Ustica anni ’80 – una foto con la famiglia Aldo Riso


una foto con la famiglia Aldo Riso

Ustica anni ’80 – mostra Aldo Riso


Ustica, mostra, Aldo, Riso

Ustica anni ’80 – mostra del pittore Aldo Riso


Ustica, mostra del pittore Aldo Riso

Ustica, il sindaco Gargano inaugura la personale di pittura di Aldo Riso


Il sindaco Gargano inaugura la personale di pittura di Aldo Riso

Ustica, un acquarello come ricordo


 un acquarello come ricordo
un acquarello come ricordo

Ustica, inaugurazione mostra di pittura Aldo Riso e Gurrieri


Ustica inaugurazione mostra pittura, Aldo Riso e Gurrieri
Ustica inaugurazione mostra pittura, Aldo Riso e Gurrieri

Ustica, inaugurazione mostra pittura Gurrieri e Aldo Riso


Riso A..Mario – Un oggetto di gran valore


tel che squilla6° giorno.  Squilla il mio cellulare in piena notte, sono le 3 e 45; io per natura ho il sonno molto leggero; il battito d’ali di una mosca per me costituisce rumore; quindi pensate al soprassalto con cui  sono saltato dal letto al suono di quell’avviso di chiamata amplificato dal silenzio della notte; quando arrivano queste sonorità in orario inoltrato il più umile degli esseri umani, in questo caso il sottoscritto, scopre, come meglio non potrebbe un titolato studioso della materia in odore di Premio Nobel dopo anni di ricerche, il numero di pensieri che simultaneamente possono accavallarsi nella mente di un soggetto in appena una frazione di secondo.  E’ quello che mi succede: assonnato penso immediatamente al solito operatore che ti chiama dal solito call center per proporti la solita offerta telefonica da non perdere ma poi rifletto che si, è vero che chiamano a tutte le ore, ma è impensabile che lo facciano anche a questa tardissima”; quindi che può essere qualche sbadato nottambulo che ha sbagliato numero che, se così sarà, non posso che congedare con i “vaffa” del caso; ma realisticamente alla fine prevale il timore di una brutta notizia in arrivo. Afferro ladrocomprensibilmente ansioso il telefonino e dall’altro capo c’è la voce di un vicino che mi avverte che in casa è scattato l’antifurto. Anche qui per un attimo spero che sia stato  un falso contatto a provocare il tutto; umanamente concedo a me stesso questa pietosa illusione ma solo per poco in quanto so bene che nove volte su dieci fatalmente è segnale acustico di sgradite “visite”. Infatti … Chiamo immediatamente un mio cugino al quale per eventuali emergenze ho sempre avuto la buona abitudine di lasciare prima di ogni partenza il duplicato delle chiavi del mio appartamento e gli chiedo di recarsi urgentemente a dare un’occhiata. Si fa sentire circa un’ora dopo e la sua relazione è sconsolante: sono entrati i ladri non dalla porta principale ma da un balcone raggiunto scalando la parete dal retroprospetto; non so come abbiano fatto considerato che stiamo parlando di una unità abitativa all’ottavo piano!  Nessuno naturalmente ha visto o sentito niente. Apro parentesi: strani questi vicini che quando si tratta di vedere o sentire i fatti degli altri hanno occhio e orecchio  vigile … chiusa parentesi. Con WhatsApp mi manda le foto degli interni: non sembra che in quelle stanze  siano entrati i ladri ma un tornado modello Florida: cassetti e armadi aperti, vestiti, biancheria, servizi, tutto precipitosamente buttato a terra alla rinfusa alla ricerca di bottino da 62mo Festival della canzone italiana - Seconda seratascovare. Da un rapido inventario del danno risulta che di roba ne hanno portato via e come! ;  passi per il denaro, per mia leggerezza lasciato in giro troppo liberamente, passi per l’orologio Rolex che per prudenza (!) non avevo portato con me; passi per oggetti d’oro cari ricordi di prima comunione, 18° compleanno, diploma e laurea, passi per il medagliere del nonno prezioso cimelio della Prima Guerra mondiale, ma la cornice d’argento con foto, autografo e  baci stampati originali di Belen Rodríguez, vigliacchi, quella no !!! … conquistati, Dio solo sa, con quanta fatica mesi or sono  facendomi largo a gomitate e spintoni tra la ressa di fans scatenati in occasione di una manifestazione mondana, vigliacchi, quella no !!!  Ho una sola speranza: che i ladri si comporteranno come ha fatto il loro “collega” con l’immaginetta di San Giuseppe col Bambinello, che almeno quella me la restituiranno …

 

Mario Oddo (“scrittore” per caso)
– continua … a domani –

Riso A..Mario – Ridotto a mal…partita


5° giorno.  Vado girovagando di buon mattino per le stradine del paese ma non vi nascondo che sono giù di corda; troppe “cose contrarie” mi stanno perseguitando in questi giorni: e quel viaggio in aereo, e il portafoglio sparito, e le meduse addosso, e la pallonata in faccia … cos’altro dovrà cartomantesuccedermi ? Cammino schiacciato da questo interrogativo quando il mio sguardo si ferma su una colorita locandina posta sulla vetrina di un negozio = Madame Giselle, con soli €uro 20 risolve i tuoi problemi di salute, amore, lavoro e malocchio, massima discrezione = Non ho mai visto di buon occhio maghi, fattucchieri, cartomanti  e affini, ma più per disperazione che per convinzione questa volta voglio fare un’eccezione e ci provo stante anche la modica “parcella”.  Stanza semibuia, musica psichedelica in sottofondo, arredamento lugubre, atmosfera misteriosa; silenzio rotto dalla voce della maga che ad esser sincero, a dispetto del nome, dal timbro simil-partenopeo non mi è sembrata proprio di origine francese: < … vedo … vedo … che un enorme fluido negativo avvolge tutta la tua persona … incredibile, non mi era mai capitato di vederne tanta abbondanza in un essere umano… signore, … vede … ci sarebbe un supplemento … per rimuoverlo non bastano più 20 €uro, ce ne vogliono 100 …>. Guadagno l’uscita ad una velocità tale che se lo avessi avuto come avversario alle Olimpiadi di Rio avrei fatto fare una figura ridicola a Usain Bolt.  Lungi dal sollevarsi il mio morale precipita ancor di più. Inattesa quanto provvidenziale mi arriva in quel momento una pacca sulle spalle; quella di un mio vecchio compagno di liceo che incredibilmente mi riconosce. Non ci vedevamo da anni quindi piacevolissima rimpatriata e ricordi di imprese giovanili a non finire. Lavora in banca e nel tempo libero è Presidente di un famoso circolo locale dalle tradizionali attività dopolavoristiche, mondane, culturali, sportive particolarmente Scapoli e ammogliaticalendarizzate nel pieno della stagione estiva.  Fiore all’occhiello della programmazione, il “clou”, è l’immancabile partita di calcio tra scapoli e ammogliati che in pratica conclude l’intensa la stagione. Per farla  breve, potevo io sottrarmi al cortese e pressante invito del mio ritrovato compagno di liceo a far parte della squadra degli scapoli ? Evidentemente no! Ed ecco subito inserito nella lista dei convocati. Pur essendo io molto distante dalla giovane età e dalla esile linea da calciatore che il ruolo esige, il selezionatore, che evidentemente ha tenuto in scarsa considerazione la mia circonferenza-vita, mi affida compiti di ala tornante. Fedele al ruolo, appunto di tornante, torno negli spogliatoi in barella dopo appena sette minuti dal fischio d’inizio colto da leggera crisi cardiaca da affaticamento. Precauzionalmente con una ambulanza mi portano al pronto soccorso dove vengo trattenuto in osservazione; in infermeria mani esperte mi prestano siringale cure del caso; alla fine nulla di grave per fortuna. Mentre sono disteso sul lettino una vecchia infermiera mi ammonisce severamente: “ma lo vuol capire si o no che alla sua età certe cose non se le può permettere neanche col pallone …”. Quel malizioso e sottolineato <neanche> non lo digerisco; rappresenta una pungente allusione che mi ferisce profondamente in tutto il mio “orgoglio mascolino”, un’offesa che andrebbe lavata immediatamente. In quel momento inizia in me una dura lotta tra istinto e ragione: ma sull’istinto che mi suggerisce <di dimostrarle che …> prevale la ragione; ci rinunzio! … e poi, troppo vecchia per i miei gusti …

 

Mario  Oddo (“scrittore per caso)
– continua…a domani

 

Riso A..Mario – Su tutte le furie!


 

4° giorno. A metà mattinata passeggiata lungo i viali alberati della villa comunale popolata da mamme con passeggini, badanti con disabili, nonni con nipotini, colombi vanamente inseguiti da bambini, pensionati molto avanti negli anni che non trovano di meglio che sprecare la non certo bambino pallaabbondante dotazione di ossigeno loro concessa dall’anagrafe agitandosi in accesi dibattiti ora politici, ora calcistici e ragazzini che (ahimè come vedremo) giocano a pallone. Sarà stato per effetto dell’aria “ossigenosa” ma avverto un leggero languorino; al bar interno alla villa prendo un paio di fette biscottate spalmate di marmellata di albicocche; fette in una mano e bicchiere con succo di frutta nell’altra mi porto ad una vicina panchina, mi siedo, vi appoggio il bicchiere e faccio per avviare voracemente la prima alla bocca quando in quel preciso istante una forte pallonata colpisce il mio viso; un Super Santos lo trasforma in una maschera di schizzi di marmellata di albicocche ovunque, sulla fronte, sulle guance, sul naso e sui vetri degli occhiali usciti miracolosamente indennimarmellata_fragole_2 dall’impatto per non parlare di naso e labbra doloranti per la brutta e improvvisa botta subita … vabbè, lasciamo perdere questo, ma quello che non ho potuto sopportare sono state le parole di rimprovero della mammina al figlio-cannoniere: “Ninuzzu, ‘nca ti dassi ‘na tumpulata, hai visto?  tutto il pallone sporco di marmellata!”. E’ stato più forte di me!  ma come ? tuo figlio mi interrompe bruscamente un beato momento di relax; riduce improvvisamente la mia faccia ad un deposito di confetture … fortuna che non si rompono i vetri degli occhiali altrimenti per colpa sua  io rischio la cecità a vita e tu, donna, ti preoccupi del pallone sporco di marmellata ? Tutto ha un limite, non ci ha visto più: per un attimo ho messo da parte che sono una persona di educazione sana: < Signora – le ho detto – ma lo sa che lei mi sta “arrisultando” una grandissima butt … >

Mario  Oddo (“scrittore per caso)
– continua…a domani –

 

Riso A..Mario Contatti non richiesti


 

bikini3° giorno. Abbondante prima colazione in albergo e via di corsa in spiaggia per il sospirato esordio balneare. L’arenile  via via si riempie di presenze, alcune mozzafiato come le ragazzine che sculettanti continuamente mi passano davanti. Mi chiedo come fanno a chiamare <costume da bagno> quei ridotti pezzi di stoffa che si mettono addosso. Mmah! Sono io che sono “antico”? può darsi!  Disteso sul telo mare rigorosamente con stampa a paesaggio hawaiano con palme  prendo il primo sole girandomi e rigirandomi in fronte-retro ovviamente a ritmi ben sincronizzati onde rendere uniforme il “trofeo” per eccellenza delle vacanze al mare da esibire al rientro in città, l’abbronzatura. Raggiunto il punto giusto di “cottura” decido di fiondarmi in acqua alla ricerca della giusta compensazione corporea; convinto di poter replicare ancora alla mia età un salto praticato con successo in gioventù prendo la rincorsa per tuffarmi “di testa” ma, ahimè, l’agilità non è più quella di un tempo e quindi  la conseguenza non può che essere una goffa e rumorosa “panzata” che provoca l’ilarità dei vicini oltre che abbondanti schizzi d’acqua marina che, giusto giusto, vanno a finire sui capelli di una signora non più giovane che a momenti mi chiede i danni arrecati alla sua capigliatura sistemata il giorno prima dal suo parrucchiere. Dico io, se non vuoi fare correre rischi alla tua “testa”, ma perché vieni al mare ?, stattene in riva o in casa o scegli  la montagna o al limite mettiti una cuffia, no ?. Nel frattempo noto fra i vicini di ombrellone una insolita agitazione: improvvisamente scatta un’allarme; il panico  si diffonde tra i bagnanti: viene segnalata la presenza di due meduse in quel tratto di mare.medusa Chiedo a un ragazzino munito di maschera da sub e retino con lodevoli intenti di bonifica com’è la situazione; il giovane volontario s’immerge, emerge dopo alcuni secondi e con voce trionfante mi dice: <signore, tranquillo, può fare il bagno, non ce ne sono!>. Fiducioso “mi calo”. Non l’avessi mai fatto!  Altro che “non ce ne sono!” : due meduse evidentemente non viste proditoriamente prendono col sottoscritto contatti assolutamente non richiesti provocando la mia immediata e precipitosa uscita dal mare costretto a tale fuga da dolorosi bruciori e fastidiosi arrossamenti in varie parti del corpo. Con lo sguardo cerco quel ragazzino; il piccolo e distratto cacciatore nel frattempo prudentemente era sparito mimetizzandosi tra la folla di bagnanti: l’avissi ammazzatu!  Da quel momento inizia una commovente catena di solidarietà dei vicini di spiaggia che per alleviarmi le evidenti sofferenze si prodigano nei miei confronti nelle più  svariate proposte di pronto soccorso, alcune rigorosamente mediche, altre tradizionalmente empiriche come quella di  un anziano barcaiolo che, forte dei suoi capelli bianchi, mi consiglia l’antico e, a suo dire, infallibile rimedio di fare la pipì e di passarla nelle parti del corpo offese, aggiungendo che in caso “non mi veniva” era disponibile a fornirmi la sua “produzione” in quanto, soffrendo di infiammazione alla prostata, la faceva ogni cinque minuti. Generoso il suggerimento ma chiaramente non ricevibile in tutta la sua oscenità e pur sapendo di mentire, unicamente per rispetto alla sua veneranda età, con tutta calma gli dico: “no, no, grazie…guardi…le assicuro…non sento più niente…è incredibile…è tutto passato… tutto passato…grazie, grazie lo stesso”. Ma ti dico io !!!  E mi è rimasta pure la psicosi. Al mattino seguente prima di calarmi in acqua chiedo al bagnino se c’è pericolo. Mi risponde piuttosto infastidito: “Dottore, capisco  che l’è rimasto lo shock di ieri ma temere un attacco di meduse pure nella piscina dell’albergo onestamente mi sembra “‘na ‘nticchia esagerato.” …

Mario Oddo (“scrittore” per caso)
(continua … a domani.)

Riso A..Mario – giornata storta…


2° giorno. Passeggiata sul bel lungomare; sosto a un bar e mi siedo fuori a un tavolino da dove ammiro il variopinto e incessante via vai della gente mentre gusto una squisita granita di caffè con panna; ad un mio cenno il cameriere si avvicina con il conto; al momento di pagare emetto un grido che portafoglio-smarritoin un vasto raggio attira l’attenzione dei passanti: – mio Dio, il portafoglio !?! – frugo ansiosamente la tasca posteriore del pantalone dove abitualmente lo alloggio ma niente, nessuna traccia; … smarrito ? … rubato ?  Il proprietario del bar intuisce il mio dramma momentaneo e, gentilissimo, mi viene subito incontro omaggiandomi la consumazione. Commosso ringrazio e mi avvio verso il commissariato per sporgere la denuncia di rito. Cammino e simultaneamente a mente non proprio serena faccio un rapido inventario del contenuto: ricordo bene, c’erano 280 €uro, patente, carta d’identità, codice fiscale, tessera sanitaria, carte di credito varie e l’immaginetta di San Giuseppe col Bambinello. San GiuseppeA un tratto strada facendo la mia attenzione viene attirata dalla sagoma di un portafoglio abbandonato a terra sotto un’auto posteggiata. Non ci posso credere, si, è il mio! mi abbasso, lo prendo, per l’emozione mi tremano le mani, lo apro freneticamente anche se, confesso, realisticamente preparato al peggio … c’era infatti la sola immaginetta di San Giuseppe col Bambinello; ma al danno il ladro ha pensato bene di aggiungere sadicamente anche la beffa sotto forma di un biglietto dove c’era scritto:: < lui mi ha perdonato, perdonami anche tu > … mai! – commento sconsolato fra me e me – con tutto il rispetto di suo fede devoto, troppo facile per il Santo perdonare il ladro; mica i 280 €uro con tutto il resto mancano a lui …

Mario Oddo (“scrittore” per caso)
– continua … a domani –

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COMMENTO

Dalla California Marlene Robershaw Manfrè

Author Mario Oddo; can’t wait for the next day of story !!! Today I could relate to your main character, have had my wallet stolen in Rome !! terrible feeling !! Marlene Robershaw

 

Riso A..Mario – Mare Muri, Pale e Palle,

 

ombrellone1° giorno.  Arrivo e sistemazione in hotel. Con tutto l’entusiasmo del primo giorno di vacanza spalanco la finestra della stanza d’albergo per ammirare in lontananza il mare, la spiaggia, gli ombrelloni e, sorpresa!, davanti ai miei occhi a pochi metri, quasi a toccarlo, un enorme palazzo ostruisce la visuale che mi aspettavo. Sul dépliant dell’Agenzia di Viaggi, ricordo bene, c’era scritto in grassetto <camera con vista sul mare>; la ritrovo con vista sul muro!  Alle mie vivaci rimostranze il Direttore dell’hotel mi assegna un’altra stanza: “vista bellissima questa – mi assicura – ma c’è un inconveniente (!?!), il condizionatore è guasto, non funziona ma a soffitto c’è un ventilatore a pale; è parecchio che non si usa ma dovrebbe girare. Quel <dovrebbe> più che un condizionale mi suona come un cattivo presentimento. Spendo l’intera giornata da turista alla scoperta delle interessanti attrattive del luogo. Alla sera, dopo cena, assisto ad uno spettacolo di cabaret sotto le stelle all’anfiteatro comunale gremito in ogni ordine di posti; cartellone formato da nessun nome di grido ma simpaticamente organizzato con la esclusiva e diretta partecipazione del pubblico. Spontaneamente si  esibiscono sul palco persone comuni, uomini e donne di spirito, dilettanti allo sbaraglio che con barzellette, storielle e monologhi vari prevalentemente a base di <sposini alla prima notte di nozze>, <suocere “rompi”> e <carabinieri non proprio svegli>, strappano ai divertiti spettatori fragorose risate. Potevo io esimermi dal partecipare? Certo che no!  Quando è il mio turno però vado controcorrente; nell’intenzione di fare qualcosa di diverso, di proporre più un umorismo all’inglese che non all’italiana, per la mia esibizione scelgo la seguente freddura modestamente di mia invenzione: “Signori, sapete dirmi la definizione di -cocainomane- ? … (silenzio assoluto) … non lo sapete ? … ve lo dico io!: .”:  <dicesi cocainomane un individuo che ha la mania di accompagnarsi  al fratello di Abele>. ventilatore a soffitto con pale in legnoGelo in platea. eppure il gioco di parole non era male: … – co … Caino … mania – … no, forse non l’hanno capita … A notte fonda deluso e stanco morto guadagno la mia nuova camera in albergo. Un caaaldo!!!  Accendo il ventilatore che <dovrebbe> ma come temevo funziona malamente; è ben poca cosa: le pale girano lentamente; al contrario, le mie, quelle con due elle, molto più velocemente …

 

Mario Oddo

(“scrittore” per caso)                                                                                                                              – continua … a domani –

Riso a Mario – E vai si vola!


aereoFinalmente si parte!  Viaggio in aereo accanto  ad un’anziana coppia di “paisani” alla loro prima esperienza di volo e si vede, anzi, si sente; invocazioni divine ad ogni piccola turbolenza: … “Madonna di Pompei aiutaci l’apparecchio sta cadendo” … “Madonna di Lourdes aiutaci l’apparecchio sta cadendo” … “Madonna di Loreto aiutaci l’apparecchio sta cadendo” … in pratica ad ogni “scaffa” cambiano Madonna. Fosse finita lì sarebbe stato niente;  i due passeggeri a quanto pare non mostrano di avere molta fiducia nella esperienza professionale  del comandante “dell’apparecchio” (sono anziani, lo chiamano ancora così,”all’antica”) evidentemente più fiduciosi, inseguono una protezione molto “in alto”; ed eccoli che, coroncina del rosario in mano, imperterriti proseguono le  loro preghiere, nelle intenzioni uniche propiziatrici di un buon viaggio: “nel primo mistero doloroso” … “nel secondo mistero doloroso” … ascoltare la loro angosciosa litania a tanti metri d’altezza non è stato per me certo piacevole; quanto meno però, beneficio non trascurabile, ho arricchito la mia cultura religiosa;  per la prima volta nella vita infatti sono venuto a conoscenza di tutto quanto si contempla nei vari “misteri dolorosi”. In tantissimi viaggi in aereo comunque non mi era mai capitato una compagnia del genere, quindi suggestione da parte mia inevitabile quanto la “precauzione” del caso che fatalmente ho preso: fino all’arrivo a destinazione, tradizionali scongiuri di genere maschile; quando sento le ruote del carrello toccare la pista d’atterraggio, allora e solo allora mollo la “presa”. E’ finita! ma vi assicuro, tutt’altro che un divertimento! è stata la volta in cui ho rimpianto il treno; quando fai certi incontri puoi sempre cambiare scompartimento …

Mario Oddo (“scrittore” pe caso)
(continua … a domani)

 

Da oggi, a puntate, “Le 7 (dis)avventure di un turista”

Riso a MarioPremessa. Amici ed Amiche, durante l’estate ho pubblicizzato su <Usticasape> con mirati articoli in anteprima alcune presentazioni di libri. L’ho fatto per “dovere” ma vi assicuro soprattutto con piacere; piacere che è via via aumentato perché non c’è stata occasione in cui non abbia beneficiato della cortesia e della disponibilità di Autori e Autrici intervistati/e. Ciò premesso, ebbene si, forse per inevitabile “contagio”, anche    a me è venuta la voglia di scrivere qualcosa. Detto fatto! Questa volta quindi, invece  di presentare scritti altrui, presento me stesso in veste di improvvisato scrittore di un “diario” breve, leggero, come mi ha raccomandato l’Editore (Edizioni Babbìo, Palermo), dal titolo – RISO A..MARIO – sottotitolo: < e dire che era da un anno che sognavo quei sette giorni di vacanza >; sotto-sottotitolo:  < a saperlo e chi si muoveva da casaRiso a mario 2  E’ l’incredibile e sofferto racconto di un immaginario turista al quale le vacanze diciamo che non sono andate proprio come se l’era immaginate. Divertente ? … noioso ? … brutto ? … bello ? … Non mi aspetto di vincere il “Premio Strega”; tutt’al più, forse, può darsi, il “Premio Limoncello”.  Vi suggerisco comunque di leggerlo; leggetelo tutto, non perdetevi nessuna delle puntate; scoprirete che potrebbe esservi utile per sfuggire a qualche insidia la prossima estate …

Mario Oddo (“scrittore” per caso)
continua … a domani!)

 

 

Ustica villino longo, invito a cena a base di insalata di riso e cicerchie


 Cena a base di cicerchie e insalata di riso

a  preparazione cicerchie
preparazione cicerchie con cuoca d’eccezione

Riso… a Mario


 

Mario OddoDicono … corre voce …
che subito dopo l’uscita dalla compagine amministrativa 
di Giovanni Tranchina, il Sindaco di Ustica abbia invitato
tutte le componenti donna in Giunta e Consiglio per evidenti
motivi di opportunità ad andare in giro con scarpe
senza … Tacco

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COMMENTO

Da Palermo Mario Oddo

Seguo a distanza le vicende interne all’Amministrazione comunale dell’Isola e sinceramente mi sorprendono alcuni recenti sviluppi che generano, per dirla con un eufemismo, una “irrequietezza” della quale Ustica sicuramente non sentiva il bisogno. Entro nel merito delle vicende nell’unico modo che mi è consentito, quello del “sorriso sulle labbra” nella speranza (o se preferite nell’illusione) che riesca a trasmetterlo …

 

 

Riso… a Mario


Riso... a MarioUn vecchio usticese tale Bartolo Di Peri ricoverato a Palermo in ospedale reparto geriatrìa, parlando con un compaesano che era a andato a trovarlo avendo saputo che stava male, presenti primario, medici e infermieri in un improvvisato dibattito in corsia sosteneva insistentemente che su Usticasape Agostino Caserta è il miglior commentatore che ci sia.

Fu trasferito d’urgenza in psichiatrìa !!!
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COMMENTO

Dalla California Agostino Caserta

Ma il Di Peri dovette subito tornare indietro perche’ il Reparto gia’ era completamente occupato da paesani che insistentemente sostenevano il contrario….il Di Peri fu allora spedito con il rito d’urgenza ad Ustica dove fu “ricoverato” in Piazza, nella Sezione ” panchine, curtigghiu, chiacchiere, bar &amp; riabilitazione “, dove, come tutti gli altri quasi istantaneamente ricevette risultati spettacolari ! I dibattiti ripresero, si riaccesero, tutti vissero felici e contenti……e nuatri…..

 

Riso… a Mario


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RISO… A MARIO

 

Cari lettori di Usticasape, dalla scorsa settimana ha preso il via saltuariamente una mia rubrica attraverso la quale, prendendo spunto da fatti, avvenimenti e personaggi della quotidiana vita isolana proverò a commentarli in forma satirica nella speranza di strapparvi un sia pur minimo sorriso del quale tutti di questi tempi abbiamo tanto bisogno. Mi auguro di riuscirvi. La rubrica si chiamera’ ” RISO A…MARIO” (assonanza con il celebre film Riso amaro). Confido naturalmente nell’immancabile senso dell’umorismo delle “vittime di turno” le quali, ne sono certo, per prime ci rideranno sopra. Con la speranza di ricevere più apprezzamenti che querele auguro a tutti un buon (spero) divertimento.

Mario Oddo

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Continua la frenetica attività della nuova Amministrazione comunale di Ustica tendente ad assicurare nel pieno della stagione estiva migliore qualità di servizi ai turisti. Onde evitare situazioni imbarazzanti fra bagnanti saranno riservate in tre punti diversi dell’Isola delle aree esclusive alle donne che lontano da sguardi maliziosi preferiranno prendere il sole o fare il bagno in topless. Prossimo fiore all’occhiello dell’Assessorato al Turismo del Comune di Ustica le “A.M.P.-T.” : Aree Marine Pro-Tette.

Mario Oddo

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COMMENTO

Dalla California Agostino Caserta

Speriamo tutti che le aree marine Pro-tette siano solo Pro-tempore cosi non ci saranno limiti e discriminazioni e non appena si sposta l’AMP in un posto adeguato a parte il top-less si puo’ fare anche l’integrale ( bagno e Riserva )……. Il reggiseno, e’ vero, non sembra un grande ideale per un’ Isola Democratica : divide la destra dalla sinistra, sostiene le masse e attira a se’ il popolo.

 

Riso… a Mario


Cari lettori di Usticasape, prende il via da oggi saltuariamente una mia rubrica attraverso la quale, prendendo spunto da fatti, avvenimenti e personaggi della quotidiana vita isolana proverò a commentarli in forma satirica nella speranza di strapparvi un sia pur minimo sorriso del quale tutti di questi tempi abbiamo tanto bisogno. Mi auguro di riuscirvi. La rubrica si chiamera’ ” RISO A…MARIO” (assonanza con il celebre film Riso amaro). Confido naturalmente nell’immancabile senso dell’umorismo delle “vittime di turno” le quali, ne sono certo, per prime ci rideranno sopra. Auguro a tutti un buon (spero) divertimento.

Mario Oddo

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[ id=18441 w=320 h=240 float=left] Ultime da Ustica – Dopo aver appreso dell’avvicendamento della “nuova” vecchia nave sulla tratta Palermo – Ustica e ritorno il neo Sindaco ha scritto alla Compagnia delle Isole come segue :

” Spett/le Società di Navigazione, non vi sarà certamente sfuggito che dal 12 Giugno u.s., a seguito del risultato delle elezioni comunali a me favorevole, il Sottoscritto è succeduto al suo Predecessore. Si invita pertanto a voler urgentemente provvedere ad un opportuno aggiornamento del nome della nave da Antonello da Messina a Antonello da … Licciardi ! “

Mario Oddo

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COMMENTO

Dalla California Agostino Caserta

Associazione di idee….e….cambiando il nome dei fattori il prodotto non cambia.

Rosalia è una siciliana che abita a Messina; è molto bella, ma purtroppo anche molto povera. Il suo sogno è di diventare una grande attrice di Hollywood ricca e famosa e quindi il suo più grande desiderio è di raggiungere l’America, ma il costo del viaggio per lei è proibitivo. Finché un giorno, gironzolando per il porto, conosce un marinaio a cui confida i suoi sogni. “Ma cara Rosalia”, dice il marinaio, “un sistema ci sarebbe per arrivare in America. La mia nave parte proprio domani per New York e se tu ti nascondi nella mia cabina potresti fare il viaggio da clandestina. In fondo sono una ventina di giorni!”

Rosalia, che però non è ingenua, chiede se il marinaio vuole qualche cosa in cambio e naturalmente questi le dice: “Beh, certo, tu dovrai essere molto carina con me per tutto il viaggio”.

Il desiderio di Rosalia di cambiare vita con tante prospettive più rosee fa sì che l’indomani si trovi a bordo della nave e si nasconda nella cabina del marinaio. Tutte le notti (e qualche giorno) lei si concede al marinaio. Dopo una ventina di giorni, immaginando oramai di essere in vista della costa americana, lascia la cabina e al primo passeggero che incontra chiede: “Mi scusi, quanto manca a New York?”

E l’uomo: “New York? Ma questo è il traghetto Messina-Villa San Giovanni!”