Solo il profumo del tuo mare e i dolci pensieri profondi creano al mio spirito una piacevole brezza di pace, che solo da TE durante le mie soste ho sempre avvertito assai bene.
E così “Quel Poco” che il mio cuore riesce ad ascoltare, farà sempre in modo di vestirlo con eleganti parole; diversamente “Quel Molto”, che spesso si copre di parecchi momenti inutili, proverà a spogliarlo dalla sua squallida banalità.
È grazie a quel vitale profumo di pietanze prodotto dalle tue garbate stradine, oppure al mormorio dei tuoi protettivi scogli che in forma perenne rimangono eretti a difesa dei tuoi campi arati, o anche ai tuoi panoramici e tortuosi sentieri, che con certosina accuratezza furono creati solamente per udire quel lieve respiro salubre del Tuo vento.
Tutto questo e tanto altro piano piano è riuscito ad elaborare quei miei gracili pensieri, solo così la mia anima si è sentita felice e alla pari di un esiliato in Patria.
Di seguito in Te rimarrò come un perenne Sovrano, con la consapevole felicità di vivere contento i miei giorni fra le tue magiche e monumentali meraviglie, ma solo in queste solitarie visioni le avvertirò egoisticamente tutte mie.
Il tempo fino adesso con me si è comportato come un vecchio fantasma che, prendendomi a mia insaputa sottobraccio, mi ha sempre mostrato ogni giorno con silenziosa forza e con tanta saggezza tutto il mio presente, educando in pratica la mia anima a non arretrare mai alla vista delle angosce o del tramonto del mio sole.
Così tutto sommato ad avere un immediato beneficio furono tutte quante le mie coscienze, che con sicurezza si adagiarono lì dentro le tue confortanti braccia, fra azzurre e fresche onde e bianchi spruzzi salmastri.
Con calma ed immediata rilassatezza, mi cullasti per mille e mille giorni lì sul tuo caldo Ventre, e ogni mia riflessione la trasformavi da un cupo concetto offuscato ad un chiaro pensiero nitido e rigoglioso.
Tu nascesti per sfamare i tuoi laboriosi figli e ci sei riuscita grazie a copiose messi e abbondante pescato, prodotti a sua volta da fertili brune zolle e dal tuo azzurro e limpido mare generoso.
È con mesta rimembranza che da tempo hai mutato se pur di poco il tuo aspetto, così vinta da una forza invisibile ti sei convinta in parte ad adottare il turismo vacanziero, però con vanità femminile ti porgi soltanto ai tuoi turisti, che con gustosa euforia e con rilassante spensieratezza accontenti.
Ma le mie ispirazioni, come delle robuste ali rapaci, molte volte la notte si alzavano in volo dal cuore del tuo periplo, e in silenzio volteggiando in cielo senza fatica, tentavano di ghermire ripetutamente le mie stelle, e fu per un caso fortuito che non ci sono mai riuscite.
Questo perché fra le tue braccia vissi con rettitudine e passione, mentre oggi sono pronto a offrirti la mia prosa, per poi donarla gentilmente solo a quelle nobili anime mute, ma che hanno tanto entusiasmo celato nel proprio petto.
Quindi sei magicamente dotata di quel prodigioso potere fatato, che ama salvare i Suoi Cantori nel donare loro quel terapeutico antidoto che porta il nome di: “Poesia”, e che grazie al cielo serve a neutralizzare il veleno di un vigliacco morso di vipera umana.
Confortante Ustica mia, Tu sei ciò che IO anelo oramai nel mio limitato perdurare.
Pietro Fiorito














