Tramonto Usticese al ritmo di bossa nova


Trascorrono pigramente le giornate su quest’isola, scandite dalla ricerca dello scoglio perfetto, del fondale più ricco e della compagnia più piacevole. Segue il rituale dello struscio in piazza, dell’acquisto di monili e souvenir, dell’aperitivo serale. Oggi decidiamo di scegliere una cornice particolarmente suggestiva per il nostro piccolo “buen retiro” che precede la cena. Ci rechiamo infatti nel locale di Massimo e Nancy, squisiti padroni di casa. E’ la “Rosa d’eventi”, civettuola struttura in legno segnalata da una bianchissima enorme vela, che si adagia sulla scogliera prospiciente la conca del faro di Punta Cavazzi. Si preannuncia una serata speciale, perché in attesa che il sole scompaia dietro l’orizzonte, una cantante si accinge ad accompagnarci in questo momento magico della giornata con la sua splendida voce. E’ Giò Marinuzzi, una biondissima cantante romana con la passione per la musica brasiliana. Il rosso e l’arancio, il viola e il turchese del cielo fanno da controcanto alle splendide melodie che parlano d’amore, di vita, di mistero e di malinconia. Si fa interprete infatti, Giò, della poesia di autori celebri come Vinicius de Moraes, Toquinho e Chico Buarques, autentici cantori della passione e della suadade. La sua voce calda e abile nel passare da un registro all’altro, duettando con le corde della sua chitarra, gioca con le note, tra l’altro, di Mas que nada, A que serà, Samba de rosa, Besame Mucho, Acquarello, suscitando un crescendo di emozioni diverse che vanno dall’allegria alla nostalgia, alla voglia di ballare.

Per un attimo Ustica e Rio si fondono nelle luci e nelle ombre di un unico tramonto.

Sfumate le ultime note della voce di Giò, il mare si riappropria della scena e ci offre, quieto, il ritmo del suo sciabordio languido sulla scogliera.

Antonella Carrubba e Luisella Ada Marigliani

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