, sociale si è spenta quel 13 settembre del 2010. Se pensa che siano esagerazioni, lo chieda a Michele Vecchione, padre di Luigi (posso mettervi in contatto), il brillante ingegnere meccanico morto suicida (come Norman) dopo aver denunciato – inascoltato – brogli e intrallazzi. Dopo aver denunciato pubblicamente all’Autorità anticorruzione e alla polizia di Frosinone. Altra bella storia, vero? Parli con Michele Vecchione, se non vuole parlare con me. Vede quel bambino che dorme nella foto? È mio figlio Norman. Il mio sangue. Il corpo che non potrò più amare, abbracciare. Il corpo che per codardia non ho avuto la forza di riconoscere nei suoi troppi brandelli. Il regalo che non potrò più fare a Natale. Presidente, so già che il mio Babbo Natale non verrà. So già che il lasciapassare internazionale a lui non verrà concesso. Egli, il mio Babbo Natale, rimarrà in lockdown perché, come tuonava opportunamente Giordano Bruno, “è un’ingenuità chiedere al potere di riformare il potere”. Buon Natale Presidente, ma si ricordi: ci vogliono più palle per sopravvivere a certe tragedie, che per addobbare un albero di Natale…

Riceviamo e pubblichiamo – riscontro lettera aperta dell’assessore al bilancio del comune di Ustica


Palermo,lì,11/10/2020

c.a. Pietro Bertucci

Oggetto: riascontro lettera “aperta” al mio indirizzo pubblicata su Ustica Sape ad iniziativa dell’attuale assessore al bilancio del comune di Ustica nonché ex revisore dei conti dello stesso comune.

Spett.le Ustica Sape,

torno ad approfittare della gentile ospitalità del sito per dare riscontro ad una lettera “aperta”pubblicata sul sito, a me rivolta dall’assessore al bilancio del comune di Ustica nonché revisore dei conti della precedente amministrazione.

Gli argomenti trattati sono diversi ed hanno delle implicazioni tecnico- giuridiche che dovrò affrontare cercando di renderle chiare in poco spazio senza annoiare oltremodo il lettore.

1) Preliminarmente prendo atto del fatto che l’amministrazione Militello mi ritiene un suo contraddittore : non era mia intenzione essere considerato tale ma se ciò può servire a squarciare l’immobile silenzio sceso su un operato difforme dalle previsioni normative, ben venga l’occasione offertami;

2) Preliminarmente, come mio costume, mi assumo ogni responsabilità per quello che sto per scrivere, dichiarandomi disponibile ad ogni genere di confronto, possibilmente con un esperto della materia amministrativa e contabile, in sede pubblica, ad Ustica, in una delle numerose occasioni in cui il mio interlocutore riterrà di essere presente per le numerose incombenze amministrative che certo settimanalmente lo vedono recarsi ad Ustica;

3) La sentenza resa nel processo per la tragica morte dei due minori di Ustica, non vede soltanto la condanna penale del sindaco sotto il cui mandato si sono verificati i fatti ma anche la condanna civile ( a favore della parte civile) del comune di Ustica, in solido con lo stesso, di una provvisionale ( cioè di un’acconto sulle maggiori somme dovute);

4) Quali parti civili si sono costituiti solo i genitori del piccolo Bartolo ma sono potenziali creditori tutti i congiunti ( sorella, nonni, ecc.); l’esercizio dell’azione civile nel processo penale prevede che le statuizioni civili, addirittura già nel dispositivo (emesso lo stesso giorno della decisione e privo di motivazione) siano immediatamente esecutive nei confronti delle parti contro cui è stata resa la sentenza (allo stato imputato e comune di Ustica quale responsabile civile);

5) Pertanto il debito del comune di Ustica sussiste dal momento dell’emanazione del dispositivo e non dal momento del passaggio in giudicato ( ovvero dalla definitività) della sentenza;

6) Tale stato di cose è cosi sin dall’entrata in vigore della l. 26/11/1990 n. 353, ovvero dal 1/1/1993, pertanto non vi è alcun dubbio circa l’esistenza del debito in capo al comune di Ustica, a nulla rilevando che abbia presentato appello;

7) V’è però di più: le norme sugli enti locali (d.lgs. 267/2000, per quel che qui interessa artt. 167 e 243bis) e quelle sulla contabilità pubblica (allegato 4/2 par.5.2 lettera h del d.lgs. 118/2011), prevedono che in presenza di contenzioso di particolare entità – ed è questo il caso che ci occupa, potendosi risolvere in un risarcimento danni per importi superiori al milione di euro – il comune debba accantonare le somme necessarie a far fronte ad un eventuale condannatorio. Tali somme non sono state accantonate né durante il giudizio (iniziato sotto l’amministrazione precedente, in cui l’attuale assessore al bilancio era revisore dei conti, né dopo, quando sempre lo stesso revisore era diventato responsabile del bilancio nell’attuale amministrazione). NB : il revisore dei conti, ai sensi e per gli effetti del richiamato all.4/2 par.5.2 lettera h del d.lgs. 118/2011, DEVE PROVVEDERE A VERIFICARE LA CONGRUITA’ DEGLI  ACCANTONAMENTI.

8) V’è ancora di più. Dai primi di aprile del 2019 c’è un dispositivo di sentenza ESECUTIVO ( la sentenza di condanna per gli effetti civili di cui più sopra), in forza del quale andava deliberato il debito fuori bilancio atteso che le sentenze ESECUTIVE vanno onorate non essendo necessario che siano definitive per essere considerate debiti fuori bilancio ( v. art. 194 lettera a del d.lgs. 267/2000).

9) Da ultimo, fermo restando che non è mio compito difendere la passata amministrazione, sul cui operato contabile vigilava il predetto revisore – oggi assessore, non posso tacere che le responsabilità dell’attuale amministrazione sono pienamente saldate a quelle della precedente, atteso che, contrariamente a quanto previsto dal combinato disposto dell’art. 243bis del d.lgs. 267/2000 e dall’art. 4bis, comma 2 del d.lgs. 149/2011, l’attuale amministrazione NON ha rimodulato il piano di riequilibrio né effettuato una nuova ed autonoma ricognizione dei debiti ( anche di quelli su cui l’ex revisore ed odierno assessore del bilancio non aveva fornito parere, come abbiamo appreso dalla sua);

10) Conseguentemente, in base al noto principio di continuità amministrativa, riteniamo che l’odierna amministrazione bene farebbe a lavorare per ripianare l’esposizione debitoria del comune, magari facendo più silenzio sui social ed impegnandosi di più – meglio se con la presenza fisica – per risolvere i gravi problemi che affliggono le finanze comunali.

11) In ordine all’affermazione che i debiti fuori bilancio del comune di Ustica prodotti dal giugno 2018 ad oggi siano dovuti “ ai ritardi con cui il personale del comune pubblica le delibere o le determine per cui esisteva regolare impegno di spesa” rilevo che così com’è formulato, il ragionamento mi appare privo di fondamento: l’impegno di spesa ed il parere di copertura sono generalmente contestuali o quanto meno richiamati nella delibera di spesa. Quindi mi sfugge la ratio logica e giuridica sottesa al ragionamento. Sono certo che nell’incontro pubblico proposto, l’illustre ex revisore ed attuale assessore certamente me lo farà comprendere e spero che siano presenti anche i responsabili dei ritardi, cui certamente l’amministrazione avrà inoltrato specifiche e tempestive contestazioni disciplinari, onde sgravarsi delle responsabilità contabili che ne conseguono.

Spero inoltre che il lavoro della giunta Militello continui, l’isola ne ha bisogno… poi, come si dice ad Oxford, “cchiu scuru i menzannuotti un po’ fari…”

PS: quasi dimenticavo. Tutte le linee guida delle sezioni per le autonomie della Corte dei Conti affermano quanto ho tentato di sintetizzare e per un esempio di giudizio contabile (giurisprudenza pacifica) a seguito di mancato accantonamento per contenzioso PENDENTE, vedi Corte dei Conti della Liguria n. 103/2018. dei 9/20-6/2018.

Cordialità
avv. Francesco Menallo

 

Lettera di saluto a “Don Lorenzo”


Ustica, 13 Settembre 2020

Caro Don Lorenzo,

questo è uno di quei momenti nei quali nella vita non vorremmo mai trovarci. Ma è la vita stessa, nella sua essenza naturale, che ci conduce sempre, nostro malgrado, ai distacchi più o meno profondi e sempre dolorosi.

La nostra esistenza terrena è una serie di cicli ed oggi siamo qui ad affrontare, con la dovuta serenità d’animo alla quale il buon Cristiano è abituato in funzione della propria Fede, uno dei cicli di vita della nostra Comunità e del nostro Parroco Don Lorenzo iniziato otto anni fa e che si concluderà a giorni.

Abbiamo già avuto diversi incontri, privati ed istituzionali, parlando ed immaginando questo momento che non sarà mai uguale al momento del vero distacco.

In occasione del tuo avvicendamento ciò che ci aiuta e ci consola è che non è un “addio” ma un “arrivederci”.

Abbiamo cercato di condividere – e forse non sempre riuscendoci –  le gioie, i dolori e le preoccupazioni.

La nostra riconoscenza è grande per il dono della tua presenza attenta e ricca, in particolare nei confronti dei nostri giovani e dei nostri anziani.

Siamo profondamente orgogliosi di avere avuto un “Pastore” come te che con la sua pazienza e disponibilità ci ha guidati nella sua complessa – e forse poco compresa – missione ma che è riuscito a rendere viva la Comunità.

Sono tanti i ricordi piacevoli che custodiamo nella nostra mente e nei nostri cuori, tanti quanto il tempo vissuto insieme a te.

Abbiamo passato anche momenti difficili, momenti di incomprensione, momenti di delusioni ma il ricordo più bello è quello di averci accettato così come siamo, con tutti i nostri pregi e difetti e di aver ricevuto in cambio l’amore che un padre ha verso i propri figli.

Sono certo di interpretare il pensiero della Comunità Usticese esprimendoti il nostro “GRAZIE !” dal profondo del cuore per gli anni vissuti con te in questa Comunità ed un vero grazie per tutto quello che hai fatto in particolare per ognuno di noi e ti ricorderemo sempre come parroco di questa Chiesa e non solo come un vero Padre ma come un fratello.

Grazie per i tuoi consigli, grazie per aver accettato i nostri limiti e le nostre titubanze, grazie per averci sempre incoraggiati a fare meglio, grazie per essere stato zelante “operaio” della Chiesa affinché la nostra Comunità fosse prolifera di buone azioni.

Don Lorenzo, hai percorso un tratto della tua vita insieme a noi e ti assicuro che il tuo passaggio, fra slanci e battute d’arresto, fra pregi e fragilità, lascerà indubbiamente un segno indelebile nel tempo.

Il tuo trasferimento è segno tangibile della provvisorietà di questi legami, umanamente importanti, ma destinati a cambiare, soprattutto nella vita di un sacerdote; sono convinto comunque che, con la tua determinazione, saprai ricominciare in un nuovo ambiente e con nuove persone.

L’augurio di tutti noi qui presenti, si concretizza nelle parole di San Francesco che, con gioia vera, doniamo a te questa sera:

“Il Signore ti benedica e ti custodisca, mostri a te il Suo volto e abbia misericordia di te. Rivolga verso di te il Suo sguardo e ti dia pace”.

    Il Sindaco
Salvatore Militello

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COMMENTO

Da Palermo Gaetano Nava

Noto con viva soddisfazione che il tanto spauracchio “Covid19″ a distanza di circa 40 giorni nella chiesa di ustica non esiste più. Il tempo intercorso dal giorno del funerale di BRUNO CAMPOLO al giorno del discorso del Sindaco ,per il commiato a Padre LORENZO. La mia non é polemica verso il Sindaco , anzi va un plauso per le parole espresse nei confronti del Parroco. Il giorno del funerale di BRUNO, avevo chiesto di ricordarlo leggendo poche righe , che come tempo avrei impiegato un 5 minuti non di PIÙ commozione permettendo, ma mi è stato vietato , ” dicendomi che per ragioni di Covid 19, ” non si.potevano fare dei discorsi. Invece ho letto e visto che domenica 13 alle ore 18 , si sono usate due pesi e due misure, capisco che bisognava da parte del Sindaco ringraziare l’operato di Padre LORENZO in questi 8 anni di permanenza ad ustica , ma in quel giorno c’era da ricordare un uomo che aveva lasciato questa vita terrena ed era l’ultima possibilità di farlo.

Alcune richieste al Sindaco di Ustica per ricordare che “Il FUTURO È ADESSO NON DOMANI”.


Lettera Aperta 

In questi mesi abbiamo cercato di informare il più tempestivamente possibile dei provvedimenti via via introdotti dal governo nazionale, regionale e locale riguardo l’emergenza COVID-19.

Ci siamo resi disponibili, inviando email al Sindaco (ma nessuna risposta ci é pervenuta), a dare il nostro contributo per affrontare questo difficile momento.

Stiamo per entrare in una fase delicatissima dove solo il rispetto delle regole da parte di tutti può aiutarci.

Nell’ultimo decreto emanato dallo stato, il decreto “rilancio”, ci sono molte misure che potranno dare un piccolo aiuto alle attività commerciali del settore turistico e non solo.

Le più significative per la nostra piccola realtà: abolizione della prima rata dell’IMU per agriturismi e alberghi,

esonero del pagamento TOSAP e COSAP, possibilità di richiedere maggior suolo pubblico con procedure più veloci, stanziamenti per attivare centri estivi con attività rivolte ai bambini dai 3 ai 14 anni.

Per tutte queste e per altre iniziative ai comuni verrà riconosciuto una compensazione. Analoghi provvedimenti sono previsti nella finanziaria regionale.

Questo di certo non basta.

Ci vogliono servizi:

ripristino dei collegamenti,
rimodulazione tariffe,
posizionamento delle boe,
rilancio AMP,
servizi bus,
aperture dei musei e siti archeologici,
servizi di informazioni al turista,
creare isole pedonali che consentano di mettere in pratica le misure di distanziamento sociale e tanto, tanto altro.

Tutto ciò dipende dall’Amministrazione Comunale.

Abbiamo richiesto un incontro in cui tutti i consiglieri, maggioranza e minoranza, possano dare il proprio contributo, siamo ancora in attesa di risposta.

Il FUTURO È ADESSO NON DOMANI.

I consiglieri comunali
Renato Mancuso
Tania Licciardi
Vittoria Salerno

 

Riceviamo e pubblichiamo – lettera aperta a tutti i nostri concittadini usticesi


In questi giorni difficili abbiamo cercato, attraverso la nostra pagina Facebook Ustica Domani Amministrazione Aperta, di dare quante più informazioni possibili per tenervi aggiornati sugli atti emanati dal Governo Nazionale, Regionale e Locale. 

Continueremo a farlo perché conoscere il problema e capire cosa ognuno di noi puoi fare è importante. Solo rispettando le regole imposte potremo farcela.

Il nostro pensiero va ai nostri anziani, alle persone sole e ai nostri bimbi e giovani. 

Non dobbiamo scoraggiarci, sappiamo quanto sia difficile, ma insieme possiamo farcela. Disponibili a darvi tutte le informazioni utili.

#IORESTOACASA 

Ma non da soli.

I consiglieri comunali
Renato Mancuso
Tania Licciardi
Vittoria Salerno

Riceviamo e pubblichiamo – Inaffidabilità aliscafo Carmen M.


 

Lettera a Papa Francesco


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LETTERA APERTA AL SINDACO – Diritti Autonomi


 

 

 

 

Ex Candidato Sindaco

 

LETTERA APERTA AL SINDACO

Ustica, 22 gennaio 2018

Egregio Signor Sindaco,

In data 20/12/2017 da parte dell’Autorità Portuale di Palermo è stato emanato il decreto n° 187 col quale si stabiliscono i “diritti autonomi” nei porti del sistema portuale della Sicilia Occidentale da corrispondere in tutti i porti.

Tale decreto doveva entrare in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.

A seguito delle lamentele sia delle Compagnie di Navigazione che delle Comunità interessate tale decreto è stato momentaneamente sospeso in attesa dei dovuti chiarimenti ed a gennaio si sono tenute due riunioni per definire tale “tassa” in aggiunta al costo del biglietto passeggero, sia nave che aliscafo.

Il 17 gennaio viene emanato un secondo decreto, il n° 33, col quale di fatto viene ad essere modificato quello del 20/12/2017 col quale sostanzialmente :

la corresponsione dei “diritti autonomi” di cui al punto 2 dell’art. 1 del decreto 187 del 20.12.2017 è sospesa fino a diversa determinazione, esclusivamente per le sottonotate categorie:

  • Residenti delle isole Egadi, Pelagie e di Pantelleria;
  • Lavoratori pendolari residenti in Sicilia con contratto di lavoro della durata minima di tre mesi diretti alle isole Egadi, Pelagie e di Pantelleria;
  • Forze dell’Ordine e Medici Ospedalieri operanti nelle isole su specificate.

Eguale sospensione viene prevista per i “diritti autonomi” di cui al punto 9 dell’art. 1 dello stesso decreto esclusivamente per le auto a seguito dei passeggeri residenti delle isole Egadi, Pelagie e di Pantelleria.”

E Ustica ? Ustica, siccome è da diversi anni che oramai paga la ex-tassa “Diritti Portuali” – questa è la risposta ricevuta dal Dirigente dell’Autorità Portuale di Palermo –  continuerà a pagare e quindi non avrà la possibilità di vedere diminuito il costo del biglietto !

Per Ustica tutte le considerazioni fatte dagli altri Sindaci delle  isole Egadi, Pelagie e di Pantelleria (ripercussione sui titoli di viaggio…  continuità territoriale… impatto sociale derivante dall’incremento di prezzo …) tutto questo per la Comunità Usticese  non vale..

Insomma Isole minori ( Cittadini) di serie A e di serie B.

Signor Sindaco Lei certamente non è al corrente di tali decisioni, ma adesso che lo è, vuole interessarsi e risolvere tale incongruenza ?

Si rimane in attesa.                                                                                      Salvatore Militello

Allegati

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Centri Studi Ustica, presentazione nuovo numero di “Lettera”


Agenda Centro Studi UsticaIl CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE ricorda ai soci che Lunedì 10 luglio alle ore 18,30 nella sede dell’AMP in piazza a Ustica sarà presentato e illustrato il nuovo numero del periodico del Centro Studi Lettera. VI ASPETTIAMO!

Questo è il sommario di questo numero:

. Il corallo rosso di Ustica. di Giuseppe Corriero
. Lustrica nel manoscritto di Erasmo Magno da Velletri di Maria Grazia Barraco
. La Protezione di San Bartolomeo di Giuseppe Giacino
. Archeoastronomia e paesaggio nel Villaggio del Bronzo Medio a Ustica di Giulio Magli e Franco Foresta Martin
. Giuseppe Furino: “Quando in campo ero il punto di riferimento della mia squadra” di Felice Longo
. I Sindaci di Ustica di Vito Ailara

. L’Area Marina Protetta strumento di sviluppo economico e culturale di Salvatore Livreri Console
. Il nuovo museo Salinas di Francesca Spatafora
. Il Parco archeologico di Himera di Maria Rosa Panzica
. Le opere della Chiesa di Ustica di Ivana Mancino
. Verso i fondali usticesi di Jonathan Cecchinel

Riceviamo e pubblichiamo – Lettera che Giorgio Tranchina ha inviato al Sindaco di Ustica Attilio Licciardi

Caro Attilio,
ti scrivo in questo gruppo che tu hai creato e nel quale in passato intervenivo spesso.
Adesso non scrivo più qui, perché lo ritengo inutile visto che ormai è diventato un luogo dove, a parer mio, vige il pensiero unico, e cioè quello tuo.
Ma ripeto questa è una mia opinione, so che non sarai d’accordo!
Il motivo per cui ti scrivo oggi è molto semplice: ho letto la tua richiesta di scuse (lo hai definito ‘dovere morale’)
da parte di un tuo ex assessore e di un consigliere comunale per aver portato a Ustica Fabrizio Ferrandelli, reo, secondo te, di essere appoggiato da Forza Italia e cuffariani nella corsa a Sindaco di Palermo.
Ora, a parte la questione Ferrandelli, che a me interessa poco o nulla e come me credo alla maggior parte degli usticesi, non voglio qui difendere le persone che tu hai chiamato in causa, ci penseranno loro se lo vorranno.
Ma io veramente mi chiedo come tu possa porti tale problema mentre sull’isola di problemi ne abbiamo già abbastanza.
Sorvoliamo sul fatto che il tuo partito, il PD, governa con cuffariani e forza Italia ormai da anni, sia a livello regionale che a livello nazionale (chi dovrebbe chiedere scusa in questo caso?) ma veramente in una domenica di febbraio il tuo problema sono le scuse per un assemblea con Ferrandelli?
Ma non ti accorgi, Attilio, della DESERTIFICAZIONE in atto a Ustica?
Non ti accorgi che i giovani scappano perché non riescono a sognare un futuro sull’isola?
Non ti accorgi che ci sono intere famiglie senza lavoro?
Non ti accorgi che la situazione sociale ha bisogno di una ripresa al più presto?
Non ti accorgi della crisi economica del comune che potrebbe ricadere interamente sulle tasche dei cittadini?
Ma veramente il tuo problema è Ferrandelli, quando dovremmo pensare al futuro della nostra comunità?
Si, io sono convinto che tu sappia di tutti questi problemi, forse meglio di tutti noi, perché amministrare non è semplice, ma allo stesso tempo mi chiedo come possa essere per te la ‘questione Ferrandelli’ una priorità per il tuo progetto politico!
Tanta, troppa politica in queste tue parole.
Agli usticesi di tutto questo importa ben poco. Agli usticesi interessa quello che sarà dell’isola, e non credo che le scuse che tu chiedi oggi possano in qualche modo contribuire al miglioramento del futuro per la nostra comunità.

Buona domenica
Giorgio

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COMMENTO

Dalla  California Marlene Robershaw Manfrè

Bravo Giorgio, your cry is the same as all young and middle class citizens of the world !! Enough of Politics, what about the people, and their plight ?? Keep up  your fight for the right !!!!  You are the voice of the future, and maybe you will be a victor in helping your Island.

Bravo Giorgio, il tuo appello  è lo stesso di tutti i cittadini giovani e della classe media di tutto il mondo! Basta con la politica, per quanto riguarda le persone, e la loro situazione? Continuate la vostra lotta per il giusto! Tu sei la voce del futuro, e forse sarai un vincitore per aiutare la tua isola.

Dal Corriere della Sera – a proposito di scuola…


Assente dal primo giorno di scuola, prof in congedo rientra per un giorno: così salta la supplente

Il docente titolare della cattedra in congedo da inizio anno, rientra solo per un giorno, il tempo per interrompere la supplenza, poi la nuova richiesta di congedo. La preside scrive: la sostituta era bravissima lei è tornato solo per 24 ore e l’abbiamo persa

Di Nadia Vidali

«Egregio professore, 
lei ha avuto la sorte fortunata — tale ha da ritenersi,
 nella difficile contingenza economica attuale — di avere ottenuto recentemente un posto di lavoro statale: insegnante di Diritto in una bella e grande scuola di una città importante. Data la sua età, forse non se l’aspettava, questa sorpresa. Ma penso che l’abbia gradita, perché ha accettato la proposta. Un motivo familiare, tuttavia — così si è espresso di fronte agli studenti della nostra classe prima, il 23 dicembre scorso — le aveva impedito di assumere servizio. Dal 12 settembre 2016 (primo giorno di scuola), infatti, lei era assente e noi ci siamo impegnati, con mille difficoltà, per trovarle un sostituto. Lei forse non sa, non avendo, nonostante l’età, alcuna esperienza di scuola, che trovare un supplente è difficilissimo: nel suo caso, ci siamo riusciti, finalmente, il 2 dicembre. Abbiamo anche noi avuto una fortuna: quella di trovare una giovane docente, entusiasta e coinvolgente. Gli studenti erano contenti, i genitori confortati.

Ma l’ho licenziata il 22 dicembre: in obbedienza al suo superiore diritto di occupare quel posto, in quanto docente titolare. E, finalmente, il 23 dicembre, il giorno prima delle vacanze di Natale, lei si è presentato alle classi. Professore, io mi impegno a trasmettere le sue parole ai ragazzi e ai loro genitori che, insieme a me, si chiedono: cosa è venuto a fare? Poche ore dopo l’ingresso nella scuola, presentava all’ufficio personale una nuova richiesta di congedo, stavolta dal 9 gennaio 2017.

Noi non ci siamo persi d’animo: la tenacia è una delle virtù della scuola italiana, bellissima e disgraziata. Abbiamo ricominciato, durante le vacanze di Natale, a cercare un nuovo supplente. Perché, come lei — che insegna Diritto — sa bene, non si può richiamare il supplente precedente, per bravo che sia, se il periodo di assenza è stato interrotto dal rientro del titolare, pur se per un giorno soltanto.

I ragazzi avevano trovato un’insegnante volenterosa e capace, contenta di far loro da guida nel cammino. Lei, professore, è stato qui un solo giorno, per sparire subito. Gli studenti e i loro genitori vorrebbero ora dare almeno un senso al danno ingiusto che hanno subito: nessun insegnante per settimane, poi finalmente un docente bravo, poi finalmente il titolare, poi di nuovo chissà… Ma purtroppo, professore, io non trovo parole per spiegare: vuole dirlo lei, per favore? Cosa ci è venuto a fare, nella nostra scuola, il 23 dicembre?»

10 gennaio 2017 (modifica il 11 gennaio 2017 | 10:40)

Fonte: Corriere della Sera

Ho atteso a lungo le scuse dal sindaco, ma non sono arrivate – quindi non posso tacere.

Lettera aperta a mio cugino, Sindaco di Ustica

Mai avrei reso pubbliche alcune prove-verità sul collassato ed inquinante stato del nostro depuratore, se, dopo la sentenza di archiviazione del procedimento penale a mio carico, il sindaco di Ustica, Attilio Licciardi, avesse avuto un pizzico di umiltà, per chiedere pubblicamente scusa, come pubblicamente mi aveva accusato, dicendo: “Ho sbagliato, mi dispiace…”
Ricordo, a chi legge per la prima volta, che il sindaco aveva sporto una denuncia/querela nei miei confronti, per aver diffuso, secondo lui, una notizia falsa sullo sversamento in mare di liquami non depurati, paventando il reato di procurato allarme.
Devo constatare che l’umiltà non alberga nel DNA del sindaco di Ustica…la stessa umiltà che gli ha impedito di riparare al “disagio” che, per molti mesi, ha procurato alla famiglia di “suo cugino”. Pertanto mi vedo costretto, mio malgrado, a  pubblicare un paio di foto del “funzionamento” di quel depuratore che, secondo il sindaco, “scaricava a mare liquami a norma”.
Il sindaco, tutte le volte che veniva affrontata la problematica del depuratore, reiteratamente mentiva, sapendo di mentire, prendendo in giro i cittadini.
Ustica non merita un sindaco in quotidiana difficoltà,  costretto a scaricare sulla “disastrosa amministrazione” del predecessore o sulla informazione locale che “bloccherebbe il decollo dell’Isola” il peso delle proprie bugie, delle proprie contraddizioni,  e della propria inefficienza, ma un sindaco capace di amministrare il presente e progettare seriamente per il futuro.
Ma cosa c’entra l’informazione locale quando siamo in presenza di un’ amministrazione meno che mediocre, incapace di programmare la gestione della cosa pubblica, che si comporta come il violinista  del Titanic che per tranquillizzare i passeggeri (leggi cittadini) continuava a suonare mentre la nave (leggi Ustica) affondava.
Se un’amministrazione non riesce a risolvere piccoli problemi, come la sostituzione delle bandiere  a brandelli all’esterno del comune, simboli della nostra identità nazionale e dell’appartenenza all’Europa, o portare una degna corona di alloro ai piede del monumento dei nostri caduti, piuttosto che un salvagente decorato con  qualche rametto di alloro, come si può pensare che la stessa possa essere in grado di risolvere problemi più complessi come: una sana depurazione, i trasporti marittimi, la raccolta differenziata e la pulizia dell’Isola?
(Segue)……

28 Novembre 2016
Pietro Bertucci

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COMMENTO

Da Cosenza Salvio Foglia

chi prenderà a cuore il futuro di questa piccola isola? Sindaco, cittadini, cugini … ?
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Aforismi, Citazioni, Proverbi… del giorno


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Comunicazione dell’Asd Ustica all’attenzione della L.N.D. Comitato Provinciale di Palermo


Comunicazione dell'Asd Ustica all'attenzione della L.N.D. Comitato Provinciale di Palermo