La devozione a San Bartolomeo
Nella seconda metà dell’Ottocento Ustica accreditò alla protezione del Patrono l’essere indenne del colera che colpì la Sicilia. Ustica, grata al Santo, in quelle occasioni non rifiutò l’ospitalità a tanti palermitani e uno d’essi, tale Laganà, per gratitudine nel 1867 fece restaurare i dipinti degli apostoli Pietro e Paolo (lo si legge sui dipinti).
I fedeli usticesi aggiunsero all’Inno questa strofa:
Cresce, serpeggia, infuria
L’indomito cholera
Qual mal dei lidi siculi
Provato allor non era?
Solo per te quest’isola
Fu d’altra tabe esente
Che fugge appena sente
Il nome tuo chiamar
Vito Ailara














