Lutto


Questa mattina a Morwell, all’età di 90 anni, è morto Vincenzino Licciardi.

Viveva in Australia, emigrato nel 1971, e in quella terra ha mantenuto e tramandato ai figli le tradizioni e le usanze della Sua Isola.
Alla moglie e ai figli le più sentite condoglianze da parte di parenti e Amici di Ustica che lo ricordano come uomo onesto e lavoratore.

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CONDOGLIANZE.

Dalla Germania Giovanni Picone

Anche da parte nostra le piu sentite condoglianze alla moglie e figli Angelo e Isidoro.

 

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Da Verona Giuseppe Giacino

La famiglia Giacino e’ vicina ad Isodoro e alla famiglia per la scomparsa del caro VINCENZO.

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Da Palermo Gaetano Nava

Sentite condoglianze ai familiari di Vincenzo Gaetano e Maria Grazia Nava

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Da Ustica Pino Ailara

ieri mattina ha appreso con grande dolore la triste notizia della scomparsa dello zio Enzo. In questo momento così doloroso io e la mia famiglia siamo vicini alla zia Licia e ai figli Isidoro e Angelo. Un Caloroso abbraccio

famiglia Pino Ailara

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Dalla Nave Superba Angelo Longo

Lontano da Ustica per ripercorrere un “cammino” vissuto oltre cinquanta anni or sono, sulla nave Superba di nome e di fatto, via usticasape vengo raggiunto da una notizia che mi rattrista molto… Mio Compare Vinvenzino Licciardi è morto ed io mi sento tanto vicino a “me cummari” Licia, a “me figghiozzu” Isidoro e al caro Angelo che ricordo forte come un torello.

Pietro,cosa c’e’ di positivo nella tanto temuta morte? Per un laico “tutto è scontato” per un cristiano, nel caso di mio Compare, che possa godere per l’eternità le gioie del Paradiso.

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Dalla California Agostino Caserta

Alla  moglie Licia, ad Isidoro e ad Angelo giungano le mie più sentite condoglianze.
Vincenzo Licciardi ( detto cavusi caruti ) oltre che ad essere un grande lavoratore e con quella personalita’ aperta, inquisitoria e gioviale, per associazione di idee, mi fa venire in mente mio padre Armando perche’ con Salvatore Tranchina ( detto Carraccio ) furono tutti e tre militari a Pantelleria durante la seconda guerra mondiale ( mio padre che aveva fatto il militare di leva a San Remo nella Finanza di Mare ma a Pantelleria ando’ da “richiamato” ed era piu’ grande di eta’ ). Durante intensi bombardamenti i tre si trovarono, per puro caso, nella stesso edificio, che abbandonarono intuitivamente quando un uomo ( che mio padre diceva sempre “somigliava a S. Bartolo” ) a petto nudo intimo’ loro di andare subito dall’altro lato della strada, cosa che salvo’ ai tre di sicuro la vita perche’ quell’edificio dopo alcuni secondi fu colpito in pieno da una bomba e raso al suolo.