Vista da Casa Patrizia Polizzi


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Presentato il libro di Patrizia Polizzi “un amico inaspettato”


[nggallery id=366]Il noto giornalista Franco Foresta Martin, per oltre 30 anni redattore scientifico e geologo del Corriere della Sera e Presidente del Centro Studi di Ustica, ieri pomeriggio ha presentato, nello spiazzale antistante l’edicola – cartolibreria “Punto e Virgola”, il libro ricco dei “ricordi” della nostra Amica e “Compaesana” Patrizia Polizzi.

Trattasi di un piccolo libro di racconti che narra storie vere di incontri speciali tra uomini e animali (da cui il titolo: Un amico inaspettato). Sono tutte storie realmente vissute da Lei o da persone a Lei vicine, che coprono un arco di tempo di quasi 20 anni…

Per quanti hanno radici usticesi, è piacevole precisare che il racconto più lungo e corposo è ambientato ad Ustica…

Il fine per cui è stato prodotto il libro è quello della beneficienza, il sostegno a persone portatrici di handicap (problematica che conosce personalmente …) e, per realizzare questo piccolo-grande progetto, Patrizia ha bisogno dell’aiuto di tutti noi e sono convinto che noi, sensibili come siamo, riusciremo ad “aiutarLa ad aiutare”.

Al momento è possibile acquistare il libro sul sito ilmiolibro.it digitando il Suo nome (Patrizia Polizzi) oppure presso l’edicola/libreria di Ustica “Punto e Virgola”.

I fondi andranno ad un gruppo di suore che sostengono delle ragazze abbandonate perché “portatrici di handicap” (una fu trovata in un cassonetto!); Patrizia frequenta e conosce queste persone e garantisce la qualità del loro lavoro, costante e incondizionato, verso quelli che, per molti, sono “figli di un Dio minore”….

Un ringraziamento particolare per tutto quello che potremo fare per Lei e per quanti hanno bisogno del nostro “Aiuto”.

Pietro Bertucci

 

Da Roma Patrizia Polizzi


Caro Pietro,

l’ultima volta che ci siamo sentiti stavi partendo per l’America. Spero che la tua trasferta oltreoceano sia  piacevole come la immaginavi e, se lo è stata di più, ancora meglio…
La cosa strana di Ustica è che, per uno strano effetto ottico del cuore, più ti allontani e più la vedi grande…
Ti scrivo due righe per raccontarti come certi legami con luoghi speciali si tramandino a livello genetico: dalla bisnonna Bertucci, alla nonna Martin fino alle ultime generazioni (sparse da Milano a Cerignola, da Genova a Roma…), il senso di “appartenenza” con la nostra piccola isola non solo rimane ma cresce.
Come sai ho un figlio cresciuto a latte e Ustica. L’ho presentato all’isola, venendo da Roma, quando aveva appena 6 mesi; ha cominciato a sguazzare nell’acqua a Cala Sidoti (come tutti noi da generazioni); ha mangiato a Ustica il suo primo ficodindia, il suo primo piatto di lenticchie, la sua prima brioches con il gelato. A Ustica ho comprato le sue prime scarpette da scoglio, la sua prima maschera e le sue prime pinne.
E adesso che è adulto, quel mare continua ad affascinarlo e a fare parte della sua vita.
Lo scorso anno, con un gruppo di amici conosciuti a Ustica (ma tutti residenti a Roma), ha creato un piccolo gruppo musicale. Sono tutti ragazzi musicalmente preparati e hanno composto alcune canzoni in inglese, genere indi rock. Ogni tanto fanno qualche esibizione in qualche pub o qualche discoteca: fanno le prove, registrano, si trovano per comporre, si divertono…
E indovina un po’?
Quando si sono riuniti per scegliere il nome del gruppo…Ustica è tornata “a galla” in ciascuno di loro…
Si chiamano THE BLENNIES (i nostri amici in America sapranno di cosa si tratta!): è il nome di quei pesciolini intraprendenti che vivono sulla battigia con granchi e paguri e che a Ustica spesso salgono sulle mani senza paura…insomma, le bavose.
E così le nostre nuove generazioni crescono….
Con gli impegni di tutti i giorni (lo studio, le lezioni, gli esami, il lavoro…) e con un gancio “arroccato” sullo scoglio più bello del Mediterraneo.
E non solo loro…
Un caro abbraccio e buona giornata a te e a tutti gli Amici usticesi in America.
Patrizia