Ustica, visita del Console italiano a Bengasi e di un professore dell’università di Bengasi


Si è conclusa ieri, 19 giugno, la visita del Console di Bengasi Carlo Batori e del prof. Faraj Najem ad Ustica e al Centro Studi.

Gli ospiti, arrivati sull’isola il 17 giugno, sono stati impegnati in un fitto programma teso a illustrare l’attività del Centro Studi e la conoscenza dell’isola, oltre che a stabilire nuovi rapporti culturali.

Il 17 pomeriggio i visitatori stati accolti dal sindaco Salvatore Militello e ricevuti dal Presidente del Centro Studi Nicola Longo il quale, in compagnia del sindaco di un nutrito gruppo di soci, ha illustrato le attività del Centro Studi.

Il Console Carlo Batori, ha precisato che l’iniziativa è partita dal Ministro in persona e si inquadra nell’opera di tessitura che i due consolati attualmente presenti in Libia, portano avanti per la promozione dei rapporti con l’Italia. Il console nel ringraziare il Centro Studi e il Comune per l’ospitalità, ha narrato come sia venuto in possesso del libro di Vito Ailara e Massimo Caserta I relegati libici a Ustica dal 1911 al 1934 edito dal nostro Centro Studi e come, valutandone lo spessore, l’abbia passato al prof. Faraj Najem e questi al prof. Fanoush che l’ha tradotto in arabo in un solo mese.

Il prof. Faraj Najem ha ringraziato per l’accoglienza, presentando le ricerche e gli interessi del Centro Studi da lui diretto a Bengasi, illustrando le ricerche indirizzate alla conoscenza delle vicende dei libici relegati a Ustica e in altre isole italiane anche perché molti di loro provenivano dalla Cirenaica e alcuni hanno assunto incarichi di prestigio dopo la seconda guerra mondiale.

Vito Ailara ha poi illustrato il metodo di ricerca adottato nello studio della presenza dei relegati libici a Ustica, narrando anche qualche aneddoto, infine ha esposto la mostra che ha raccolto i risultati di questa ricerca. Tale mostra, oltre che a Ustica, è stata esposta nell’Università Statale di Milano e in numerose altre scuole ed enti della Lombardina, ma anche a Tremiti e a Tripoli.

Il 18 è stato svolto un interessante meeting da remoto a cui, oltre al console Carlo Batori, al prof. Faraj Najem e a Vito Ailara hanno partecipato il prof. Fanoush da Bengasi, Massimo Caserta da Firenze e Galadriel Ravelli da Bath (Inghilterra). L’incontro ha visto un interessante scambio di opinioni e un forte interesse ne proseguire le ricerche già avviate.

 Dopo l’incontro è stato visitato il Cimitero degli Arabi, ora contraddistinto da targhe in lingua italiane e lingua araba, su proposta del socio Aldo Messina ex sindaco di Ustica e autorizzate dal Sindaco Salvatore Militello. Nel Cimitero una lapide apposta nel 1913 fa memoria del seppellimento di 132 libici deceduti sull’isola tra il 1911 e 1912. Da sottolineare che il Cimitero degli Arabi presente ad Ustica, unico cimitero musulmano nelle isole minori italiane, raccoglie le ossa di altri 141 libici deceduti sull’isola tra il 1915 e il 1916. 

Il recente restauro finanziato da Gheddafi ha definito la recinzione e lo ha dotato di una freccia che indica la Mecca e di sadirvan per la purificazione.

Nella stessa giornata il Console e il prof. Faraj Najem hanno fatto una visita ufficiale al Sindaco con scambi di doni.

In conclusione a queste intense giornate, si è deciso di sottoscrivere tra il Centro Studi e Documentazione Isola di Ustica e il Centro Studi Salaam di Bengasi un protocollo di intesa per future collaborazioni e incrementare le ricerche coordinate dai due enti.