Un Arrivederci a Venere Vespertina di Franco Foresta Martin


[ id=20783 w=320 h=240 float=left]In queste sere di fine anno, dopo il tramonto del Sole, scintilla a occidente un astro luminosissimo (magnitudo -4,6, per chi s’intende di grandezze stellari). Appena comincia a imbrunire, l’astro si vede sospeso sui tetti delle case o tra le chiome degli alberi, tanto da sembrare una luce terrestre; poi cala lentamente verso la linea dell’orizzonte e verso le 18,30 già scompare. Se lo fotografate con una macchina digitale, verrà fuori l’immagine di un pallino brillante che si staglia tra comignoli e antenne (come la foto che ho scattato ieri sera verso le 17,45 e che allego).

Ma se puntate su quel pallino luminosissimo un cannocchiale o un binocolo, si compie il miracolo: esso si trasformerà in una falcetta sottile, simile alla Luna verso la fine del ciclo. Se poi il vostro strumento ottico fosse dotato di un cavalletto ben saldo, potreste addirittura tentare di accostare l’obiettivo della macchina fotografica all’oculare e scattare una foto di Venere “per proiezione” (come un’altra che ho fatto ieri sera e aggiungo qui). In questo modo, fotografando Venere a intervalli regolari, per esempio ogni mese, potremmo ottenere una sequenza d’immagini che dimostrano come questo pianeta, per il fatto di essere interno all’orbita della Terra, mostra delle fasi simili a quelle lunari (divertente esercizio da assegnare agli studenti di Geografia Astronomica delle superiori!).[ id=20784 w=320 h=240 float=right]

È giunto il momento di dire arrivederci a Venere Vespertina, come la chiamava Galileo Galilei. Nei prossimi giorni il pianeta più brillante del cielo andrà tramontando sempre più presto, e la sua falce si ridurrà fino a scomparire. L’11 gennaio prossimo i moti orbitali la porteranno nella posizione di “congiunzione inferiore” (allineamento Terra-Venere-Sole), dopo di che Venere ricomparirà in veste di astro mattutino e in forma di una falce crescente, ricominciando un nuovo ciclo (vedere disegno con la corrispondenza fra posizioni orbitali di Venere e fasi).

Per concludere mi piace proporre la lettura di alcuni brani di una lettera che Galileo Galilei scrisse a Giuliano de Medici nel 1611, dopo aver scoperto le fasi di Venere.

“…circa 3 mesi fa, vedendosi Venere vespertina, la cominciai ad osservare diligentemente con l’occhiale… La veddi dunque, sul principio, di figura rotonda, pulita e terminata, ma molto piccola: di tal figura si mantenne sino che cominciò ad avvicinarsi alla sua massima digressione, tutta via andò crescendo in mole. Cominciò poi a mancare dalla rotondità nella sua parte orientale e aversa al sole, e in pochi giorni si ridusse ad essere un mezo cerchio perfettissimo; e tale si mantenne, senza [ id=20785 w=320 h=240 float=left]punto alterarsi, sin che cominciò a ritirarsi verso il sole… Ora va calando dal mezo cerchio e si mostra cornicolata, e anderà assottigliandosi sino all’occultazione, riducendosi allora con corna sottilissime; quindi passando ad apparizione mattutina, la vedremo pur falcata e sottilissima, e con le corna averse al sole; anderà poi crescendo sino alla massima digressione, dove sarà semicircolare, e tale, senza alterarsi, si manterrà molti giorni; e poi dal mezo cerchio passerà presto al tutto tondo, e così rotonda si conserverà poi per molti mesi…Venere necessariissimamente si volge intorno al sole, come anco Mercurio e tutti li altri pianeti, cosa ben creduta da i Pittagorici, Copernico, Keplero e me, ma non sensatamente provata, come ora in Venere e in Mercurio. Averanno dunque il Signor Keplero e gli altri Copernicani da gloriarsi di avere creduto e filosofato bene…”.

PER APPROFONDIRE: F.Foresta Martin, Le metamorfosi di Venere,http://www.corriere.it/speciali/stelle/venere.shtml

 

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