Tre domande a…Giuseppe Bertolini da Mario Oddo


(Terza Domanda)

D) Comandante, nel suo “lungo corso” Palermo-Ustica e ritorno ritengo ne abbia visto e sentito di tutti i colori. Probabilmente come si dice in questi casi … potrebbe “scrivere un libro” e forse non è escluso che lo farà. Nel frattempo ci può anticipare qualche aneddoto, qualche curioso episodio vissuto a bordo, qualche emergenza, difficoltà o situazione che si è trovato a dovere affrontare alle volte a fatica alle volte col sorriso sulle labbra? E per finire non una domanda ma nella speranza di non apparirle indiscreto mi tolga una curiosità: come ogni lavoratore che si rispetti Lei fruirà quanto prima delle meritate ferie estive; non mi dica che le trascorrerà … al mare !?

 

R) Il Lungo Corso è ben diverso, fui costretto a lasciarlo per gravi motivi familiari circa tre anni fa; la tratta Palermo-Ustica la definirei più correttamente come “Piccolo Cabotaggio” e che comunque si è dimostrato non scevro d’insidie. Ne convengo sulla grande quantità di aneddoti da raccontare, ma sull’eventualità di scrive addirittura un libro certamente no, lascerò questo fardello a “colleghi” di ben altro spessore morale e professionale che sicuramente di cose interessanti ne avrebbero tante da raccontare (vedi Schet…o)……

Ad ogni modo sono due gli episodi che rimarranno indelebili nella mia mente, due episodi aventi un epilogo diverso e che hanno lasciato per la commozione generata, un profondo segno nell’anima.

Il primo ha avuto luogo il 13 ottobre 2010, quando tornando a Palermo da Ustica, in condizioni meteo marine tutt’altro che favorevoli, trovammo a poche miglia da Capo Gallo il corpo senza vita di un uomo disperso in mare da circa una settimana. In quei momenti i sentimenti che si rincorrevano a bordo erano di angoscia e frustrazione per non averlo trovato ancora in vita, ma restò la magra consolazione di aver consentito alla famiglia di poter avere restituito dal mare il corpo del loro congiunto.

Il secondo episodio è più recente e risale a circa un anno fa e precisamente al 13 aprile 2011. Anche in questa circostanza le condizioni del mare erano pessime e nel viaggio da Palermo ad Ustica, venimmo precettati dalla Capitaneria di Porto per prendere parte ad un’operazione di ricerca e salvataggio di una imbarcazione a vela affetta da un’avaria e colta da un fortunale.

Giunti nell’area delle operazioni, capimmo subito che se avessimo azzardato qualunque tentativo di rimorchio, i nostri idrogetti avrebbe messo a repentaglio la vita dei due velisti francesi imbarcati, restammo al loro fianco e suggerimmo quindi l’intervento di un’imbarcazione a propulsione convenzionale. E’ grazie alla sinergia con il motopesca Topone, comandato dal grande Angelo Caminita, dalla grande perizia nautica del Comandante Baiata della Delegazione di Spiaggia di Ustica che si imbarcò sul Topone ed infine dalla grande professionalità degli uomini della Sala Operativa di Compamare Palermo che coordinarono gli interventi, che questa avventura si concluse felicemente e senza conseguenze per i due velisti, i quali ripresero pochi giorni dopo la loro traversata.

In merito alle mie ferie……purtroppo anche quest’anno niente tuffi! Alla meglio tanti bagni…ma di sudore! Ho sfruttato il mio periodo di riposo nel bimestre Gennaio/Febbraio e salvo diverse disposizioni della Società, sarò con Voi ad Ustica.

Per fine Ottobre sto organizzando però, dopo una piccola vacanza nella mia Favignana, un viaggio Coast to Coast negli Stati Uniti, attraversando on the road la mitica Route 66.

 

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