Tutti i nodi vengono al pettine…


E’ proprio vero che tutti i nodi, prima o poi, vengono al pettine. Un anno fa, quando si è parlato della realizzazione dell’ipotetica cittadella dello sport, il sottoscritto, in un suo intervento su usticasape, ha messo in evidenza l’importanza basilare della manutenzione continuata nel tempo sulla realizzazione di opere pubbliche di qualunque genere e consistenza. Il caso dei mezzi pubblici comunali abbandonati e messi fuori uso ne è un classico esempio. Fino a quando le opere ed mezzi sono nuovi tutto va bene. Quando, dopo qualche anno, questi vanno soggetti a naturale deterioramento anziché metterli fuori uso ed eseguire invece quella che dovrebbe essere l’ordinaria e periodica manutenzione, si ricorre alla richiesta di contributi per il rinnovo del parco mezzi, non pensando che così facendo si va incontro a spreco di denaro pubblico. Personalmente sono convinto che la maggior parte di questi mezzi, con semplici interventi, anche poco costosi, potrebbe ritornare a funzionare. E i mezzi con ancora le targhe, messi in disuso, non vanno soggetti al pagamento del bollo? Anche questo non è uno spreco di denaro pubblico? Anche ad Ustica, come in tutto il territorio nazionale, da molti anni, si è usata questa deleteria politica e si è andato avanti con questo mal costume che ha contribuito a ridurci nella situazione in cui oggi l’Italia si trova. Del resto coloro i quali ci hanno amministrato in quest’ultimi vent’anni a livello nazionale, indifferentemente se di destra o di sinistra, hanno dato un “ ottimo esempio” che è stato subito, regolarmente e facilmente imitato dagli amministratori periferici. Una persona che ottiene il consenso dei cittadini per amministrare una semplice comunità o meglio ancora una nazione, dovrebbe comportarsi come il buon padre amministra la sua famiglia, facendo vivere in maniera dignitosa i suoi componenti, non disdegnando però, dove occorre, di operare tagli alle spese riguardanti le cose superflue e futili che rappresentano quello che noi definiamo spreco. Il tempo delle vacche grasse è finito e se si vuole cambiare tendenza si dovrà imitare il buon padre di famiglia.

Giovanni Martucci

^^^^^^^^^^

Dalla Virginia (USA) Angelo Palmisano

I agree with John.

Why can’t our leaders simply use common sense when managing a villege or a nation.

 

Un Ticket anche per i sub…


[ id=8280 w=320 h=240 float=center]

^^^^^^^^^^^^

COMMENTI:

Da Palermo Marco Daricelli

E’ già incredibile che, adesso che la riserva sta “passando di mano”, il “vecchio gestore” cambi le regole (guarda caso, come ogni anno all’inizio della stagione….). Ma la cosa buffa è che, oltre a non avere servizi di nessun genere, i diving ed i sub privati (che ricordo a tutti essere dei sub con uguali diritti ed uguali doveri dei sub dei diving) non vengono messi a conoscenza del bilancio della riserva! L’ammiraglio in pensione raccoglie soldi dai diving e ora anche dai sub, ma non rende mai pubblico ciò che viene fatto con tali capitali.

Probabilmente l’ammiraglio in pensione non ha notato che Ustica è una riserva atipica…. nelle altre riserve, oltre ai settori A, B o C, ci sono anche litorali di “non riserva”, cosa che evidentemente ad Ustica non capita. Allora il sub è COSTRETTO a pagare il “ticket” se vuol fare immersione, non può scegliere di andare altrove.

Tale ticket, poi, si somma all’altro PIZZO, quello di 2 euro già pagati quando si è messo piede su uno dei mezzi che porta ad Ustica. Ma tutti questi ticket a che servono?? E’ possibile leggere un bilancio dell’AMP? NO!!! ma il sito è ben aggiornato? NO!!! Esiste qualcosa che possa far ipotizzare che questi soldi vengano integralmente investiti in qualcosa???? io non l’ho ancora scoperto!

Forse sarebbe più costruttivo, invece di sparare “tasse” come è stato fatto finora, mostrare i conti dell’azienda (NON A FINI DI LUCRO) che è l’AMP e spiegare per quale motivo occorrono introiti nuovi!

^^^^^^^^^^^^

Da Palermo Maria Teresa Giordano

Leggendo l’articolo ed, in particolare, la risposta e la “giustificazione” fornita dall’Ammiraglio Pace sorge spontanea una domanda:”Quis custodiet custodes?”

(Chi controlla il controllore?)